Cannabis light, la replica da Lucca: “Divieto infondato”

Cannabis light, i venditori non ci stanno. Dopo i fatti avvenuti ieri tra Macerata e Ancona, con la chiusura di tre negozi proliferati nel corso dell’ultimo anno per aver “sforato” il quantitativo di principio attivo nella marijuana venduta, sono in molti a chiedersi cosa succederà adesso. Anche perché la repentina presa di posizione da parte del Consiglio superiore di sanità, che ha chiesto di vietare la vendita di cannabis light a prescindere dal fatto che il Thc (il principio attivo) sia sotto il quantitativo oltre il quale la cannabis diventa stupefacente (soglia allo 0,6%), ha generato interrogativi tra venditori e consumatori. Domande alle quali, oggi,cerca di dare una risposta anche il Glass & green cannabis boutique di Lucca (in via san Girolamo), per bocca dei suoi titolari. “A tutti coloro che ci hanno contattato per avere informazioni in merito al parere espresso dal Consiglio superiore di sanità – afferma Daniele Palagi – riguardo la cannabis light, cerchiamo di replicare. Prima di lanciarci in risposte affrettate, abbiamo aspettato che ci fosse una risposta dell’attuale Ministero al riguardo della situazione ieri prospettata. Dobbiamo prima di tutto precisare che il Css è un organo politico, che svolge un ruolo puramente consultivo, quindi non in grado di prendere decisioni, ed i cui membri sono selezionati direttamente dal ministro della salute”.

L’attuale Css, viene ricordato, è stato formato dall’ex ministro alla salute Beatrice Lorenzin, “spesso criticata per la mancanza di una laurea in medicina e non nuova a prese di posizione proibizioniste.E’ proprio lei ad aver richiesto il parere del Css riguardo le infiorescenze di canapa e la loro commercializzazione. La risposta, arrivata dopo qualche mese, invita ad un blocco del mercato, ipotizzando fantomatici effetti collaterali della canapa, senza però apportare nessun dato scientifico a sostegno della propria tesi. Viene da chiedersi quali siano le reali motivazioni che hanno portato il Css a questa conclusione”.
C’è però, in tutto questo, anche la posizione assunta dal nuovo titolare del dicastero:”Il nuovo ministro della salute Giulia Grillo – viene evidenziato – a cui spetta la decisione in merito, ha già comunicato di guardare con molta attenzione al mercato della cannabis, e stamattina ha confermato la sua posizione affermando: ‘Agli italiani che ieri hanno letto un po’ di notizie allarmistiche dico comunque di stare tranquilli’. Il divieto, ribadisce, ‘non è in discussione. Casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore’. E’ sufficiente osservare – concludono dall’esercizio lucchese – come gli altri paesi stiano affrontando il tema della cannabis e quali risultati stiano ottenendo, per capire quanto retrograda e infondata sia la posizione presa dal Css. Siamo ottimisti: ci aspettiamo lungimiranza e cognizione di causa da parte del nuovo ministro della salute e di tutto il governo, sperando che questi siano gli ultimi colpi di coda di una caccia alle streghe che dura ormai da troppo tempo”.

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