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Zone 30, Legambiente: l’idea era nostra

L’idea avanzata dall’assessore alle strade del Comune di Lucca, Celestino Marchini, di estendere nella prima periferia un’area a 30 chilometri orari per garantire la sicurezza piace a Legambiente Lucca, che tuttavia la ritiene, così come formulata, “estemporanea”. Questo perché la stessa proposta l’aveva presentata l’associazione in forma di osservazione al piano del traffico ma era stata bocciata dall’amministrazione. E’ per questo motivo che l’associazione guidata dal presidente Michele Urbano ha protocollato oggi (23 dicembre) una lettera dai toni ironici con la quale si congratula con l’assessore.

Secondo Legambiente Lucca, infatti, si sarebbe persa l’occasione di formalizzare il progetto nella sede opportuna e partecipata, come quella della discussione delle osservazioni al piano. “Apprendiamo – si legge nella lettera di Legambiente – che ha promosso una rivoluzione culturale a seguito dell’incognita del momentol’apertura del sottopasso di via Ingrillini. Infatti lei ritiene che ’con il limite a cinquanta la gente viaggia in realtà a settanta chilometri orari e a questa velocità se una persona viene investita non ha possibilità di salvarsi. Zona 30 è sinonimo di sicurezza, oltre che di minori emissioni e inquinamento acustico’. Ci congratuliamo con lei perché, pur nel ritardo che non intendiamo censurare, ha preso finalmente in considerazioni quella parte delle nostre proposte al piano del traffico che in primo momento erano state bocciate”.
Legambiente nelle sue osservazioni aveva infatti rilevato che “risultano essere assenti o datati, indagini, studi e progetti finalizzati alla realizzazione degli obiettivi che il piano è tenuto a perseguire: miglioramento della sicurezza stradale, dell’inquinamento acustico ed atmosferico e risparmio energetico e che la relazione generale dovesse essere integrata con azioni volte al risparmio energetico, l’efficientamento e miglioramento della qualità del trasporto pubblico locale; il rispetto dei valori dell’ambiente urbano ed a determinare migliorie generali per la mobilità pedonale e ciclabile, ritenendo che la riqualificazione ambientale debbano comprendere azioni coordinate, in parte finanziabili con i proventi derivanti delle sanzioni stradali, perseguendo dal punto di vista progettuale: com l’individuazione di zone 30”. Ma alla fine non è stata approvata la proposta.

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