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Non discriminazione nei media, c'è il programma europeo

medianewurzburgUn movimento europeo per rendere i contenuti dei media più rispettosi della diversità. E non solo parlando delle diversità, tutte le diversità (o presunte tali) ma rendendo in generale i contenuti dei media, anche quelli mainstream più "inclusivi". Cioè in grado di tenere conto in generale delle realtà, dei problemi, del modo di affrontare la realtà di donne, migranti, comunità Lgbt, disabili e minoranze etniche.
E' di questo che stanno discutendo, ormai dal giugno dell'anno scorso, giornalisti provenienti da ogni parte della Comunità Europea. Grazie al programma Mediane realizzato congiuntamente da Consiglio d'Europa e Comunità Europea e che si svilupperà, fino alla fine del 2014, con l'obiettivo di stimolare un approccio includente ed interculturale nei contenuti dei media, ma anche nelle scuole di giornalismo. Dal primo incontro, che si è tenuto a giugno dello scorso anno a Nicosia, a Cipro (simbolo di una comunità divisa in due da un "muro" che divide la comunictà turca da quella cipriota), il programma si è sviluppato attraverso incontri plenari e tematici che hanno lo scopo di creare due strumenti di supporto all'attività giornalistica quotidiana: un indice di buone pratiche a livello europeo e un questionario con cui singoli giornalisti o redazioni possono in qualche modo "testare” il loro approccio includente nel lavoro di tutti i giorni.

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Un programma europeo per la non discriminazione e l'inclusione della diversità nei media. Lavori al via a Cipro: Lucca in Diretta fra gli attori del progetto

IMG 7309Dalla copertura mediatica della e delle diversità alla vera inclusione nell'informazione generalista. Questo l'obiettivo del nuovo programma del Consiglio d'Europa, Mediane (Media Exchanges for Diversity Inclusiveness, Anti-racism and non discrimination in Europe), partito ufficialmente lo scorso 10 giugno con una sessione plenaria di lavori di tre giorni a Nicosia, la capitale di Cipro. Un programma ambizioso e complesso che per un anno e mezzo metterà a confronto giornalisti da tutta Europa con l'obiettivo di fornire strumenti concreti per promuovere i principi di non discriminazione nei media, nelle scuole di giornalismo e nelle associazioni di categoria dei giornalisti dei diversi paesi.
Alcuni dati chiariscono la situazione di partenza: in Europa solo un quarto delle notizie riguardano le donne, anche se rappresentano più di metà della popolazione. Ancora peggio se si parla di migranti o minoranze etniche che, pur essendo il 10 per cento della popolazione europea, occupano meno del cinque per cento dello spazio informativo. E dati simili potrebbero essere presentati anche per questioni riguardanti l'omosessualità, la disabilità o le diverse povertà. I contenuti dei media, insomma, sono ben lontani dal rispecchiare multiculturalità e diversità presenti nella società.

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