Marchetti: “Soldi ai terremotati, non ai rifugiati”

Accoglienza rifugiati, il sindaco di Altopascio torna sull’argomento e conferma che quesi soldi sarebbe meglio destinarli alle famiglie della Garfagnana ancora fuori casa. Lo fa con una lettera aperta al vicesindaco di Lucca, Ilaria Vietina, dove scrive: “Durante una trasmissione televisiva abbiamo avuto modo di confrontarci su un tema sentito e importante, ovvero l’accoglienza degli immigrati e in particolare quella dei rifugiati. Il Comune che amministro, Altopascio, e quello dell’altro ospite, il sindaco di Coreglia Amadei, hanno declinato l’invito della Prefettura, mentre Lucca ha deciso di accettare di ospitarne alcuni. Naturalmente ognuno di noi ha espresso tutta la solidarietà umana verso queste persone, che in qualche caso vengono da situazioni belliche o conflittuali molto pericolose e in generale vogliono giustamente migliorare la propria condizione sociale e personale. Ho sostenuto che in questo momento l’Italia non può sobbarcarsi né economicamente né logisticamente l’accoglienza di queste persone. I motivi infatti sono semplici: il tanto richiamato buon padre di famiglia in una situazione di crisi si deve assicurare prima che stiano bene sua moglie e i suoi figli, poi, eventualmente, pensare agli altri. E’ esattamente quello che accade oggi, quando siamo di fronte a una contrazione delle possibilità economiche dello Stato che quindi non può sostituirsi a organismi internazionali per assicurare risorse a queste migliaia di persone”.

“Di certo non ha migliorato la situazione la decisione del Parlamento di azzerare di fatto il reato di clandestinità – prosegie Marchetti – facendo di colpo tornare assolutamente appetibile l’Italia come punto di approdo. Da parte sua, vicesindaco Vietina, ha obiettato che questa decisione di accogliere i rifugiati non comporta alcuna privazione per i cittadini di Lucca, in quanto le risorse necessarie, ovvero 30 euro al giorno a persona, sono assicurate dallo Stato. In pratica non costa nulla alle casse comunali che anzi vedono arrivare uno stanziamento aggiuntivo. Tutto vero, ma un amministratore deve guardare un po’ oltre alla situazione del proprio Comune e quindi, se si allarga il raggio di valutazione, diventa evidente che quei soldi (tanti, tantissimi) escono comunque dal magro bilancio statale e sacrificheranno fatalmente qualche servizio, qualche stanziamento, qualche necessità. Ecco dunque che capita, purtroppo, un esempio molto chiaro di questo circolo vizioso. Una valutazione seria indica in 300mila euro al giorno il costo dello stato italiano per fronteggiare sbarchi, cui vanno aggiunti almeno altri centomila euro al giorno per i rifugiati. Se mettiamo in relazione la situazione delle 75 famiglie della Garfagnana che dopo un anno sono ancora fuori casa con queste enormi spese per l’accoglienza straniera, diventa evidente come ci sia un rapporto di causa e effetto. I fondi per loro, per farli rientrare in casa dopo l’evento tellurico, sono stati tagliati e solo in questi giorni sbloccati, almeno a parole, visto che per ora nessuno ha visto un euro. Oltre a loro, comunque, ci sono milioni di persone in difficoltà per gli affitti, le bollette, perfino per mangiare”.
“Probabilmente – conclude Marchetti .- cara vicesindaco Vietina, se prevalesse il mio pensiero all’interno di chi opera al governo i soldi sarebbero già da tempo nelle disponibilità di queste 75 famiglie della Garfagnana e di tanti altri italiani che hanno bisogno, piuttosto che utilizzati per rifugiati o clandestini, come invece dimostra di preferire lei e chi la pensa come lei. Questioni di punti di vista, ma che ricadono pesantemente sulle famiglie italiane, la cui condizione economica è sempre più difficile. A loro bisogna pensare, secondo me. Poi, quando torneremo a vivere in un benessere diffuso, potremo tornare a dedicarci agli altri”.

 

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