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Giornalisti “abusivi”, la legge tenga conto di Costituzione

21-02Pene severe per l'esercizio abusivo della professione giornalistica. Il legislatore, infatti, senza tenere conto della specificità del lavoro giornalistico (e anche delle sue norme interne) ha infatti inserito anche il giornalismo fra le professioni per cui si può applicare il reato, uniformandolo a tutte le altre discipline regolamentate (architetti, avvocati, geometri, medici e quant'altro). La norma, approvata al Senato, è ora al vaglio della Camera, che forse dovrebbe tenere conto anche della importante distinzione fra chi fa il giornalista e chi invece fa informazione e che, comunque la si pensi, non può e non deve rientrare nella disciplina ordinistica in quanto tutelato da una norma sovraordinata come l'articolo 21 della Costituzione che garantisce la libertà di informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati.

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Libri con i quotidiani? Sì, ma solo di qualità

21-02Vi ricordate i (meravigliosi) anni Novanta del giornalismo? Quelli in cui i giornali quotidiani erano l'inserto di libri, videocassette e album di figurine. Quelli in cui, forse, l'informazione ha iniziato lentamente a declinare, diventando sempre di più realtà commerciale e sempre meno di funzione pubblica in attuazione all'articolo 21 della Costituzione.
E' un sistema che non funziona più. "Colpa", o merito, dei libri venduti su internet e dello streaming. Della multimedialità e della diversa fruizione di letteratura, saggistica e film.

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Informazione in rete, una fotografia fin troppo sfocata

spazi21Spazi fluidi, ovvero l'informazione toscana in rete. Come dire, ci hanno provato. Lodevole tentativo, insomma, quello del Comitato Regionale delle Comunicazioni, che ha provato a recensire il mondo dell'informazione su web coinvolgendo professori universitari ed esperti del settore. Ma il risultato dello studio, e il susseguente convegno, hanno lasciato più dubbi che certezze in molti dei partecipanti al dibattito, attirati forse più dalla possibilità di collezionare crediti formativi per la formazione professionale continua dei giornalisti che dai contenuti della ricerca.
Diciamolo subito. Si tratta di una ricerca largamente incompleta, già superata dai fatti e per certi versi incomprensibile. Nel metodo di selezioni dei case study, nella loro analisi comparativa e nel messaggio che, in qualche modo, si vuole comunicare. Certo, coloro che hanno realizzato lo studio hanno tenuto a sottolineare con forza che si tratta di uno studio work in progress. Ma proprio per il suo essere tale, forse, avrebbe dovuto evitare affermazioni definitive, che permettono a questa o a quella testata di fregiarsi di un “bollino” ufficiale di qualità laddove la qualità proprio non c'è. Per non parlare della recensione di realtà non aggiornate da tempo, che non si sono mai realmente professionalizzate o che di giornalistico hanno poco o punto. Perché, e questa è una delle cose condivisibili che si è detta per l'occasione, se è vero che fa informazione chi verifica le fonti e segue le regole, anche se fa principalmente un altro mestiere è altrettanto vero che la natura di testata giornalistica può e deve essere attribuita non solo per la registrazione al tribunale. E che lo studio della composizione delle redazioni non si può limitare soltanto alle autodichiarazioni nelle apposite pagine.
Una ricerca, insomma, che dà la sensazione di essere superficiale, nonostante gli spunti che vi si possono trovare e gli stimoli a studiare un fenomeno, quello dell'informazione sul web, quella dell'utilizzo dei social network e quello del citizen journalism, che cambia giorno per giorno.

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Deontologia, codice e decalogo per informazione e sport

21-02In periodo di mondiali inevitabile, parlando di carte deontologiche, parlare del codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi  e del conseguente decalogo del giornalismo sportivo, approvati rispettivamente nel 2008 e nel 2009. Il primo è è stato elaborato da ministero delle comunicazioni, ministero delle politiche giovanili, ministero della Giustizia e Ordine nazionale dei giornalisti, dopo i tragici incidenti del 2007 in cui perse la vita l’ispettore di polizia Filippo Raciti fuori dallo stadio di Catania. Richiamandosi alla Carta di Treviso e alla Carta dei doveri del giornalista, si rivolge soprattutto all’informazione radio-televisiva senza dimenticare internet e tutti gli strumenti di comunicazione audiovisivi. Con questo Codice tutti i protagonisti dell’informazione sportiva, ribadiscono la volontà di contrasto alla violenza negli stadi, consapevoli del contributo che i mezzi di comunicazione di massa – da quelli tradizionali ai nuovi media – possono fornire per condannare nei confronti della pubblica opinione la violenza legata agli eventi sportivi, in particolare quelli calcistici.

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Privacy, limiti (e tante deroghe) per i giornalisti

21-02Può un giornalista violare la privacy degli altri cittadini? Verrebbe da dire di sì se è vero che la violazione delle norme esistenti comportano esclusivamente una sanzione disciplinare da parte dell'ordine professionale. salvo in tema di salute e secondo un autorevole parere delle sezioni uniti di cassazione.
Fatto sta che sono due le norme che regolano la questione per i giornalisti e sono il titolo I del testo unico sulla privacy del 2003 e il codice deontologico approvato dall'ordine dei giornalisti nel 1998 che, ha avuto modo di dire più volte anche la Corte di Cassazione, ha valore di legge.
Nel primo testo, le disposizioni generali chiariscono che “chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano” e il lavoro giornalistico relativo ai dati sensibili è stabilito che “si svolga nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché della dignità dell’interessato“.

