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Suolo pubblico, ‘proroga’ per tavoli e sedie dei locali

Suolo pubblico, via libera in consiglio comunale alla sospensione dell’articolo del regolamento Cosap che stabilisce che “l’occupazione si deve sviluppare linearmente, in aderenza all’ingresso e il suo lato aderente non può superare la corrispondente larghezza interna dell’esercizio stesso”. Una norma che se appiccata alla lettera, stante anche la moratoria delle nuove concessioni fino alla fine dell’anno in corso avrebbe provocato danni e disparità a molti esercizi commerciali. Il via libera – non senza polemiche da parte dell’opposizione – è arrivato con 18 ok, mentre 6 si sono astenuti e uno ha votato contro. Parere positivo quasi unanime invece al provvedimento di cui l’assessore alle attività produttive Valentina Mercanti ha dato conto in aula circa il passaggio da 3 a 6 rate per la Cosap e ad una modifica dei tempi e dei modi dei pagamenti, già cristallizzata in una determina firmata la scorsa settimana dal dirigente Angeli.

A spiegare le motivazioni del ’congelamento’ della norma fino al 31 dicembre prossimo, data entro cui c’è l’impegno a rivedere ed eventualmente riscrivere l’articolo specifico del regolamento è stata l’assessore Mercanti: “L’esigenza di portare in consiglio comunale il regolamento Cosap – ha spiegato – nasce dalla rigida e immediata applicazione dell’articolo 20, comma 1 del regolamento stesso, che stabilisce che ’l’occupazione si deve sviluppare linearmente, in aderenza all’ingresso e il suo lato aderente non può superare la corrispondente larghezza interna dell’esercizio stesso’”.
“Infatti – ha aggiunto -, nonostante la lunga gestazione e la concertazione che ha preceduto l’approvazione del testo lo scorso aprile, solo in fase di rilascio delle concessioni si sono potute constatare le forti delimitazioni di concessioni di suolo pubblico per numerosi esercizi commerciali che già godevano di autorizzazione per il periodo che va dal 15 marzo al 15 novembre 2018 e dal 16 novembre 2018 al 14 marzo 2019”. Con il via libera alla delibera, è passato “un atto di regolazione provvisorio – ha chiosato Mercanti -, che consenta di applicare a questi esercizi commerciali la stessa modalità di occupazione autorizzata fino al 30 settembre 2017, fermo restando il principio che la superficie esterna non potrà essere più del doppio della superficie interna”.
“Questo provvedimento – ha aggiunto –  si rende necessario per cercare di tutelare molti degli investimenti che tutta una serie di esercizi hanno fatto sulla base di autorizzazioni già concesse. Va tenuto conto inoltre che il provvedimento che andiamo a prendere non creerà nessun tipo di disparità di trattamento perché fino al 31 dicembre 2018 è la moratoria che non consente il rilascio di suolo pubblico, sia in zona A che in zona B. Non è facile normare un settore delicato come quello delle concessioni del suolo pubblico, applicare regole universali rigide a una città come Lucca, un centro storico dove ogni strada, vicolo e esercizio commerciale ha le sue caratteristiche, le sue peculiarità. Nei prossimi mesi ci impegneremo sia nella commissione sviluppo economico sia chiaramente coinvolgendo le associazioni di categoria per cercare di risolvere questo annoso problema, cercando una regola più possibile universale che da una parte tuteli gli esercizi commerciali e dall’altra rimetta un po’ di ordine nell’assegnazione dei tavoli, in particolare per evitare spiacevoli diatribe tra privati, come in passato è accaduto”.
Altra questione cruciale, sebbene non riguardante la delibera approvata, è quella relativa ai pagamenti. “L’altra novità che introduciamo in questo ambito – ha confermato l’assessore – riguarda invece il cambio della modalità di pagamento della Cosap: questo non è un atto di consiglio, ma una determina dirigenziale in cui si modifica l’importo e l’articolazione delle rate, andando in questo modo incontro alle richieste che  sono state avanzate dalle categorie all’amministrazione comunale dopo gli aumenti della tassa di occupazione del suolo pubblico”.
In particolare – è stato ricordato -, per chi chiede il suolo entro il 15 marzo sarà possibile spalmare il pagamento della Cosap attraverso un numero massimo di 6 rate, tutte dello stesso importo, così suddivise: la prima rata con scadenza al 15 aprile, quindi non più al rilascio della concessione, ma un mese dopo, la seconda rata entro il 31 maggio, la terza entro il 30 giugno, la quarta entro il 31 luglio, la quinta entro il 31 agosto e la sesta entro il 30 settembre. Per coloro che chiederanno il suolo pubblico dopo il 15 marzo le rate saranno sempre 6 di uguale importo, ma la prima rata scadrà al momento del rilascio, la seconda rata entro l’ultimo giorno del mese successivo, e così via per le successive rate.
