Gli effetti dell’Art Bonus al centro di Lubec 2015

Lucca torna capitale dei beni culturali: giovedì (8 ottobre) e venerdì ecco l’undicesima edizione di LuBec, rassegna ormai diventata crocevia per l’interdisciplinare pubblico proveniente da imprese, musei, istituzioni culturali, mondo del non profit e molto altro ancora. L’evento è stato presentato stamani (6 ottobre) in Camera di Commercio alla presenza di Roberto Camisi (segretario generale della Camera), del sindaco Alessandro Tambellini, del sovrintendente Luigi Ficacci, del presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, del direttore di LuBec Francesca Velani e del presidente di Promo P.A Fondazione, Gaetano Scognamiglio.

La due giorni, ospitata all’interno del Real Collegio di Lucca, prevede una programma ricchissimo: “E’ frutto di passione e competenza – spiega Scognamiglio – e, se proprio devo segnalare due eventi, rammento la sessione plenaria inaugurale con la presentazione in anteprima assoluta dei primi dati di ArtBonus ed il corum di conclusione che vede per la prima volta riuniti i direttori dei grandi musei italiani, riuniti per la prima volta in un evento pubblico”. Al termine di LuBec, per altro, verrà ufficializzata la capitale italiana della cultura: ragione in più per assistere all’evento.
L’ArtBonus, in particolare, è il fulcro di ciascun intervento: per i neofiti, si tratta di un programma triennale che prevede una serie di detrazioni fiscali (65% nei primi due anni, 50% nel terzo anno) per i privati che decidono di occuparsi delle sorti di beni culturali pubblici: da quando l’iniziativa è partita sono stati raccolti 24 milioni di euro. “Si tratta di un elemento di novità importante – ricorda il sindaco – perché le donazioni private diventano sempre più fondamentali per ogni istituzione culturale. Questa edizione di LuBec è l’occasione per mostrare al mondo che la Toscana non è solo Firenze: l’altro giorno l’ambasciatore degli Emirati Arabi mi diceva che dobbiamo sacrificarci molto per conservare il nostro fantastico patrimonio, ma io vorrei ribaltare il concetto. Facendo cultura è possibile produrre reddito e lavoro, invertendo la preoccupante direzione imboccata dal nostro paese, scivolato al diciottesimo posto nel mondo in termini di attrattività dell’offerta turistica complessiva”.
Un dato, quest’ultimo, che preoccupa non poco anche Menesini e Ficacci: “LuBec è l’occasione per fare il definitivo salto di qualità – osserva il presidente della Provincia – perché adesso ci troviamo di fronte alla necessità di fare un passo in avanti, in direzione della valorizzazione effettiva del nostro patrimonio”. E, sulle modalità da seguire per compiere il balzo, il “nuovo” soprintendente ha le idee chiare: “L’ArtBonus è la chiave di volta per cambiare marcia – argomenta – certo unitamente ad una maggiore coscienza culturale, che parte dal lessico utilizzato: dobbiamo smetterla di adoperare le lingue straniere per tutto, riservando all’inglese soltanto i termini che non possono essere tradotti nel nostro idioma. La storia ci propone due grandi culture: quella cattolica, che propone un modello secondo cui è la dimensione pubblica a doversi occupare dei beni pubblici, e quella protestante, per cui il privato è chiamato a restituire parte della fortuna che ha avuto. Negli Usa esiste un solo museo nazionale (a Washington, ndr): tutti gli altri sono sostenuti dai maggiorenti, non con la tassazione, ma con meccanismi di detrazione. Le industrie creative? Esistono eccome e vanno incentivate”.
LuBec sarà punto di riferimento anche per l’universo non profit che opera nella filiera della cultura: “Il tema del capitale culturale e di quello umano – ricorda Velani – è stato scelto proprio per ribadire che il modello Italia può rappresentare l’orgoglio di un Paese di trovare sé stesso, la sua cultura, il proprio ingegno”. E, a proposito di ingegno, il “padrone di casa” Camisi ricorda l’attività della Camera: “Abbiamo inserito startup interessanti nel grande incubatore del Polo Tecnologico – ricorda – perché crediamo che l’innovazione e l’interdisciplinarietà, che poi sono anche le chiavi del successo di LuBec, siano oggi crocevia imprescindibili”.
L’innovazione al servizio della cultura è, del resto, il tema portante della due giorni, suddivisa in quattro aree tematiche: istituzioni e vision, sviluppo e business, entertainment e audience development, energia e mobilità. Temi che saranno approfonditi grazie a seminari e convegni con 180 relatori: ospite fisso il Mibact, che quest’anno ha anche diffuso un comunicato stampa dettagliato circa le attività di LuBec.
Nel mare magnum delle iniziative è senz’altro da segnalare Creathon: si tratta di una 24 ore non stop in cui 15 team creativi, provenienti da tutta Italia, si sfideranno per dar vita a prodotti virtuali o reali dedicati al turismo. Oltre a questo, come detto ecco i dati di ArtBonus, entrato in vigore nel luglio 2014: 24 milioni di euro raccolti per 188 enti beneficiari, ad oggi. LuBec sarà poi l’occasione per stilare un piano strategico per la cultura tra le città concorrenti e per parlare delle risorse digitali al servizio dei beni culturali e del turismo. In tutto questo non mancherà un seminario sulla musica come leva di promozione territoriale: è organizzato dalla Fondazione Puccini, sotto la regia di Salvatore Carruba.

 

Paolo Lazzari

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