Steccone e Bacchettoni, i progetti slittano ancora

di Roberto Salotti
Sono un pugno nell’occhio e, insieme, un monumento all’abbandono: il primo, in una zona a due passi dalle Mura, nel cuore del centro storico; il secondo nel bel mezzo del quartiere di San Concordio, che da lunghi anni ormai convive con quella cattedrale del degrado. Si tratta dell’edificio della palestra dei Bacchettoni e dello Steccone. Due immobili che Polis, la società partecipata del Comune di Lucca, avrebbe dovuto riqualificare ormai da tempo. Ma da oltre due anni e mezzo, non si è mossa foglia. Non certo per mala gestione degli amministratori, che anzi sono insofferenti di fronte a questa situazione, ma per l’iter complesso – imposto dalla legge – per modificare lo statuto e la forma stessa della società, che in altro modo dovrebbe essere sciolta. Questo percorso molto delicato rischia di avere adesso un nuovo intoppo, nonostante il consiglio comunale si sia già espresso dando gli indirizzi per la trasformazione in Stu, società di trasformazione urbana, a capitale totalmente pubblico.

Il parere del professor Stefano Pozzoli, ordinario alla Facoltà di economia dell’Università di Napoli, richiesto dall’amministratore unico della Lucca Holding, ha posto numerose questioni e sollevato criticità su tutta l’operazione. Lo scenario che ora si apre è un nuovo passaggio in consiglio comunale, che dovrà confermare gli indirizzi dati alla società madre delle municipalizzate, oppure offrire nuove proposte operative per superare gli ostacoli.
Il professore, in sostanza, ha consigliato cautela alla Holding, invitandola comunque ad acquisire le quote dai privati ma a valutare meglio i passaggi successivi. La formula della Stu totalmente pubblica, infatti, potrebbe creare alcuni problemi operativi in futuro e rischiare di mandare all’aria il lavoro (e il tempo perso) finora. Per questo serviranno ancora alcuni mesi di lavoro sotto traccia. Quello dell’amministrazione e della Holding non si è mai fermato, si spiega. Ma è pur vero che la complessità della ridefinizione degli assetti societari di Polis ha incontrato numerosissimi ostacoli sul suo cammino. L’effetto sarà un ulteriore ritardo nel via ai progetti che sono stati affidati alla società: le cattedrali nel deserto ai Bacchettoni e a San Concordio. Per lo Steccone, poi, chiunque si ricorderà la diatriba sulla bonifica dell’inquinamento del sottosuolo, che ha tenuto banco in una guerra di ricorsi e carte bollate. Con l’effetto che il degrado si è inghiottito questo angolo di quartiere alle porte della città antica.
L’argomento è stato dibattuto incidentalmente anche ieri sera (25 agosto) nel corso del consiglio comunale che ha approvato il bilancio (Leggi). E’ stata la relazione dell’assessore al bilancio Enrico Cecchetti ad introdurre il tema, quando si è parlato delle linee guida delle società partecipate e dei prossimi passi nel riassetto di alcune realtà municipalizzate. Ed è stato anche chiarito che dovrà essere nuovamente il consiglio comunale a dire cosa si vuol fare.
“Dopo il via libera dell’assemblea di Palazzo Santini alla trasformazione di Polis in Stu – spiega l’amministratore unico di Lucca Holding, Andrea Bortoli -, abbiamo richiesto un parere tecnico al professor Pozzoli per procedere all’acquisizione delle quote detenute in Polis dai privati: Camera di Commercio e Associazione Industriali. Sono sostate sollevate questioni e criticità che abbiamo rappresentato all’amministrazione. Su sua delega, nelle ultime settimane ho presentato formale richiesta d’acquisto delle quote ai privati e la partita dovrebbe concludersi a breve”. Secondo Pozzoli questa operazione è legittima per costituire la Stu. Meno lo sarebbe pensare ad una nuova società interamente a capitale pubblico, secondo il professore di economia.
Le indicazioni sul da farsi (probabilmente sentendo un altro parere) le dovrà dare l’amministrazione e il caso dovrà nuovamente approdare in consiglio comunale con una proposta di delibera di indirizzo a Lucca Holding su come procedere, una volta acquistate le quote dai privati. Le strade che sembrano affacciarsi sulla scena sono almeno tre. Il consiglio comunale potrebbe decidere di procedere comunque con la Stu pubblica (considerando che in Italia non sarebbe l’unica realtà del genere esistente). Ma si potrebbe decidere di percorrere una strada per così dire a ritroso, costituendo la Stu ma ricercando nuovamente privati pronti ad aderirvi. Ma a quel punto l’operatività e la mission della società sarebbe esplicata in modi e forme più consoni. Terza strada: niente Stu ma una modifica dello statuto e l’introduzione dell’amministratore unico, con il compito di portare a compimento i due progetti di riqualificazione della palestra dei Bacchettoni e dello Steccone, fino allo scioglimento.
Il clima all’interno di Polis non è da mesi dei migliori, perché gli amministratori si sono sentiti con le mani legate, pur essendosi presentate numerose occasioni di procedere con le riqualificazioni, soprattutto per quello che riguarda la palestra ai Bacchettoni. Ora i cavilli tecnici rischiano di far allontanare ancora di qualche altro mese l’obiettivo.

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