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Elettrodotto sì o no, esplode lo scontro tra i comitati

Cresce di nuovo la tensione sugli elettrodotti nell’Oltreserchio, quello che Terna vorrebbe realizzare sulle colline di Nozzano e Balbano “spostando” i tralicci da dove esistono già, ovvero dalla zona di Maggiano e Farneta. E, da entrambe queste parti, con comitati ufficialmente separati in casa, riparte la mobilitazione, a qualche mese dalla presentazione delle osservazioni alle tre alternative al tracciato in fase di Via al ministero dell’ambiente. E il clima, al di là del Serchio, si fa incandescente. Stavolta tra la gente stessa.

A scatenare la miccia sono stati alcuni cittadini, esponenti di comitati e associazioni che su questo tema hanno abbracciato le tesi già espresse dal comitato Maggiano 2005, arrivando, per certi versi clamorosamente, a dire no all’opzione zero (ovvero, sì all’elettrodotto), allontanandosi così drasticamente e definitivamente dalle posizioni del comitato Starc e da quelle dei 5 Comuni interessati (Leggi). A ben vedere, a questo punto, l’assemblea che proprio Starc ha organizzato per lunedì prossimo (16 maggio) alle 21 a Nozzano si annuncia quantomeno animata.
La riunione, va subito precisato, era già nell’aria da tempo ed era stata programmata circa un paio di settimane fa con le richieste di disponibilità ai Comuni. Prima, cioè, che altri comitati rendessero pubblica, sabato scorso, la loro posizione diametralmente opposta a quella di Starc. L’obiettivo della nuova riunione, comunque, era e resta quello di illustrare le osservazioni presentate anche nei riguardi delle tre alternative al tracciato e fare il punto con i rappresentanti delle istituzioni locali che hanno parlato all’unisono abbracciando la tesi di Starc: niente nuovo elettrodotto e messa a norma dell’esistente (i tralicci di Maggiano, per semplificare). La materia, in effetti, è alquanto complessa a questo. Ma una cosa è certa: sul nuovo elettrodotto le divisioni tra i comitati erano già emerse in tutta la loro evidenza fin dall’inizio della mobilitazione.
Ora lo strappo ha raggiunto livelli inattesi: alcuni comitati del territorio hanno formalizzato la loro posizione, arrivando a sostenere la necessità di un nuovo elettrodotto, come unica soluzione possibile per ridurre il problema dei tralicci che pendono sulle case nella zona di Maggiano, Farneta, Nozzano. Per questo adesso dicono sì ad una delle tre alternative al progetto originario, attualmente in fase di autorizzazione al Ministero e di fatto ‘fermo’ al Tar dopo il ricorso straordinario di Terna per rimuovere gli ostacoli al tracciato imposti dal piano paesaggistico. Prendono cioé spunto dall’opzione A2 (che conserva la centrale di trasformazione a cava Batano) e propongono correttivi per allontanare i cavi e i tralicci dalle zone sensibili dal punto di vista del patrimonio, del paesaggio e della salute. E chiedono che tutti: da Terna, ai Comuni e ai Ministeri si siedano ad un tavolo per valutarla. In questo solo modo vedono una garanzia alla soluzione dei noti problemi sul fronte dello smantellamento del vecchio elettrodotto.
Nell’Oltreserchio che da due anni dice no ai nuovi tralicci rappresentato in Starc c’è stata profonda sorpresa nell’apprendere della proposta avanzata dai rappresentanti del Comitato 2005 di Maggiano-Nozzano, del Comitato Chiatri-Puccini, degli Amici del comitato Chiatri-Puccini, dell’Associazione culturale Insieme per Maggiano, di Fulgor Stabbiano, dell’Associazione culturale il Castello di Nozzano e del gruppo residenti Le Cateratte di Nozzano. Che il comitato di Maggiano navigasse in questa direzione era noto da tempo e nessuno lo nascondeva, ma la cosa “nuova” è semmai constatare che tra i proponenti figurano anche alcune persone che negli ultimi anni si sono spese per la causa del no convinto all’elettrodotto. Ora anche loro mettono nero su bianco la richiesta di ridiscutere tutto: propongono cioè una quarta alternativa modellata sull’opzione A2, con alcune modifiche parziali ai tracciati per “ridurre l’impatto sull’ambiente”. Secondo la tesi di questi cittadini, infatti, questa sarebbe l’unica strada per “evitare che Terna faccia ciò che vuole”: ovvero il nuovo elettrodotto, mantenendo anche i tralicci dove essi esistono già.
Il comitato Starc non commenta ma nondimeno è stato colto di sorpresa, da una proposta che parte da un presupposto preciso: un elettrodotto si deve fare. Per Starc è impossibile: è stata proprio questa la battaglia fin dall’inizio.

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