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Minimarket e catene, commercianti chiedono regole

Il piano delle funzioni, una necessità assoluta e immediata. E’ questo il messaggio forte e chiaro che arriva dal Sistema Confcommercio, alla luce di alcune importanti operazioni di aperture di negozi in città, in parte già divenute realtà e in parte ancora da realizzarsi. Piano delle funzioni che, come annunciato dal presidente dell’associazione Ademaro Cordoni durante l’assemblea di zona tenutasi lunedì sera a Palazzo Sani, ha visto proprio di recente Confcommercio assegnare ad un professionista di sua fiducia l’incarico di lavorare alla predisposizione di questo strumento che – ovviamente – resta però di competenza dell’amministrazione comunale.

Uno dei temi da affrontare per Confcommercio è quello del proliferare di minimarket all’interno della città. Argomento, questo, su cui interviene Caterina Volpi, componente della Commissione centro storico per la zona ovest presieduta da Giovanni Martini. “In un momento del genere – afferma Volpi – come ribadito più volte dal nostro presidente Martini, appare evidente sotto gli occhi di tutti come il centro storico sia ai minimi storici in termini di residenza, di presenza di uffici e servizi sia pubblici e privati, e debba fare i conti con un turismo che nei mesi di bassa stagione fa molta fatica. Ebbene, in questo contesto così difficile e complicato, ai limiti dell’insostenibile per i piccoli negozi, si assiste da qualche mese all’apertura senza freni di attività che, trincerandosi dietro al cavillo della superficie inferiore ai 300 metri quadrati, aprono all’apparenza come negozi di vicinato pur essendo in realtà – per merceologia messa in vendita – dei veri e propri minimarket”. “Sino a poco tempo fa – prosegue Volpi – in città c’era una sola attività del genere, di fianco al mercato del Carmine: ad oggi siamo già a tre, ma i negozi del genere stanno per diventare cinque, con le aperture ormai prossime di piazza San Frediano e via Vittorio Emanuele. Un’evoluzione, questa, che si sta concentrando soprattutto sulla zona ovest del centro storico, dove a breve saranno addirittura tre i minimarket esistenti, ma il problema in realtà coinvolge tutta la città. Ribadiamo con forza che è di minimarket che stiamo parlando, non certo di negozi di vicinato tradizionali. Tutto questo creerà, sì, posti di lavoro nuovi, ma al tempo stesso distruggerà il precario equilibrio esistente per tante piccole attività che rischiano di chiudere per l’eccesso di offerta rispetto alla domanda esistente”. “Ecco perché – termina la componente della Commissione – chiediamo l’immediato blocco di queste aperture e di pari passo, la realizzazione da parte dell’amministrazione comunale di quel piano delle funzioni per cui Confcommercio si batte da anni”.
L’altro tema è quello della annunciata apertura in centro storico di una hamburgheria della catena Eataly. Argomento, questo, su cui interviene invece il sindacato di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca. “Purtroppo – afferma Fipe – questo è solo l’ultimo frutto in ordine di tempo di una politica che l’esistenza di un piano delle funzioni mirato a regolamentare le attività esistenti avrebbe potuto evitare, contenendo così gli effetti devastanti delle liberalizzazioni promosse dal governo Monti in poi. Il problema è vecchio di anni, e nonostante Confcommercio ribadisca da lunghissimo tempo la necessità di questo strumento, ad oggi nessuno si è mosso in modo concreto. Ma ora non è più il tempo delle promesse. Il centro storico è completamente saturo dal punto di vista dell’offerta gastronomica, verrebbe da dire che è diventato una sorta di mangiatoia, dove quasi tutti i fondi che si liberano o sono già sfitti vengono rimpiazzati o presi da attività del comparto legato al cibo. E’ ovvio che non si possa più continuare di questo passo, la situazione è diventata inaccettabile”.

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