Celebrata a Nave la festa dell’unità nazionale

Il prefetto Maria Laura Simonetti ha rappresentato oggi (4 novembre) il governo nella cerimonia celebrativa della giornata delle forze armate, festa dell’unità nazionale, svoltasi al complesso della chiesa di San Matteo a Nave.
Le celebrazioni si sono aperte con l’alzabandiera, sulle note dell’inno mazionale eseguito dal corpo musicale Giacomo Puccini”di Nozzano Castello, a cui è seguita la deposizione di una corona al monumento ai caduti dinanzi alla chiesa. Dopo la messa, il prefetto, alla presenza delle autorità civili (in prima fila i parlamentari lucchesi e i consiglieri regionali), militari e religiose convenute, ha passato in rassegna, nel piazzale, i due plotoni interforze schierati, accompagnata dal comandante provinciale dell’arma dei carabinieri colonnello Giuseppe Arcidiacono. Ha quindi dato lettura del messaggio indirizzato alle forze armate, nell’occasione, dal Presidente della Repubblica.

Il Capo dello Stato, nel giorno in cui si ricorda la conseguita completa unità d’Italia e si rende onore alle forze armate, ha inteso rivolgere un pensiero commosso a tutti coloro che si sono sacrificati sull’altare della patria e della nostra libertà, per l’edificazione di uno stato democratico ed unito. Coltivare la loro memoria rappresenta, per tutti noi, lo stimolo più profondo ed autentico per adempiere ai nostri doveri di cittadini d’Italia e d’Europa, che credono nella solidarietà e nella convivenza pacifica fra i popoli.
“A tutti gli appartenenti alle forze armate, alla loro abnegazione e professionalità – ha concluso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – appartiene la custodia di una tradizione di valori, civiltà e cultura propri della nostra storia ed è affidata la presenza dell’Italia in diversi contesti di crisi, al servizio della sicurezza del paese e della comunità internazionale”.
Il ministro della difesa Roberta Pinotti, nel suo messaggio letto, di seguito, nel corso della cerimonia, ha sottolineato che oggi non potremmo mai immaginare la storia del nostro paese separata da quella delle sue forze Azmate, che rappresentano, ora come nella prima guerra mondiale, un patrimonio dal valore inestimabile, perché custodi dei principi di riferimento della nostra società. E’ in momenti come questo che dobbiamo rinnovare con forza il ricordo delle migliaia di caduti sul Carso, sull’Isonzo, sul Grappa, sul Piave, come la nostra gratitudine per quanto hanno fatto e per quanto fanno, quotidianamente, in silenzio, coloro che sono oggi impegnati per la sicurezza del paese e della collettività internazionale in patria e negli angoli più distanti del mondo, con dedizione, spirito di servizio, maturità professionale e umanità”.
Sono seguiti gli interventi istituzionali del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini e del presidente della Provincia Luca Menesini, che hanno condiviso gli stessi sentimenti.
In rappresentanza delle studentesse e degli studenti lucchesi, un’alunna ha poi letto la poesia Fratelli di Giuseppe Ungaretti, scritta a Mariano del Friuli, sul Carso, il 15 luglio del 1916.
Infine, ha preso la parola, per l’orazione ufficiale a nome di tutte le associazioni combattentistiche, patriottiche e d’arma, il cavalier ufficiale Gino Franchi, dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra.

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