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Tralicci, Terna va avanti. Chiesto incontro a Regione foto

Non solo i cittadini dell’Oltreserchio ma anche i Comuni voglio certezze. Due – Vecchiano e San Giuliano – si sono già costituiti contro il nuovo ricorso proposto da Terna al Tar contro Soprintendenze e Mibact, gli altri tornano ugualmente sulle barricate e chiedono comunque garanzie alla Regione Toscana. Vogliono un incontro con i tecnici che seguono la pratica nuovo elettrodotto e desiderano capire se è reale o meno l’ipotesi che Terna intenda procedere con il cantiere per innalzare nuovi tralicci sulle colline, nonostante l’udienza del ricorso contro il Pit fissata al 20 dicembre del 2017, dopo la trasposizione del ricorso straordinario al presidente della Repubblica al tribunale amministrativo chiesta e ottenuta da Firenze.

Incognite che i cittadini riuniti nel comitato Starc sorto contro i nuovi tralicci nell’Oltreserchio chiedono ora che siano chiarite dalle istituzioni coinvolte e che finora hanno dimostrato appoggio alla causa dei cittadini: i Comuni in primis, ma anche la Regione.
Disponibilità che c’è tutta: lo hanno dichiarato stasera (21 novembre) all’assemblea convocata dai cittadini alla palestra di Nozzano sia l’assessore all’ambiente del Comune di Lucca, Francesco Raspini, che il consigliere regionale del Pd e presidente della commissione ambiente e infrastrutture della Regione, Stefano Baccelli. La volontà di tenere vivo il fronte comune contro i tralicci e fare il punto della situazione è quella che sta alla base dell’incontro che il sindaco Alessandro Tambellini ha convocato lo scorso 25 ottobre fra i rappresentanti delle amministrazioni coinvolte. “Sono circolate voci ancora non confermate dell’intenzione di Terna di procedere comunque con la realizzazione del nuovo elettrodotto – ha detto l’assessore Raspini -: è questo il motivo che ha indotto il sindaco a chiedere un nuovo confronto con i sindaci dei cinque comuni interessati. Ora quello stesso appello lo rivolgiamo alla Regione, chiedendo un incontro per fare il punto della situazione. Perché da parte nostra ribadiamo che le nostre posizioni non sono mutate: siamo per l’opzione zero e per la messa in sicurezza dell’elettrodotto che esiste già e che pende sulla testa dei cittadini”.
L’invito, ribadito stasera nel corso dell’assemblea con i cittadini alla quale hanno preso parte anche i rappresentanti degli altri comuni e per Lucca il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia Marco Martinelli e la consigliera di Fds, Roberta Bianchi, che sul caso elettrodotto e sull’ultimo incontro tra i sindaci ha presentato un’interrogazione, è stato subito raccolto dal consigliere regionale Stefano Baccelli: “Credo che allo stato attuale non vi siano allarmi concreti sul capitolo elettrodotto – ha spiegato -: anche perché il consiglio regionale continua a sostenere l’opzione zero. La Regione ha chiesto e ottenuto la trasposizione al Tar del ricorso straordinario di Terna al presidente della Repubblica e la società in tutta risposta ha ritirato la richiesta di sospensiva del Pit. Non voglio sbilanciarmi o fare pronostici sulle decisioni dei giudici, ma credo che vi siano elementi tali da non far temere in questo momento. Tuttavia, mi faccio volentieri carico della richiesta che arriva dal Comune di Lucca e anzi cercherò di favorire l’incontro con i tecnici della Regione. Già nel recente passato ho voluto che si svolgesse un incontro, seppure informale, con gli amministratori locali, perché ci fosse la percezione di come l’ipotesi di un nuovo elettrodotto viene percepita dal territorio”. E in consiglio regionale il caso elettrodotto viene ora di nuovo presentato da una mozione del M5S (primo firmatario Gabriele Bianchi, presente anche stasera all’assemblea di Nozzano), in cui si impegna la giunta a disporre controlli su Cava Batano, dove Terna vuole realizzare la nuova centrale di trasformazione e dove i Cinque Stelle ritengono che possano esservi sepolti rifiuti pericolosi. Una mozione che così impostata ha suscitato dubbi, sia dai rappresentanti dei Comuni che da Baccelli. L’assessore Raspini si è detto perplesso perché – ha spiegato – “da quello che ci risulta da alcune indagini svolte dalla polizia provinciale in quei terreni furono sì rinvenute tracce di rifiuti, ma non di tipo pericoloso”. “Credo che sul tema sia bello constatare – ha aggiunto Baccelli – che si è trovata una forte coesione: penso che anche questa mozione possa essere integrata con il contributo di tutti, ma vada in qualche modo riformulata. Credo che sarebbe più efficace se impegnasse la giunta regionale a far svolgere accertamenti sulla base dei controlli che sono stati effettuati e sugli atti delle indagini pregresse”.
Intanto sul capitolo cava proprio oggi il comitato Starc ha protocollato una richiesta specifica al Comune di Lucca: “Su Google Earth – ha spiegato il presidente Simone Lena – sono apparse immagini in cui si nota un inizio di lavori sul terreno di cui non sappiamo l’origine. Vogliamo sapere se riguarda l’elettrodotto o se è riferibile ad altro, e vogliamo conoscere una volta per tutte se ci sono rischi di inquinamento per rifiuti pericolosi in quel terreno”.
Le prossime mosse prevedono dunque un nuovo confronto in Regione, in attesa di capire le eventuali contromosse di Terna. Il timore dei cittadini è che tra corsi e ricorsi, la società faccia partire il cantiere per l’elettrodotto.

Rob. Sal.

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