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In una carta la "summa" dei doveri del giornalista

21-02Giornalisti, tanti diritti (derivanti dall'articolo 21 della Costituzione) ma altrettanti doveri. Tutti incardinati, questo il tema della sesta puntata della nostra rubrica sulla deontologia giornalistica vista nell'ottica del diritto dei lettori di essere correttamente informati, nella Carta dei Doveri del Giornalista, firmata dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e dalla Fnsi nel 1993. Dove si legge chiaramente, nelle premesse che "il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista".

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Giornalisti e carceri: cosa dice la deontologia

21-02Il carcere non è necessariamente per sempre. E anche i giornalisti lo devono ricordare. E' per questo che la quinta puntata del viaggio nella deontologia giornalistica, ad uso e consumo dei lettori che hanno, ex articolo 21 della Costituzione, il diritto di essere informati correttamente, si occupa della cosiddetta Carta di Milano ovvero, come recita il testo del "Protocollo deontologico per i giornalisti che trattano notizie concernenti carceri, detenuti o ex detenuti" approvato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti l'11 aprile del 2013.
Il concetto di base è, oltre al doveroso rispetto alla verità sostanziale dei fatti già contenuto nella legge istitutiva dell'Ordine, che il diritto di cronaca su fatti e responsabilità può trovare dei limiti se viene in conflitto con i diritti del soggetto di cui si racconta, con particolare attenzione alle finalità di reinserimento sociale sottese alla pena comminata e al diritto all'oblio, vero il diritto di ciascuno di noi ad essere tutelati dalla diffusione di dati su precedenti giudiziari.

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Uffici stampa, giornalisti a tutti gli effetti ma...

21-02Può il giornalista di un ufficio stampa agire in contrasto con la legge professionale e le carte deontologiche? Può lo stesso assumere nell'arco di vigenza del rapporto di lavoro collaborazioni, incarichi o responsabilità in conflitto con la sua funzione di imparziale ed attendibile operatore dell'informazione? La risposta è no, sia nel settore pubblico sia nel settore privato. O almeno questo è quello che dice la carta dei doveri degli uffici stampa firmata dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti nel 2011.
Una carta in cui si sono voluti porre alcuni paletti all'attività di ufficio stampa. Due in particolare: la figura dell'ufficio stampa è in tutto e per tutto assimilabile a quella di un giornalista e come tale deve essere svolta nell'ambito delle regole dell'ordine; in quanto tale il giornalista dell'ufficio stampa deve rispondere alle stesse regole ordinistiche di tutti gli altri giornalisti, ponendo al primo posto il rispetto della deontologia.

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Sostegno all'editoria, FdI-An attacca la Regione: "Soldi stanziati e non utilizzati"

“Tra rimpasti di Giunta e litigi interni alla sinistra si sono dimenticati in un cassetto la legge e i relativi fondi per il sostegno all'editoria toscana. Solo ora dopo le nostre sollecitazioni sembra spuntare un bozza di attuazione" attaccano Giovanni Donzelli, Paolo Marcheschi e Marina Staccioli, consiglieri regionali in Toscana per Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale. "A distanza di nove mesi dall’entrata in vigore della legge regionale che prevedeva un sostegno alle imprese di informazione operanti in ambito locale in Toscana, sostegno quantificabile in un milione di euro per il 2013 ed in due milioni di euro per il 2014 – proseguono i consiglieri - ancora non stati emessi bandi in attuazione delle disposizioni della legge. E' spuntata solo una bozza di attuazione. Cosa intende fare la Regione per rimediare a questa mancanza? I soldi stanziati e non utilizzati per il 2013 che fine faranno?".

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Quel sottile limite fra informazione e pubblicità

21-02La quarta puntata del nostro viaggio nella deontologia professionale dei giornalisti, vista nell'ottica del diritto dei lettori ad essere informati correttamente, tocca un punto delicato. Che è quello dei limiti nel rapporto fra informazione e pubblicità. Una serie di norme dell'ordine dei giornalisti, infatti, hanno nel tempo chiarito come può essere garantita una corretta informazione al cittadino che ha il diritto di non vedersi “vendute” come notizie quelle che in realtà sono informazioni pubblicitarie a pagamento.
Occorre, insomma, una netta distanza fra chi fa informazione e chi invece raccoglie pubblicità per garantire al lettore che l'informazione, secondo quanto già detto sul diritto di cronaca, risponda ai principi di verità, utilità sociale e continenza nell'uso del linguaggio.

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Diritti dei minori: i limiti per i giornalisti

21-02Fra le carte deontologiche che sono state approvate negli ultimi anni ce n'è almeno una che ha trovato l'assenso e la condivisione di (quasi) tutti gli operatori dell'informazione, almeno di quelli consapevoli del proprio ruolo non assimilabile del tutto al diritto privato. E' la carta di Treviso, il documento firmato da Ordine dei giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa per i diritti dei minori. Una carta, quella che affrontiamo nella terza puntata nel "viaggio" nella deontologia giornalistica, che nasce dalla necessità di tutelare i soggetti deboli. E che, come tutti gli strumenti di questo tipo indica linee guida e divieti per coloro che si approcciano alla professione.

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