Antenna Sant’Alessio, il comitato torna all’attacco

Il comitato di Sant’Alessio torna sul piede di guerra dopo che il Tar ha sbloccato la vertenza con il Comune per la costruzione della nuova antenna della Telecom. “Come temevamo – si legge in una nota dei residenti – stamattina sono ripartiti i lavori per l’istallazione dell’antenna. I mezzi pesanti sono passati direttamente dal campo privato rendendo impossibile il blocco ai cittadini. Il passo è stato gentilmente concesso dal signore che riscuoterà l’affitto da Telecom, senza generare reddito per il Comune, cosa che si sarebbe verificata se fosse stata installata su terreno pubblico. E cosi oggi assistiamo all’innalzamento di un palo verde (dal progetto approvato bastava fosse grigio, un gesto carino o un errore?) con un numero di pratica Suap non valido segnato sul cartello. Ma queste sono sciocchezze, il Comune di Lucca ci ha abituati a ben altro, concedendo il suolo pubblico ad un tendone da circo accanto ai marmi di San Martino senza che venisse richiesta l’autorizzazione necessaria alla Soprintendenza”.

Il comitato così ricostruisce la vicenda: “La soprintendenza – dicono i residenti – ha ritirato il parere positivo e le motivazioni per farlo non mancano. Il Comune ha ammesso l’errore commesso, ha invitato pubblicamente Telecom a spostarsi nell’area preferenziale rifiutata senza motivazione scritta, ma il gestore pare non abbia nemmeno risposto. E’ vero che il Tar ha accolto la sospensiva cautelare e deciderà dopo un analisi più profonda il 25 novembre. La Telecom ha il titolo per portare avanti il lavoro. Ma questo non significa che nel merito la questione non sia fondata e che la Soprintendenza non abbia il diritto/dovere di tutelare l’ambiente come previsto dal Pit o che l’antenna non debba andare come previsto dalla legge e dal regolamento del nostro Comune su suolo pubblico”.
Per questo il comitato pone alcune domande alla Telecom: “Alla vostra prima richiesta di autorizzazione paesaggistica le foto inviate sono scarse – si legge nellla lettera dei residenti – e guardandole viene da chiedersi come mai una zona così, possa trovarsi sotto vincolo paesaggistico. E’ voluto? O semplicemente non avete visto il paesaggio collinare, con diverse ville storiche alle vostre spalle? Nella prima richiesta di autorizzazione manca il fotomontaggio (servirebbero tre rendering) per evidenziare l’impatto che avrà la staziione radio base una volta installata sul ambiente circostante. Ve lo siete dimenticato? Il fotomontaggio presentato nella seconda richiesta d’autorizzazione risulta essere alta metà di quella del progetto. Avete sbagliato scala per errore? Quale è la vostra etica aziendale?”. Infine una domanda all’assessore all’ambiente del Comune di Lucca, Francesco Raspini: “Il Comune – dice il comitato –  perde un introito nelle casse comunali dal momento che l’antenna finisce su suolo privato. E lo avrà perso per sempre se l’antenna va fuori dall’area pubblica. Perché il Comune non rinuncia per un periodo da stabilire all’affitto dovuto dal gestore, se questo delocalizza il proprio impianto? Il gestore risparmia e il Comune si assicura un guadagno per il futuro. Cosa avete offerto a Telecom? Forse non lo sapremo mai, fatto sta che alla Telecom se ne fregano della Soprintendenza, della volontà del Comune (che siamo noi) e delle offerte fin qui proposte. Errori, sviste, mancate comunicazioni, fotomontaggi sbagliati: Errare è umano…”.

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