Franceschini: “Capitale cultura, Lucca ha le carte”

“Lucca ha tutte le carte in regola per essere la capitale italiana della cultura nel 2021”. A dirlo è stato il ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini che si trovava oggi (24 novembre) a Lucca per presentare il suo nuovo libro Disadorna ed altre storie.
“Come ministero, qua abbiamo fatto due cose importanti ultimamente: abbiamo contribuito al restauro delle mura urbane e alla creazione del Museo del Fumetto (per un totale di poco meno di 7 milioni di euro, ndr). Questa città ha potenzialità enormi per quanto riguarda l’arte e la cultura e gli interventi che abbiamo fatto contribuiranno a migliorarne ulteriormente l’immagine e l’attrattività”.

Il ministro si trovava in visita a Lucca nell’insolita veste di scrittore, veste che secondo Franceschini mal si concilia con la politica: “Quando entro in una libreria e vedo un libro scritto da un collega ammetto che scappo da un’altra parte. La gente da un politico si aspetta concretezza e capacità di risolvere i problemi. Da uno scrittore invece si attende fantasia e sregolatezza. Sono due cose difficili da conciliare ma io ho una vita sola a disposizione e ho deciso di fare entrambe”.
“La mia posizione purtroppo, come scrittore mi penalizza. Tutti pensano che nei miei racconti metta sempre qualcosa di personale. Spero – scherza il ministro – che un giorno potrò scrivere una storia di omicidi senza che qualcuno venga a chiedermi se è autobiografica. All’inizio avevo anche pensato di usare uno pseudonimo ma abbiamo visto che non funziona e poi i libri sono come dei figli: gli si da il cognome”.
Per quest’ultima opera, Franceschini ha adottato una tecnica narrativa particolare: Disadorna è infatti una raccolta di 20 racconti alcuni dei quali sono autoconclcusivi mentre altri hanno volutamente un finale aperto. “Spero che leggendo questo libro – dice Franceschini – alla gente venga voglia di scrivere a sua volta. Mi piace l’idea che ognuno possa proseguire la storia come vuole. Scrivere è terapeutico. Intorno a noi ci sono un sacco di storie bellissime che sono destinate a scomparire con le persone che le hanno vissute se non le raccontiamo”.
All’interno del libro emergono molti temi ma tra i più significativi c’è senz’altro la riscoperta delle proprie radici e le bellezza della provincia italiana, nel caso specifico, di Ferrara: “Quando scrivo una storia di solito parto da un piccolo incipit, poi ogni storia prende la sua strada – afferma il ministro -. Certo, a volte emerge per uno scrittore la volontà di lanciare un messaggio e da questo costruirci intorno una narrazione. È abbastanza naturale che uno ambienti le proprie storie nei posti che conosce sasso per sasso. Io da 15 anni vivo a Roma ma quando si è lontani si riescono a vedere con maggiore nitidezza alcuni dettagli che non cogli quando sei troppo vicino. E così ho riscoperto la bellezza di una terra piatta, immersa nella nebbia e con i campi sconfinati”.
“Siamo così intenti ad ammirare le bellezze dei nostri centri storici – prosegue Franceschini – che spesso ci dimentichiamo che anche nelle periferie ci sono bellezza e storie da raccontare. In una delle storie c’è una descrizione di Pasolini che, in giacca e cravatta, si mette a giocare a calcio con dei bambini. Questa immagine è molto forte ed avviene in uno dei quartieri periferici di Roma. Anche qui, in quartieri pieni di palazzoni di edilizia popolare, si possono trovare storie magnifiche”.
In conclusione, il ministro si è addentrato in una riflessione sul rapporto tra i giovani e la lettura, un rapporto non sempre facile. “I giovani d’oggi – commenta Franceschini – sono abituati alla velocità e al multitasking. Oggi, mentre stai facendo qualcosa magari con lo smartphone fai altro. La lettura non potrà mai essere così: la lettura sarà sempre lenta ed incompatibile con qualsiasi altra attività. È difficile far appassionare i giovani a qualcosa di simile. Servirebbe qualcosa che valorizzasse questo aspetto così diverso da tutto il resto. Racconti brevi, che uno può leggere nel giro di qualche ora, possono aiutare di più rispetto ai romanzi. In questo modo si potrebbe penetrare anche il mondo dei non lettori”.
Dopo il breve incontro alla libreria Ubik, il ministro è ripartito alla volta di Pietrasanta e poi in serata sarà a Castelnuovo sempre per presentare la sua ultima fatica letteraria. 
Domani (25 novembre) invece, il ministro si recherà in visita alla fortezza delle Verrucole dove illustrerà lo stato dell’arte relativamente all’attuazione degli interventi finanziati nell’ambito del Ducato Estense, progetto strategico turistico-culturale finanziato con 5 milioni di euro e che comprende azioni di ristrutturazione su alcune delle principali rocche e fortificazioni della Garfagnana tra cui, oltre alla fortezza, la rocca ariostesca di Castelnuovo, le fortificazioni di Fosciandora, la rocca di Trassilico, la rocca di Sassi e la porta di Cascio nel comune di Molazzana.

Luca Dal Poggetto

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