Con il patto di confine telecamere a ingressi città

“Un accordo inedito e per certi versi storico”: il sindaco Alessandro Tambellini definisce così oggi (24 aprile) il Patto di confine tra Lucca e 7 Comuni limitrofi, pensato per la rinascita delle frazioni. Con lui, in piazza Cesare Battisti a Ponte a Moriano, siedono (manca solo Camaiore) il sindaco di Capannori Luca Menesini, Patrizio Andreuccetti (Borgo a Mozzano), Franco Mungai (Massarosa), Andrea Bonfanti (Pescaglia), Maria Elena Bandinelli (assessore all’istruzione del Comune di San Giuliano) e Mina Canarini (assessore all’ambiente a Vecchiano).

“Dopo cinque anni in cui ci siamo impegnati per migliorare sensibilmente il centro storico di Lucca – esordisce Tambellini – è venuto il momento di occuparci più da vicino anche della vita delle frazioni e dei paesi. Il patto, accordo del tutto inedito, ci consentirà di replicare il modello virtuoso già utilizzato per le opere dentro le mura. Grazie agli accordi con Fondazioni bancarie, privati ed istituzioni, andremo a migliorare la qualità della vita di coloro che vivono nelle periferie. Ricordo, a questo proposito, che abbiamo già raccolto 30 milioni di euro per la riqualificazione dei quartieri di Sant’Anna, San Concordio e San Vito”.
Prima le frazioni, dunque, nei prossimi 5 anni: illuminazione pubblica, viabilità, assetto idrogeologico, manutenzione del territorio e sicurezza saranno i temi al centro di un tavolo condiviso, capace di sbrogliare il campo dai dubbi che nascono quando un territorio si colloca al confine tra due Comuni. Sul capitolo sicurezza poi, Mungai svela un progetto complessivo che coinvolgerà Lucca e tutta la Versilia: “E’ finanziato dalla Fondazione Crl e dalla Banca di Credito cooperativo – ricorda – e prevede l’istallazione di occhi elettronici che leggano le targhe della macchine”. La notizia è che il bando di gara si è chiuso 15 giorni fa e che sarà Lucca, nei prossimi mesi, la prima città interessata: verranno installate 8 nuove telecamere, nelle vicinanze degli ingressi alla città. “Questo – commenta Tambellini – consentirà di verificare il rispetto delle disposizioni amministrative e anche di verificare gli aspetti penalmente rilevanti (come nel caso delle vetture rubate)”.
“Quante volte – ricorda Menesini – recandoci in periferia, abbiamo sentito dirci dagli abitanti che si sentono dimenticati? Ecco, con questo strumento faremo in modo che non esistano più terre di nessuno: sarà molto utile per darsi obiettivi programmatici su questioni strategiche”. Il patto, da considerarsi teoricamente operativo fin da subito (ma serviranno protocolli ad hoc nelle prossime settimane) è stato accolto con favore anche dagli altri amministratori: “E’ un progetto per costruire e per risolvere problemi comuni” fa notare Bandinelli. mentre Canarini ravvisa come così “si possano creare opportunità di ricchezza reciproche ed opporsi con maggior forza a scelte scellerate”.
Il patto, del resto, si rivelerà particolarmente utile anche in sede di richiesta di finanziamenti, portando ad aumentare la “massa critica” dei Comuni confinanti, uniti insieme per reperire le risorse necessarie. Un ruolo centrale, inoltre, dovrà essere giocato dai cittadini dei territori contigui, chiamati al tavolo per discutere di problemi e soluzioni.
“Questo strumento – commenta Andreuccetti – arriva al momento giusto. Siamo in una fase di complessivo riassetto istituzionale e non vogliamo che alcuni cittadini si sentano di serie B. A noi è già capitato di collaborare su progetti comuni: penso al coordinamento con l’assessore Celestino Marchini per le questioni relative a Domazzano, ma anche alla passerella al confine tra il Piaggione e Valdottavo”. Un atteggiamento che già esisteva dunque e che ora verrà messo a sistema: “Confermo – osserva Bonfanti – che anche noi ci siamo già trovati a collaborare insieme, per esempio per la questione della rotatoria di Diecimo, per cui si è fatto fronte comune in Mediavalle”.

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