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Non discriminazione nei media, c'è il programma europeo

medianewurzburgUn movimento europeo per rendere i contenuti dei media più rispettosi della diversità. E non solo parlando delle diversità, tutte le diversità (o presunte tali) ma rendendo in generale i contenuti dei media, anche quelli mainstream più "inclusivi". Cioè in grado di tenere conto in generale delle realtà, dei problemi, del modo di affrontare la realtà di donne, migranti, comunità Lgbt, disabili e minoranze etniche.
E' di questo che stanno discutendo, ormai dal giugno dell'anno scorso, giornalisti provenienti da ogni parte della Comunità Europea. Grazie al programma Mediane realizzato congiuntamente da Consiglio d'Europa e Comunità Europea e che si svilupperà, fino alla fine del 2014, con l'obiettivo di stimolare un approccio includente ed interculturale nei contenuti dei media, ma anche nelle scuole di giornalismo. Dal primo incontro, che si è tenuto a giugno dello scorso anno a Nicosia, a Cipro (simbolo di una comunità divisa in due da un "muro" che divide la comunictà turca da quella cipriota), il programma si è sviluppato attraverso incontri plenari e tematici che hanno lo scopo di creare due strumenti di supporto all'attività giornalistica quotidiana: un indice di buone pratiche a livello europeo e un questionario con cui singoli giornalisti o redazioni possono in qualche modo "testare” il loro approccio includente nel lavoro di tutti i giorni.

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Premio "Gruppo dello Zuccherificio" per il giornalismo d'inchiesta, iscrizioni aperte fino al 4 maggio

L'associazione Gruppo Dello Zuccherificio di Ravenna, in collaborazione con il Comune di Ravenna, LiberaInformazione, AltrEconomia, I Siciliani Giovani e Articolo 21, indice il 3° Premio Gruppo dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta dedicato alle inchieste realizzate sul territorio nazionale nell’anno 2013, inedite o diffuse tramite carta stampata, internet e nuovi media. Il bando è aperto per le categorie “Premio Giovani”, riservato alle inchieste realizzate da giovani di età inferiore ai 30 anni, su tutto il territorio nazionale. Questa sezione vuole valorizzare la figura dei giovani che si sono distinti nell’ambito del giornalismo d'inchiesta; “Premio Nazionale”, riservato alle inchieste riguardanti l’intero territorio nazionale realizzate da autori che abbiano superato il trentesimo anno d'età. E’ previsto inoltre un Premio Honoris Causa per chi, nel corso degli anni, abbia dimostrato impegno e dedizione alla realizzazione e diffusione dell’attività giornalistica d’inchiesta in Italia. Possono concorrere al premio giornalisti, singoli o associazioni con articoli e inchieste pubblicati su quotidiani, periodici e agenzie di stampa, nonché con servizi pubblicati da testate giornalistiche online, nel periodo compreso dal 1 gennaio 2013 al 03 maggio 2014.

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In una carta la "summa" dei doveri del giornalista

21-02Giornalisti, tanti diritti (derivanti dall'articolo 21 della Costituzione) ma altrettanti doveri. Tutti incardinati, questo il tema della sesta puntata della nostra rubrica sulla deontologia giornalistica vista nell'ottica del diritto dei lettori di essere correttamente informati, nella Carta dei Doveri del Giornalista, firmata dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e dalla Fnsi nel 1993. Dove si legge chiaramente, nelle premesse che "il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista".

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Giornalisti e carceri: cosa dice la deontologia

21-02Il carcere non è necessariamente per sempre. E anche i giornalisti lo devono ricordare. E' per questo che la quinta puntata del viaggio nella deontologia giornalistica, ad uso e consumo dei lettori che hanno, ex articolo 21 della Costituzione, il diritto di essere informati correttamente, si occupa della cosiddetta Carta di Milano ovvero, come recita il testo del "Protocollo deontologico per i giornalisti che trattano notizie concernenti carceri, detenuti o ex detenuti" approvato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti l'11 aprile del 2013.
Il concetto di base è, oltre al doveroso rispetto alla verità sostanziale dei fatti già contenuto nella legge istitutiva dell'Ordine, che il diritto di cronaca su fatti e responsabilità può trovare dei limiti se viene in conflitto con i diritti del soggetto di cui si racconta, con particolare attenzione alle finalità di reinserimento sociale sottese alla pena comminata e al diritto all'oblio, vero il diritto di ciascuno di noi ad essere tutelati dalla diffusione di dati su precedenti giudiziari.

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Uffici stampa, giornalisti a tutti gli effetti ma...

21-02Può il giornalista di un ufficio stampa agire in contrasto con la legge professionale e le carte deontologiche? Può lo stesso assumere nell'arco di vigenza del rapporto di lavoro collaborazioni, incarichi o responsabilità in conflitto con la sua funzione di imparziale ed attendibile operatore dell'informazione? La risposta è no, sia nel settore pubblico sia nel settore privato. O almeno questo è quello che dice la carta dei doveri degli uffici stampa firmata dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti nel 2011.
Una carta in cui si sono voluti porre alcuni paletti all'attività di ufficio stampa. Due in particolare: la figura dell'ufficio stampa è in tutto e per tutto assimilabile a quella di un giornalista e come tale deve essere svolta nell'ambito delle regole dell'ordine; in quanto tale il giornalista dell'ufficio stampa deve rispondere alle stesse regole ordinistiche di tutti gli altri giornalisti, ponendo al primo posto il rispetto della deontologia.

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Sostegno all'editoria, FdI-An attacca la Regione: "Soldi stanziati e non utilizzati"

“Tra rimpasti di Giunta e litigi interni alla sinistra si sono dimenticati in un cassetto la legge e i relativi fondi per il sostegno all'editoria toscana. Solo ora dopo le nostre sollecitazioni sembra spuntare un bozza di attuazione" attaccano Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli, consiglieri regionali in Toscana per Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. "A distanza di nove mesi dall’entrata in vigore della legge regionale che prevedeva un sostegno alle imprese di informazione operanti in ambito locale in Toscana, sostegno quantificabile in un milione di euro per il 2013 ed in due milioni di euro per il 2014 – proseguono i consiglieri - ancora non stati emessi bandi in attuazione delle disposizioni della legge. E' spuntata solo una bozza di attuazione. Cosa intende fare la Regione per rimediare a questa mancanza? I soldi stanziati e non utilizzati per il 2013 che fine faranno?".

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Quel sottile limite fra informazione e pubblicità

21-02La quarta puntata del nostro viaggio nella deontologia professionale dei giornalisti, vista nell'ottica del diritto dei lettori ad essere informati correttamente, tocca un punto delicato. Che è quello dei limiti nel rapporto fra informazione e pubblicità. Una serie di norme dell'ordine dei giornalisti, infatti, hanno nel tempo chiarito come può essere garantita una corretta informazione al cittadino che ha il diritto di non vedersi “vendute” come notizie quelle che in realtà sono informazioni pubblicitarie a pagamento.
Occorre, insomma, una netta distanza fra chi fa informazione e chi invece raccoglie pubblicità per garantire al lettore che l'informazione, secondo quanto già detto sul diritto di cronaca, risponda ai principi di verità, utilità sociale e continenza nell'uso del linguaggio.

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