Antenna di S. Alessio, la Sovrintendenza revoca l’ok

Colpo di scena in consiglio comunale sull’antenna di via Fonda a Sant’Alessio. E’ stato l’assessore all’ambiente Francesco Raspini, dopo aver risposto ad una interrogazione del capogruppo di Forza Italia sul tema, a informare che è venuto meno il parere positivo della Sovrintendenza alla localizzazione scelta da Telecom per installare il ripetitore e che era stata inizialmente accordata. “E’ giunta negli uffici comunali – ha spiegato Raspini – la revoca in autotutela del provvedimento di parere dato dalla Sovrintendenza che a questo punto inficia tutto l’iter. Noi agiremo di competenza. Posso assicurare quindi – ha aggiunto l’assessore – che l”ufficio autorizzazioni ambientali e il Suap del Comune prenderanno i loro provvedimenti”.

Una notizia comunicata al telefono all’assessore mentre si sta svolgendo un consiglio comunale dove entra anche il piano delle antenne, attraverso l’ordine del giorno proposto dalla consigliera del Movimento Cinque Stelle, Laura Giorgi. Adesso la revoca dell’autorizzazione da parte delle Belle Arti mette di nuovo in forse tutto quanto e potrebbe risolvere la situazione, a favore di quanti a S. Alessio, ormai da settimane, contestano la localizzazione per la nuova antenna. Sicuramente il Comune – e lo dice chiaramente l’assessore Raspini – agirà di conseguenza dopo la revoca del via libera da parte della Sovrintendenza.
Il consiglio comunale era iniziato proprio da una discussione sull’antenna di S. Alessio. A prendere la parola era stato ancora una volta l’assessore Raspini, che, rispondendo all’interrogazione di Marco Martinelli (Fi) nel merito, aveva spiegato che non è responsabilità della giunta guidata dal sindaco Alessandro Tambellini, ma semmai della conferenza dei capigruppo, se la pratica relativa alla richiesta di Telecom di installare un nuovo ripetitore in via Fonda a Sant’Alessio, non è tornata all’esame del consiglio comunale dopo essere stata iscritta e ritirata dagli ordini del giorno. E’ questo, in sostanza, quello che, poco prima della novità, aveva spiegato l’assessore all’ambiente Francesco Raspini, rispondendo all’interrogazione presentata nel merito dal presidente del gruppo di Forza Italia. Con quell’atto, Martinelli ha chiesto all’amministrazione di chiarire anche i motivi per i quali è stato scartato il sito preferenziale per installare le antenne, indicato dal regolamento comunale. L’assessore aveva nuovamente illustrato l’iter che ha portato al via ai cantieri, citando la lettera con la quale Telecom, ha chiarito i motivi che hanno indotto a scegliere via Fonda. “La domanda del gestore – ha spiegato l’assessore Raspini – è arrivata al Comune nell’agosto del 2013. Si è reso necessario quindi trasmettere la richiesta all’osservatorio permanente della telefonia perché era stato richiesto l’utilizzo di un sito non preferenziale. L’autorizzazione ambientale era stata rilasciata alla Telecom nel marzo del 2014. Il parere Arpat, che è vincolante, era già stato richiesto da Telecom ed era stato rilasciato addirittura nel luglio del 2013, quindi molto prima che si esprimesse l’osservatorio. Telecom ha spiegato che il sito preferenziale non è stato giudicato percorribile per assicurare un servizio adeguato alla zona in merito all’assenza del segnale telefonico”. Poi l’assessore era entrato nel merito della seconda domanda di chiarimento avanzata da Martinelli. “La proposta di delibera era stata iscritta in consiglio in aprile 2014, tempo utile prima che intervenisse il silenzio assenso l’11 luglio 2014. Quanto alla non ripresentazione della pratica, il regolamento rimette queste decisioni al consiglio comunale, il ruolo della giunta in questo senso è limitato. Questa pratica deriva dalla richiesta di un privato, è la conferenza dei capigruppo che decidere di iscrivere di nuovo la pratica”.
