I sindacati: Giglio, no ai tagli senza una vera governance

No ai tagli per risparmiare e mettere in ordine i conti a spese dei dipendenti. E’ su questo che Slc Cgil e Fistel Cisl insistono dopo l’annuncio degli 8 esuberi al teatro del Giglio (Leggi). “Non ci voleva la sfera di cristallo – incalzano i sindacati -, per capire che i bilanci del teatro mettevano a rischio la sopravvivenza del teatro stesso. Era facile anche immaginare che, alla fine, la soluzione principale per rimettere in sesto la negativa situazione contabile sarebbe stata quella di intervenire sul personale, tagliando numero di addetti e salario. Per quanto si tenti di addolcire il messaggio, come leggiamo sulla stampa, alla fine il contenuto delle comunicazioni è questo”.

“Quello che emerge – vanno all’attacco i sindacati – è il carattere approssimativo di certe proposte: manca la chiarezza su dove l’azienda individua i lavoratori ritenuti in esubero così come mancano le garanzie sull’effettiva praticabilità del passaggio di tali lavoratori in altre società partecipate del Comune di Lucca o l’utilizzo di strumenti come il contratto di solidarietà ad oggi privo di fondi ministeriali utili a finanziarlo. Inoltre, vengono preventivati una serie di tagli lineari che messi insieme comporterebbero un risparmio ben oltre le necessità ed al tempo stesso si prevede di “investire” su un miglioramento delle attività in senso qualitativo e quantitativo, ampliandone anche il raggio, in modo tale da canalizzare maggiori fondi. Con quali risorse professionali? E più in generale: con quale modello futuro organizzativo? Sono mesi che l’azienda ha annunciato l’adozione di un nuovo modello organizzativo, a suo dire più funzionale allo svolgimento dell’attività del Teatro, ma anche su questo si registra ancora solo molta approssimazione. Su tutto questo è bene che si abbiano le idee chiare altrimenti si rischia di tagliare solo per risparmiare, la qual cosa equivale solamente ad impoverire e portare l’azienda verso l’incapacità di sostenersi. Si fa riferimento ai risultati negativi degli esercizi precedenti, ma non si fa alcuno sforzo per individuarne le cause: ci sono state gestioni scriteriate e poco trasparenti? ‘Non importa, ora tagliamo’. In estrema sintesi ne ricaviamo questo. Come organizzazioni sindacali e come Rsu siamo stati i primi a parlare della necessità di un progetto globale che comportasse il risanamento e il rilancio dell’attività della struttura. Progetto e poi governance funzionali, concreti ed efficaci. Le risposte che al momento ci arrivano non hanno questi contenuti. Le organizzazioni sindacali e la Rsu sono sempre stati pronti e sempre lo saranno ad un confronto a 360 gradi per arrivare a scelte condivise per il rilancio del Teatro del Giglio. Il confronto aperto in via unilaterale, come l’ha definito il direttore, è stato avviato con molta approssimazione e ciò non crea il clima adatto per una discussione serena”.

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