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S. Concordio, degrado fra rifiuti e accattoni molesti foto

di Jasmine Cinquini
Una discarica a cielo aperto: sacchi dell’immondizia ammassati sul ciglio della strada, vetri di bottiglie rotte e, ancor più grave, siringhe usate abbandonate fra l’erba incolta. Tutto ciò farebbe pensare alla periferia di un quartiere malfamato, ma lo scempio si consuma in realtà in una delle zone residenziali e commerciali più fiorenti di Lucca: l’area di San Concordio. Anche qui, come già riscontrato in altre parti della città, degrado e sicurezza sembrano essere le principali preoccupazioni di abitanti ed esercenti, che chiedono un intervento tempestivo da parte del Comune, anche se in più casi si è intervenuti ma gli incivili sono tornati a creare il cumulo di rifiuti.

Sotto la lente di ingrandimento ricade in primis via della Formica, in corrispondenza dello svincolo per Pontetetto, dove è sorta una vera e propria discarica non autorizzata, fatta di sacchi neri, scatoloni e materiali di scarto abbandonati vicino ai cespugli. Ad attirare l’attenzione sono, in particolare, la batteria di una macchina e una serie di contenitori di materiale altamente infiammabile, che rappresentano una potenziale minaccia alla salute di ambiente e cittadini. Uno scenario di inciviltà ed inquinamento che mina alla base l’immagine di Lucca quale capitale della raccolta differenziata e dello smaltimento, su cui Palazzo Orsetti ha investito molto. I residenti raccontano di aver più volte segnalato il problema agli uffici del Comune, senza che la questione sia stata risolta definitivamente.
Il medesimo scenario si ripresenta più o meno inalterato nel parcheggio adiacente al Brico center e all’Incaba, inondato di spazzatura sparsa fra l’erba che viene lasciata crescere senza misura. Qui, oltre a scatole di scarpe abbandonate, bottiglie rotte, lattine, rifiuti alimentari e domestici (addirittura pezzi di un aspirapolvere), si trovano anche siringhe usate: una problematica annosa, cui tuttavia l’amministrazione tarda a porre rimedio. “Ma è possibile – tuona un residente – che nel cuore della città, alle porte del centro storico, succedano queste cose? Non si tratta solo di decoro, che comunque dovrebbe essere curato di più, ma anche di sicurezza: siringhe abbandonate a pochi metri dai negozi, fra cui uno di giocattoli, con il rischio che adulti e soprattutto bambini possano entrarvi in contatto. Il Comune è informato da mesi, cosa aspetta ad intervenire?”
Sotto i riflettori anche viale San Concordio, da qualche tempo preda dell’accattonaggio molesto. Molti dei titolari di attività commerciali lamentano una presenza fissa di rom e stranieri che importunano la clientela, alle volte non solo verbalmente. “La situazione è diventata insostenibile- racconta un commerciante – ad ogni ora del giorno trovo fuori dal negozio accattoni che infastidiscono i clienti, spesso prendendoli per un braccio e pretendendo dei soldi. L’accoglienza in sé, senza la possibilità di offrire un’occupazione a queste persone, non risolve i problemi, anzi. Lo dico specialmente per loro, perché è mortificante essere costretti a chiedere l’elemosina dal mattino alla sera, in piedi tutto il giorno, con caldo afoso o con la pioggia. Noi, invece, chiediamo più tutele per poter tornare a lavorare in sicurezza: la gente, infastidita, alla fine potrebbe anche scegliere di cambiare zona”.

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