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Alla Stecca alloggi in coabitazione per padri separati

di Roberto Salotti
Quattordici nuovi alloggi da destinare non soltanto all’emergenza abitativa ma anche alla coabitazione in alcuni casi molto particolari, di cui tuttavia si registra un aumento di domanda a Lucca. Saranno realizzati alla “Stecca”, nel quartiere Giardino di Pontetetto, entro il 2015, se sarà rispettata la tabella di marcia predisposta dall’amministrazione dopo il via libera giunto dal ministero alla rivisitazione del progetto complessivo per l’area, aggiornato nella sua prima stesura risalente al 2006. Almeno tre dei nuovi alloggi potrebbero essere destinati ad esperimenti di co-housing e destinati, ad esempio, a padri separati che dopo il divorzio restano momentaneamente senza casa.

Ipotesi quest’ultima al vaglio dell’amministrazione comunale, come ha spiegato questa mattina (19 settembre) l’assessore Antonio Sichi alla commissione sociale a Palazzo Santini. Ma non è l’unica novità che riguarda il quartiere Giardino: non ci saranno abbattimenti di edifici ma la realizzazione di luoghi per la socializzazione, un parco e un campo da calcetto ad uso dell’intero quartiere. Nell’area saranno realizzati anche negozi di vicinato, grazie ad un accordo con la società che aveva vinto il bando e che si impegna tra l’altro a realizzare uno spazio di 200 metri quadrati da destinare ad attività aggregative, senza nessun costo per l’amministrazione comunale. Sfuma invece l’ipotesi dell’apertura di un punto vendita della media distribuzione, come era invece previsto nel progetto originario.
Gli indirizzi sono stati illustrati dall’assessore alla presenza anche di Erp e di Lucca Holding Progetti Speciali, in una sorta di “anteprima” per i consiglieri in vista di una presentazione ufficiale il 1 ottobre, data in cui è in programma l’inaugurazione dello sportello per la mediazione condominiale, che sarà gestito dalla Fondazione Casa e che aprirà i battenti all’ex sede della polizia municipale di Lucca a Pontetetto.
“La rivisitazione del progetto – sottolinea l’assessore Antonio Sichi – è stata necessaria per adattarla ai tempi, visto che la prima stesura risale al 2006 e in alcuni aspetti era necessario perfezionarla”. Ora servirà comunque l’approvazione di una variante di minima da parte del consiglio comunale, perché mentre prima si prevedevano abbattimenti di edifici ora si interverrà per il loro recupero. La pratica, secondo le intenzioni, dovrebbe approdare entro il prossimo marzo a Palazzo Santini in modo poi da poter affidare i lavori. “Se non ci saranno intoppi come quelli degli ultimi anni, dove si sono succeduti ben tre fallimenti delle ditte incaricate dei lavori – sottolinea l’assessore – entro il 2015 il cantiere dovrebbe essere completato”.
Alloggi per l’emergenza abitativa. Secondo gli indirizzi della giunta, i 14 nuovi alloggi che saranno recuperati non verranno assegnati in via definitiva ma serviranno a creare una patrimonio pubblico per situazioni temporanee di emergenza o di disagio, in modo da fornire soluzioni temporanee in attesa di un affidamento definitivo di alloggio. “Finora il Comune – aggiunge Sichi – si è rivolto ai privati per casi come questo. Con questo nuovo progetto invece si crea un edificio che resta alla comunità e risponde ad esigenze particolari di emergenza abitativa”.
Il co-housing. Per questo parte degli alloggi sarà destinata alla coabitazione. “Tre degli alloggi esistenti si prestano molto a questa funzionalità – spiega l’assessore -, perché si sviluppano su due piani e possono essere ideali per esperienze di coabitazione. Pensiamo in particolare ai padri separati con figli che si ritrovano senza casa o senza un luogo adeguato per ospitare i loro figli. In questo modo cerchiamo di dare una risposta a chi ha difficoltà di questo tipo. Per ora è stata soltanto una proposta, illustrata già alla commissione, perché si inserisce comunque in un percorso ormai avviato dall’amministrazione comunale”.
Negozi di vicinato. Aree e spazi per la socializzazione andranno ad integrarsi anche con una serie di servizi per il quartiere. Per questo verranno realizzati negozi di vicinato, e non la media distribuzione come da progetto originario. In cambio la società realizzerà un centro di aggregazione al coperto per giovani e anziani del quartiere.
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