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La Cento Ore Modena Classic approda in Toscana fra gara e fascino delle auto storiche

E' grande spettacolo in Toscana per la Modena Cento Ore Classic con l'approdo al Mugello, a Firenze e nel Chianti prima di arrivare in Versilia.

Prima Tappa
L'autodromo Enzo e Dino Ferrari, comunemente noto come Autodromo di Imola, non delude le attese di chi cerca emozioni. E’ uno dei pochi circuiti in cui si corre in senso antiorario: con le sue 22 curve in circa 5 chilometri, ha incoronato, nel 2006, Michael Schumacher, per il miglior tempo di 1'20”41 1. In questo scenario da grandi campioni si disputa la prima gara in circuito della Modena Cento Ore 2014. Vince la Coppa Ayrton Senna, omaggio al mitico pilota, l’equipaggio N.23 Denat D/Remnant C su Porsche Carrera RSR del 1973 con un tempo di 23’33”, secondo l’equipaggio N. 18 Cooke J/Dowd M su Lotus Elan del 1965 con il tempo di 24’24”, terzo l’equipaggio numero 9 Walker P Redhouse H su Jaguar E Type coupe del 1962, con il tempo di 24’28”.
Al termine della prima tappa, la classifica provvisoria per la sezione di velocità vede al comando l’equipaggio 23 con Denat D/Remnant C, seguito dal 28 Wunderlich F/Kristeck K su Porsche 911 S del
1970, a ruota segue al terzo posto il N. 9 Walker P/Redhouse H. Domina la classifica della prima tappa di regolarità l’equipaggio numero 48 Smith B/Crew P, su MGA Twin Cam del 1959, seguito dal 71 Horbach D/Muller K su Porsche 911 2.8 RSR del 1972 e dal 66 Kolb U/Kolb M su Porsche 911 ST del 1972. Alla fine della giornata gli equipaggi della Modena Cento Ore lasciano i motori e le affascinanti sfide per avventurarsi nel cuore di Firenze, culla dell’arte e del rinascimento italiano.

Seconda Tappa
Partenza questa mattina (5 giugno) dal viale di Poggio Imperiale, appena fuori dal centro storico di Firenze e prevede un panoramico percorso attraverso il Chianti e la Riserva Naturale di Vallombrosa verso la prima prova speciale della giornata. Il panorama è mozzafiato: gli scenari sono da cartolina made in Italy, le dolci colline del Chianti, le vigne e gli oliveti, i cascinali accolgono gli equipaggi che sfilano sulle strade più belle di Toscana. Per la tappa sono previste 4 Prove Speciali: La Panca e Vallombrosa, ciascuna ripetuta due volte, entrambe molto tecniche e guidate, con emozionanti successioni di curve e tornanti snodati tra le verdi colline toscane, che regalano soddisfazione ai piloti impegnati, ma anche ai navigatori che, dietro ogni curva, scoprono nuovi scorci da mozzare il fiato. Per il pranzo, gli equipaggi sono ospiti di Dario Cecchini, il “Macellaio Poeta” conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, padre spirituale della bistecca alla fiorentina. Siamo in quel di Panzano in Chianti, frazione di Greve in Chianti, qui i  concorrenti si godono la bistecca alla fiorentina e poi riprendono la gara per raggiungere Firenze. A partire dalle 17 l’arrivo in Piazza Ognissanti, nel centro di Firenze per
l’esposizione delle auto e la presentazione al pubblico con la voce di Savina Confaloni.
Per la serata è prevista la cena di gala nella spettacolare cornice di Palazzo Corsini, che apre le sue porte ai partecipanti alla Modena Cento Ore Classic che qui godranno anche di un breve concerto organizzato in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino.
La serata è dedicata in particolare a Tag Heuer, maison orologiera dal marcato Dna sportivo e motoristico sponsor dell’evento

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Taradash (Ncd): "Provvidenze all'editoria, voto di scambio in Regione Toscana"

"La Regione Toscana va in controtendenza rispetto alle scelte a livello nazionale che prevedono un’attenuazione e poi l’abolizione dei finanziamenti all’editoria riconoscendo finalmente che il mondo dell’editoria è un mondo di imprese commerciali che devono trovare un loro spazio nel mercato. La Toscana no, e vara oggi provvidenze a pioggia che, frantumate come sono, non serviranno allo sviluppo e rappresentano solo una regalìa fatta al settore. Cosa apparentemente immotivata a meno che non si guardi al calendario e alla scadenza elettorale delle regionali dell’anno prossimo". La pensa così il consigliere regionale del centrodestra, Marco Taradash (Ncd) che prosegue: "Questi 3 milioni di euro andranno a offrire un generoso contributo da parte della Regione, coi soldi dei cittadini toscani, a testate che poi, durante la campagna elettorale, dovranno informare sulle attività del governo regionale. E’ un esempio tipico di voto di scambio, operato nella maniera più subdola e messo in atto con i soldi dei cittadini. E’ una scelta che non condividiamo come non la condividerebbero i cittadini toscani se solo sapessero l’uso che si fa dei loro soldi, cosa improbabile per ragioni collegate proprio al presente provvedimento".

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