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Nuove balestre per la contrada di san Paolino

Un natale da ricordare, quello che hanno trascorso i 6 balestrieri dell’associazione contrade san Paolino. In occasione dell’ultima festività, infatti, hanno ricevuto le prime balestre da banco interamente progettate e realizzate dall’associazione durante gli ultimi mesi di quest’anno. Il primo prototipo ha visto la luce l’anno scorso, con non pochi problemi dovuti, principalmente, alla reperibilità di professionisti con attrezzature e capacità necessarie a soddisfare le richieste di lavorazione. Tutti i pezzi realizzati sono stati progettati con simulazioni su software Cad prima di essere realizzati. Dopodiché i ripetuti test sul campo hanno via via perfezionato il prototipo che è arrivato ad avere caratteristiche uniche rispetto alle altre balestre ad oggi in uso. Uno dei segreti è custodito nella scatola della leva di sgancio, che conferisce alla stessa una corsa di pochi millimetri che richiede al tiratore sforzi contenuti, riducendo la possibilità di errore durante le fasi finali di tiro. La realizzazione dei componenti in ferro è stata eseguita con macchinari centesimali all’avanguardia che li rendono tutti identici fra loro con precisione millimetrica e quindi facilmente sostituibili in caso di rottura o usura.

I tenieri in legno di noce sono trattati solo con olio di lino e gomma lacca, per cercare di coniugare la storicità con la semplicità in fase di realizzazione. Gli archi sono stati prodotti in Umbria, grazie al rapporto di amicizia e collaborazione con la compagnia balestrieri città di Montefalco. La sicurezza è uno dei cardini del progetto: l’arco, che è da sempre soggetto a pericolose rotture, è costruito con acciai certificati idonei a sopportare le particolari sollecitazioni a cui è sottoposto durante ogni tiro ed è dotato di fasce di sicurezza per tutta la sua lunghezza. È inoltre presente una sicura regolabile in modo da evitare sganci non voluti. L’associazione ha fortemente investito su questo progetto, che la porta nell’avanguardia della costruzione di balestre, potendo quindi contare solo su se stessa per armare e manutenere le armi dei propri associati, insieme al progetto dei martinetti, necessari al caricamento della balestra, e alle verrette, i dardi lanciati a più di 140 chilometri orari verso il bersaglio.

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