La “poltrona” di Lenzi fa litigare la maggioranza

di Roberto Salotti
E’ tutta una questione di poltrone. Nessuna metafora, però, nel caso in questione: è la sedia di Roberto Lenzi, capogruppo dell’Idv in consiglio comunale a Lucca, a non far trovare pace alla maggioranza. Pd e Lucca Civica chiedono, infatti, lo spostamento del consigliere nell’emiciclo a Palazzo Santini per due ordini di motivi, che alcuni hanno protocollato rivolgendosi direttamente al sindaco. In primo luogo, c’è la ragione di Stato (tutta politica): perché Lenzi non fa di fatto più parte della maggioranza che sostiene Tambellini – una spaccatura rimarcata anche di recente dal suo voto contrario al bilancio. Inoltre, c’è chi sostiene che la “convivenza” nell’emiciclo sia divenuta quantomeno scomoda e preferisce che la condizione di “separati in casa” sia sottolineata con un allontanamento dalle poltrone che occupano, per l’appunto, Partito Democratico, Sel (Piantini è stata la prima a sollevare la questione politica) e Lucca Civica.

Sembrano questioni da poco, ma sono state al centro di una riunione molto accesa dei capigruppo di oggi (4 settembre). Il presidente del consiglio comunale, Matteo Garzella, è stato chiaro: non sposterà nessuno dai banchi di Palazzo Santini contro la sua volontà. Per questo è stata rinviata al mittente la richiesta di portare nuovamente il provvedimento al voto dei capigruppo. Secondo il presidente Garzella, infatti, non è compito della conferenza da lui presieduta decidere sulla materia. Ma di fronte alle osservazioni del Pd e di Lucca Civica il presidente si è assunto la “responsabilità” della sua scelta: “Non farò spostare nessuno”, ha detto a chiare lettere il presidente, gelando Claudio Cantini (Lucca Civica) che lo invitava a cercare una mediazione con il diretto interessato, ovvero Roberto Lenzi, che non era presente oggi alla riunione, esprimendo la volontà di riportare la questione all’esame della capigruppo. Una eventualità che invece è stata respinta, non senza polemiche e malumori all’interno della stessa maggioranza.
Il punto è che Lenzi non vuole lasciare la poltrona. Non ci pensa nemmeno – riferiscono fonti a lui vicine – ad essere spostato tra le fila dell’opposizione, magari vicino al centrodestra. Sostanzialmente, infatti, pur avendo dichiarato chiaramente a parole e a fatti di non voler far più parte della maggioranza che sostiene il sindaco Tambellini, Lenzi, rappresentando una forza di centrosinistra e vuole essere collocato come tale, anche fisicamente, all’interno dell’aula consiliare. Di fronte a questo, Garzella non vuole saperne di “decisioni unilaterali”. Anzi. Approverà l’idea di uno spostamento se questo sarà consensuale. Il presidente si è impegnato comunque a cercare una mediazione, venendo incontro alle istanze di parte della maggioranza. E intanto c’è anche chi fa dell’ironia, come la consigliera a cinque stelle Daniela Rosellini, che commenta: “Se spostano Lenzi dovrebbero anche spostare qualcuno dell’opposizione nei banchi di sinistra, viste le tante volte in cui la pensano come loro”
Ovviamente la questione è molto più ampia e non è certo soltanto una poltrona a preoccupare il sindaco Alessandro Tambellini. Il primo cittadino è semmai convinto ora più che mai che con Roberto Lenzi l’alleanza non è tramontata, ma è più che defunta. Questo dopo il voto contrario al bilancio, è stato sancito da un atto forte da parte del consigliere Idv. Per questo, il primo cittadino ha preparato una comunicazione che farà al prossimo consiglio comunale, convocato la sera dell’11 settembre. Una data che non può non richiamare la tragedia delle Torri Gemelle: sarà anche quella, per l’amministrazione lucchese, del divorzio con l’Idv. Nel suo messaggio, il primo cittadino tirerà una linea con il passato, con la presa d’atto ufficiale del voto dell’Idv su di un documento fondamentale del Comune, come è quello del bilancio, e traccerà un quadro completo degli attuali equilibri della maggioranza. Che in consiglio comunale – basta guardare il voto sulle pratiche – non rischia proprio nulla. Però la questione Lenzi ora apre quella che è la vera (e ben più seria) partita. Il nuovo assetto cioè delle commissioni consiliari, visto che, trovata la formula, andranno ricostituite garantendo il rispetto dei termini previsti dalla legge relativamente agli equilibri e ai numeri di maggioranza e di opposizione. Qui non si tratterà solo di “poltrone”, ma sicuramente l’intera questione ha aperto una frattura con il presidente del Consiglio comunale. Una discussione un po’ accesa, nulla di più, la definiscono alcuni. Ma una distanza di posizione le cui implicazioni, che oggi vengono minimizzate, potrebbero avere degli sviluppi.

 

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