Secca la replica di Martinelli che, a questo punto del dibattito, si è definito non soddisfatto delle risposte avute dell’assessore: “Non sono d’accordo con le posizioni espresse – ha detto – a maggior ragione perché si deve pensare che individuando un sito pubblico i soldi che il gestore paga potevano andare a vantaggio della comunità. Comunque già nella commissione, da noi richiesta, alla quale hanno partecipato anche gli abitanti di Sant’Alessio, abbiamo espresso le nostre considerazioni che possiamo ribadire anche oggi nel senso che è vero e non lo mette in discussione nessuno che serviva e serve un impianto nella zona però noi eravamo e siamo a favore di una individuazione di un altro tipo di sito”. Alla luce delle novità emerse in consiglio comunale sembra che sarà accontentato. “Ringrazio Raspini – commenta allora Martinelli – per aver dato tempestiva comunicazione della revoca delle autorizzazioni della Sovrintendenza. Vogliamo conoscere le mosse che farà l’amministrazione comunale”.
Prima ancora però che la notizia della revoca in autotutela del provvedimento della Sovrintendenza piombasse in diretta in consiglio comunale, la discussione sulle antenne ha continuato a tenere banco, con un ordine del giorno presentato dalla consigliera del Movimento Cinque Stelle, Laura Giorgi, attraverso cui si chiedeva con urgenza un nuovo regolamento per la telefonia mobile, predisposto da tecnici di provata esperienza. “L’amministrazione ha affidato negli ultimi anni tre incarichi diversi – ha sottolineato la consigliera pentastellata – per una spesa complessiva di oltre 52mila euro. Un piano preciso però ad oggi non esiste: anzi, ne esiste uno, ma appare totalmente inadeguato. A Apprendiamo con gioia le notizie che riguardano l’antenna di Sant’Alessio, ma non possiamo fermarci qui: a noi interessa un regolamento che funzioni bene per tutto il territorio. L’architetto fiorentino che è stato incaricato dal Comune, per esempio, non ha nel proprio curriculum esperienze dirette in materia”.
L’assessore Raspini replica con decisione a questi appunti: “Vedo molta bieca strumentalizzazione – dice – del sentimento di paura, a volte fondato e altre meno, mostrato da alcune persone. Non si capisce però come mai, a fronte di un atteggiamento molto zelante ogniqualvolta spunti una nuova antenna a Lucca, non corrispondano un interesse reale: in due anni e mezzo l’opposizione non ha ancora nominato un rappresentante nell’osservatorio permanente sulla telefonia. Non condivido nemmeno i toni della consigliera Giorgi: non si comprende sulla base di quale evidenza scientifica il Comune dovrebbe disfarsi di un programma che è già stato redatto e consegnato. Se così fosse, casomai, dovremmo risponderne alla Corte dei Conti”.
Un odg dai contenuti similari viene per altro proposto anche dai consiglieri Lucio Pagliaro (Pd) e Virginia Lucchesi (Lucca Civica), mediante il quale il sindaco e la giunta si impegnano a realizzare il nuovo programma degli impianti ai sensi della legge 49/2001, nel rispetto dell’integrità paesaggistica e a tutela della popolazione, oltre a proseguire il percorso già avviato nell’ambito dell’osservatorio permanente sulla telefonia e ad incaricare soggetti esperti in materia per costruire un percorso di discussione pubblica. Forza Italia, come tutti gli altri gruppi di opposizione, esce dall’aula al momento della votazione: “Sono due dog fotocopia – dice Martinelli, criticando anche la Giorgi – e se si vuole approfondire la questione basta fare un’interrogazione”. Pagliaro, dal canto suo, difende l’operato dell’amministrazione di fronte alla critiche della Giorgi sui soldi spesi per le consulenze in vista del nuovo piano della telefonia e sottolinea che la decisione di essersi rivolti ad esperti dell’Università di Firenze sia proseguito come conseguenza naturale dell’assegnazione iniziale.
Al termine della discussione, l’odg proposto dalla consigliera Giorgi viene respinto (16 voti contrari e 1 favorevole), mentre quello avanzato da Pagliaro e Lucchesi viene approvato (16 favorevoli, 2 contrari, 1 astenuto). “Questa amministrazione – è il commento di Laura Giorgi – è incapace di fare autocritica e di cambiare direzione di fronte ad errori lampanti. Aver pagato per la telefonia delle figure che non hanno comprovate competenze è un errore che sono incapaci di ammettere. Tre architetti del Comune, in epoche diverse, hanno incaricato un architetto di Firenze che ha molte competenze, tranne quella sulla telefonia. Poi fanno un odg fotocopia togliendo però le righe sulla competenza tecnica: bravi”.

 

Paolo Lazzari

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