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Carrefour aperto il 1 maggio, sindacati minacciano sciopero

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Carrefour aperto anche il primo maggio? I sindacati sono in trincea e, a fronte della concreta possibilità che non venga concesso ai dipendenti del punto vendita lucchese di astenersi dal lavoro, nel giorno in cui lo stesso si celebra, minacciano di scioperare. A prendere la parola, oggi (1 aprile) è Valentina Gullà, segretaria generale Filcams Cgil per Lucca: “La notizia che ci è giunta rispetto alla probabile apertura di Carrefour nella giornata del 1 maggio – si legge – trova la nostra piena contrarietà. Tale decisione costituisce una novità per il punto vendita di Lucca e siamo pronti a mobilitarci. La festa dei lavoratori, che si celebra per ricordare le conquiste economiche e sociali del movimento operaio, per noi è intoccabile così come tutte le altre festività civili e religiose. La Filcams Cgil si batte contro le liberalizzazioni selvagge degli orari e delle aperture domenicali e festive nel commercio, pur consapevole dei grandi cambiamenti in atto nella società e nel mercato del lavoro, ma determinata a difendere quel patrimonio collettivo valoriale e culturale che costituisce uno dei fondamenti irrinunciabili di una società democratica che mette al centro le persone, la famiglia, le relazioni sociali e non i numeri”.

“na festa che non può essere toccata dunque, anche perché l’argomento del libero mercato appare ai sindacati piuttosto debole: “Le liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive – prosegue Gullà – attuate dal decreto salva Italia, non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi, ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, aumentato la precarietà e l’assenza di ogni regola minima di concertazione sulla programmazione delle aperture e degli orari di lavoro. La Filcams Cgil, Fisascat e Uiltucs hanno sostenuto la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare volta a modificare la legge sulle liberalizzazioni e chiedono che venga discussa in aula la proposta di riforma, che invece è ancora ferma in commissione parlamentare. Le segreterie regionali hanno proclamato l’astensione dal lavoro e lo sciopero per il 25 aprile e il 1 maggio, così come fatto già anche per pasqua e pasquetta. La festa non si vende è il nostro slogan, e ricordiamo a tutte le lavoratrici ed i lavoratori che possono astenersi da qualsiasi prestazione lavorativa richiesta dal datore di lavoro nelle festività. Li invitiamo pertanto ad esercitare tale diritto”.

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