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Il binocolo, com’è cambiato e quali sono le prospettive future

Parliamo di uno strumento ottico basato sul cannocchiale, quindi la sua origine è abbastanza antica ed è stato ampiamente usato per molteplici scopi, militari e civili.

Il primo binocolo è stato ottenuto accoppiando due cannocchiali identici, fissati con una giunzione a cerniera in modo da consentire la regolazione della distanza interpupillare e adattarsi così a qualsiasi osservatore; a partire da quel momento, però, cannocchiali e binocoli hanno seguito due diverse linee di evoluzione.

I cannocchiali, infatti, per essere usati in maniera corretta hanno bisogno di un punto d’appoggio fisso e stabile, nella maggioranza dei casi un treppiede, inoltre sono più ingombranti e offrono una visione monoculare piatta, dove non si è in grado di stabilire l’esatta posizione degli elementi osservati in relazione a quelli che si trovano nelle loro immediate vicinanze.

Il binocolo, invece, è fatto per essere utilizzato a mano libera e senza appoggi, ragion per cui deve essere compatto e poco pesante, nonché resistente alla polvere, alla pioggia, e alle condizioni climatiche avverse. Inoltre il binocolo è progettato apposta per offrire la visione binoculare, quindi oltre a ingrandire il punto di osservazione permette anche di percepire la profondità e di calcolare con una certa esattezza la posizione dell’oggetto osservato all’interno del contesto della scena.

Proprio per questa ragione il binocolo è stato ampiamente impiegato soprattutto per scopi militari e per la navigazione; successivamente poi, il suo uso è divenuto comune anche in ambito civile dove viene adoperato per una vasta gamma di applicazioni, dalla sorveglianza del territorio fino all’uso personale domestico.

Il binocolo da teatro ne è un classico esempio, ma esistono anche altre categorie di uso specifico, come i binocoli panoramici collocati stabilmente in particolari luoghi di interesse turistico o culturale, e destinati quindi alla fruizione pubblica.

Lo schema dei binocoli

Come abbiamo accennato prima, per consentire un buon livello di prestazioni in termini di qualità dell’immagine e di ingrandimento, i binocoli devono sfruttare uno schema ottico diverso dai cannocchiali. I modelli tradizionali usano uno schema particolare basato sui prismi di Porro, così chiamati in onore del loro scopritore: Ignazio Porro. Secondo questo schema la luce passa dagli obiettivi agli oculari attraverso dei prismi che la riflettono e la reindirizzano seguendo un percorso a S che incide notevolmente sulla forma e sul peso del binocolo.

Con l’introduzione dei prismi a tetto, invece, dove il percorso seguito dalla luce in entrata dagli obiettivi è perfettamente in asse con quello di uscita degli oculari, è stato possibile ridurre ulteriormente il peso e le dimensioni dello strumento, migliorando notevolmente la trasportabilità e la facilità d’uso.

Il binocolo professionale moderno per esempio, grazie allo schema ottico con i prismi a tetto è più maneggevole, meno ingombrante e anche meno pesante dei modelli tradizionali. Ma come sarà il binocolo di domani alla luce delle ultime innovazioni in campo tecnologico, soprattutto in ambito digitale?

Per rispondere a questa domanda dovremo compiere un excursus in un settore collaterale dell’ottica, e cioè quello della fotografia. Nelle fotocamere digitali, infatti, la pellicola è stata sostituita dai sensori, CCD prima e CMOS poi; basandosi su questi stessi sensori, sono stati poi introdotti i primi mirini elettronici con display LED, e da lì alla creazione dei visori notturni e dell’implementazione della tecnologia digitale sui binocoli, il passo è stato molto breve.

Le prospettive future

I binocoli di ultima generazione, come fu anticipato a suo tempo dalla ditta giapponese Sony in questo articolo del 2011, sono divenuti una sintesi tra il sistema ottico classico delle lenti e quello elettronico dei sensori, dei processori e dei display. La luce in entrata dagli obiettivi sarà catturata da un sensore CMOS integrato, come avviene nelle fotocamere digitali, e poi proiettata su un microdisplay collocato davanti agli oculari.

Questo permetterà non soltanto di incrementare la luminosità e la resa delle immagini, ma di aggiungere anche ulteriori funzionalità al binocolo, come la visione notturna per esempio, oppure la possibilità di scattare foto e registrare video, di calcolare la distanza tra l’oggetto osservato e l’osservatore oppure di visualizzare ulteriori parametri come i punti cardinali, le coordinate geografiche, la temperatura esterna e via dicendo.

Questa sintesi, ovviamente, sarà più o meno perfetta a seconda del modello e della categoria di appartenenza ma i costi degli strumenti ottici sono sempre stati elevati e più ci si avvicina alla categoria professionale più si ha un aumento sostanziale dei prezzi.

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