Il dibattito. Massimiliano Bindocci, consigliere comunale M5S, è il primo a prendere la parola sulla pratica senza risparmiarsi un attacco all’assessore: “Non so proprio spiegarmi cosa hanno fatto le attività produttive all’assessore Mercanti. Dopo aver fatto braccio di ferro sul regolamento e ora viene a chiederci una deroga e una modifica – attacca -: i locali del centro chiedono semplicemente un rispetto delle regole, non delle deroghe. E’ un approccio da condannare che non affronta la questione nell’insieme. Adesso per riprendere del consenso si propongono delle proroghe. Siamo nella vecchia gestione democristiana: tanto valeva partire concertando il regolamento piuttosto che poi derogando”. “Sulla questione del suolo pubblico sono d’accordo con Bindocci – si aggiunge Fabio Barsanti, consigliere comunale di Casapound -: si arrivò ad un consiglio comunale sull’aumento delle tariffe del suolo pubblico e già allora ponemmo la questione di un modo di procedere non consono. Ci viene da dire che questo regolamento è stato fatto in modo pressapochista, senza compiere le modifiche nella fase di stesura. Poi ben venga una modifica fatta per non penalizzare gli esercenti, ma forse era il caso di fare maggiore concertazione prima”.
La consigliera comunale del Pd, Silvia Del Greco, fa invece notare che la concertazione non è mancata affatto: “Questo regolamento è stato studiato insieme alle categorie – spiega -: associazioni che in una nota già dell’aprile 2017 avevano dichiarato la bontà di questo adempimento. Era necessario raggiungere una quadra e questo regolamento era da tempo richiesto”. Subito corregge il tiro Barsanti: “Su questa modifica non ho dubbio che ci sia condivisione con le categorie, ma su questo regolamento non credo proprio”. La consigliera Pd Chiara Martini, presidente della commissione attività produttive, sottolinea che “il regolamento è stato approvato nell’aprile 2017 ed è entrato in vigore a gennaio. Nel frattempo c’è stata la questione delle tariffe, che non sono invece oggetto di concertazione a differenza del regolamento che è stato invece condiviso con le categorie. Arrivati all’applicazione ci si è resi conto, e nemmeno le categorie prima se ne erano accorte, che questo articolo poteva comportare penalizzazioni. Quando ci siamo trovati a verificare che l’applicazione del comma di quell’articolo creava un impatto devastante per le attività ad oggi in essere, è stato necessario ascoltare le categorie e andare loro incontro”.
Enrico Torrini, consigliere di Siamo Lucca, è favorevole alla sospensione dell’articolo e alla rateizzazione della Cosap: “Però – avverte – sull’aumento dell’imposta non siamo assolutamente d’accordo. Un aumento imposto, anche in commissione. Ritornerei sul discorso dell’aspetto sanzionatorio: il 40% di penale per un minimo ritardo nel pagamento dell’imposta mi pare proprio esagerato”.
L’assessore Mercanti ha ripreso la parola (sorvolando – e lo ha detto esplicitamente – sull’attacco di Bindocci) per chiarire le questioni: “Questo regolamento non è stato fatto da me ma dall’allora assessore Lemucchi, chiaramente sostenuto anche da me – afferma -: credo che questo regolamento sia una risposta alle richieste che venivano dalle associazioni. Abbiamo normato anche le virgole ma quando si fanno regole così precise è poi normale che si possano verificare dei problemi. Non è un atteggiamento democristiano sospendere o modificare una norma che crea disparità e danno. E’ un prendere atto che una norma all’interno di un regolamento apprezzato e condiviso deve essere rivista e limata. La penale alta? Furono le stesse categorie a chiederla”.
Samuele Cosentino, consigliere comunale di Siamo Lucca, lancia uno spunto di riflessione: “A volte – ha detto – si tende a riempire di regole per fare una foto dell’esistente. Apprezzo e mi piace che si possa ammettere un errore e porvi rimedio in consiglio comunale – afferma -: mi chiedo però se l’errore non sia un eccesso di regole. Scrivere così tante regole può voler dire sollevarsi dalle responsabilità. Non si può normare ogni metro quadrato di questa città, che amiamo, è splendida e che gli imprenditori valorizzano. Dico io: perché non pensare ad uno strumento meno pieno di regole e magari individui un organo, un tavolo che si assuma le responsabilità di vagliare le varie soluzioni. Davvero si può andare a regolamentare quante ruote può avere un carrello di servizio? E’ impossibile stare a tutte queste regole. Però mi chiedo: l’organo di controllo oggi è in grado di far rispettare tutte le norme che ci sono”.
La consigliere comunale di Lei Lucca, Donatella Buonriposi, ritiene che “Cosentino ha aperto un varco su cui bisognerebbe dedicarci un po’ di tempo. Questi sono temi che chiaramente portano a dei contraccolpi, perché qualcuno lo si scontenta. Siamo tutti un po’ vittime di una giustizia amministrativa e di un sistema amministrativo molto farraginoso. Credo che dovrebbe esserci un cambiamento di mentalità. Mi sembra che sul regolamento ci sia stata concertazione, poi sbagliare si può sbagliare ma è giusto correggersi. Le norme però, finché le facciamo pensando che siano dei vincoli, burocratizziamo. Bisogna pensare alla norma non come vincolo ma come risorsa, quindi deve poter esserci anche una flessibilità”.
Il consigliere M5S, Massimiliano Bindocci, torna all’attacco della Mercanti: “Quando si parla di turismo, si parla di bar e ristoranti – afferma – che svolgono per l’appunto attività turistica. Detto questo, il problema di queste attività è abbastanza semplice: nessuno rispetta le regole, ha osservato anche Cosentino. Ma ne sono state scritte di vessatorie. Avete fatto degli orrori”. “Io non ho la delega al turismo – ribatte Mercanti -, credo che a questo punto le servano delle lezioni private. Se lei ha dei sospetti su violazioni e mancanza di controlli, le vada a denunciare invece di venire qua a parlarne. Se le chiacchiere sono fatti, le denunci. Altrimenti rimangono chiacchiere”.

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