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Sottopasso in asse con l’acquedotto del Nottolini foto

Dalle fonti alle fontane, lungo l’acquedotto borbonico progettato da Lorenzo Nottolini, fino alle Mura della città: un percorso ciclabile e pedonale rettilineo, che supererà con un sottopassaggio la frattura della linea ferroviaria e approderà a un’area – quella dell’ex scalo merci – completamente rigenerata, con aree verdi, parcheggi e terminal bus. È questo, in sintesi, il progetto al quale l’amministrazione Tambellini ha lavorato in questi anni di concerto con la Soprintendenza e con Ferrovie dello Stato e che adesso, con il piano strutturale e il piano generale del traffico urbano approvati, ha finalmente una cornice favorevole alla sua realizzazione.

Un’idea che parte dalla suggestione di una ricucitura possibile: non sarà sfuggito a coloro che sono soliti lasciare l’auto al parcheggio dell’ex scalo merci che, da lì, si vede molto bene il tempietto di San Concordio. Stupisce quasi che sia così vicino, abituati come siamo a vivere la linea della ferrovia come una cesura. Da lì la volontà di riconnettere, di restituire continuità a un sistema architettonico e paesaggistico pensato in un momento in cui Lucca è stata capitale, e di farlo ripensando un’intera area – quella dell’ex scalo merci, per l’appunto – a servizio della città. “Si tratta di un’ampia porzione di territorio di proprietà delle Ferrovie dello Stato – spiegano l’assessora all’urbanistica Serena Mammini e l’assessora alla mobilità Francesca Pierotti durante un sopralluogo – che il Comune vorrebbe poter acquisire perché l’area della stazione, per Lucca come già per tutte le città europee, rappresenti un nodo di interscambio modale: terminal bus quindi, ma anche parcheggio per le auto e garage per le biciclette”.
La parte dell’ex scalo merci attualmente utilizzata come parcheggio vedrà l’abbattimento di due dei tre ex depositi (sarà mantenuto e tutelato, invece, quello che anni fa subì un incendio), per recuperare la perfetta visuale sul tempietto di San Concordio, e la realizzazione di un punto di accoglienza turistica, di uno spazio verde attrezzato, di un parcheggio in superficie e di uno interrato. La parte oggi recintata, che segue la ferrovia fino a Pulia, se acquisita dal Comune, diventerà un bosco urbano: “Un polmone verde, una sorta di piccolo ‘central park’: esattamente l’opposto – spiegano Pierotti e Mammini – di quello che indicava il progetto norma decaduto a marzo, che avrebbe consentito a Ferrovie di costruire 100 mila metri cubi di nuove volumetrie”. La crisi economica e l’andamento del mercato hanno dissuaso la proprietà, in questi anni, dal procedere: se fossero stati costruiti quei volumi, secondo un accordo stipulato nel 2006, il Comune avrebbe potuto acquisire al prezzo simbolico di 1 euro l’area che ha attualmente in uso e che ospita il parcheggio a struttura. Le condizioni sono ora venute meno e la superficie avrebbe un prezzo, per il Comune, pari circa a 2 milioni di euro. “Tuttavia il tavolo di contrattazione con Ferrovie dello Stato è aperto – continuano le assessore – e il progetto di rigenerazione urbana, integrato a quello per incentivare la mobilità ciclopedonale e l’uso dei mezzi pubblici, ha le carte in regola per attrarre fondi europei. In questi anni è stato fatto ordine, sono stati messi in fila studi e riorganizzate idee che sono diventate strumenti di pianificazione del territorio. I vagoncini sono sul giusto binario, attendiamo l’occasione per imprimergli la spinta necessaria a farli partire”.
La realizzazione dell’intera riqualificazione, con il sottopasso in asse con l’acquedotto del Nottolini che arriverà fino alle Mura, avrà un costo complessivo maggiore ma risponde, negli obiettivi, alle linee guida di politiche del territorio che l’Unione europea incentiva. “È un progetto che potrà realizzarsi per lotti successivi – spiegano ancora Mammini e Pierotti – ma che è in armonia con l’idea di trasformazione della zona sud, partita con i progetti già finanziati dei Quartieri Social che, tra gli altri interventi, vedranno anche la realizzazione di un percorso ciclabile e pedonale lungo via Nottolini. Prioritario sarà inoltre il restauro del tempietto di San Concordio. Vogliamo realizzare qualcosa che si integri con l’intorno e ne valorizzi le peculiarità, anche in un’ottica di valorizzazione culturale e turistica: per questo nel sottopassaggio che idealmente prolungherà la linea retta degli archi vorremmo prevedere punti informativi multimediali, per raccontare la storia della via dell’acqua e far conoscere e apprezzare l’identità del monumento progettato da Lorenzo Nottolini”.

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