Sant’Alessio, il Comune ordina la demolizione dell’antenna

di Roberto Salotti
L’antenna della Telecom in via Fonda a Sant’Alessio deve essere demolita. L’ordine è stato firmato dal dirigente comunale Graziano Angeli lo scorso 16 dicembre, dopo una guerra delle carte bollate che ha avuto un esito di primo grado al Tar della Toscana lo scorso 25 novembre e la cui sentenza è stata depositata soltanto due giorni fa. La giustizia amministrativa ha dichiarato, infatti, improcedibile il ricorso della Telecom, per “mancanza di interesse”, dopo aver sospeso con un’ordinanza cautelare del giugno scorso i provvedimenti di revoca delle autorizzazioni prima da parte della Sovrintendenza e poi del Comune di Lucca.

Il Tar aveva in particolare rilevato “vizi di forma” nell’azione avviata dalle Belle Arti che sono corse ai ripari riattivando la procedura culminata nel settembre scorso un nuovo parere di diniego al sito scelto per installare la stazione radio base che nel frattempo Telecom – grazie proprio all’ordinanza cautelare del Tar – era riuscita a realizzare.
Contro il nuovo parere della Sovrintendenza, spiegano i giudici nel dispositivo della sentenza depositato il 22 dicembre scorso, non risultano ricorsi da parte di Telecom (almeno alla data del 25 novembre scorso). Di conseguenza, il Comune ha ripreso in mano la situazione, annullando il procedimento di silenzio assenso formatosi sull’istanza di autorizzazione originaria all’antenna. La Telecom – se non impugnerà nuovamente gli atti – avrà tempo 90 giorni per dare seguito all’ordine di demolizione notificato dall’amministrazione comunale. Una vittoria per i cittadini di Sant’Alessio che si erano coalizzati contro l’antenna, arrivando anche a cercare di bloccare le ruspe.
L’iter per giungere a questa soluzione è stato abbastanza tortuoso. All’improvviso i cittadini si erano ritrovati con il cantiere per l’antenna davanti casa. La Telecom aveva richiesto l’autorizzazione per la stazione radio base all’ufficio competente dell’amministrazione, ma scaduti i termini per l’ok o per l’eventuale diniego – come prevede la normativa in materia – era scattato il silenzio assenso e la compagnia telefonica aveva iniziato i lavori.
Grazie anche alla mobilitazione dei cittadini, la Sovrintendenza a cantiere già avviato aveva cambiato rotta, revocando il parere positivo che era stato inizialmente rilasciato, con un provvedimento notificato il 23 marzo scorso anche all’amministrazione comunale. Che non era stata a guardare, bloccando il cantiere tre giorni dopo.
La Telecom aveva reagito presentando un ricorso al Tar e chiedendo l’annullamento di questi atti. Una prima risposta dai giudici era giunta lo scorso 26 giugno con un’ordinanza cautelare in cui erano stati rilevati “vizi di forma” nel procedimento della Sovrintendenza: per ordine dei giudici la Telecom aveva potuto riprendere i lavori, completando nel settembre scorso la realizzazione. Il 25 novembre scorso poi è arrivato il giudizio di merito: il Tar ha giudicato improcedibile il ricorso per mancanza di interesse (visto che l’antenna era già alzata). Una decisione che ha dato slancio agli ultimi eventi. Già nel settembre scorso, infatti, dopo aver annullato il primo procedimento, la Sovrintendenza – avviata una nuova valutazione sul sito di via Fonda – ha fatto pervenire il nuovo parere, giudicando “non assentibile” la richiesta di installare l’antenna nel terreno di Sant’Alessio. Nessun ricorso e anche il Comune si è mosso. Dalla parte dei cittadini.

 

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