Lidl all’Arancio, primo via libera del Tar

Il Lidl all’Arancio si può fare. È questo in sostanza quanto emerge dalla decisione sul merito di alcuni ricorsi pendenti di fronte al tribunale amministrativo regionale per le autorizzazioni all’apertura del nuovo punto vendita del discount al posto dell’Ala Market.
La sentenza dà un sostanziale via libera da parte del Tar a Sercom srl e Lidl per la realizzazione del nuovo supermercato. I giudici hanno infatti accolto il ricorso delle società contro il diniego del Comune, che aveva anche preteso una seconda domanda per le autorizzazioni a procedere alla realizzazione. Seconda domanda ritenuta inutile, secondo i giudici che hanno scritto in sentenza che bastava la prima richiesta per dirimere alcune controversie.

Solo sui parcheggi, infatti, il Tar ha ricordato e sottolineato in sentenza che bisogna rispettare i criteri di legge che, fondamentalmente prevedono lo scarico e carico delle merci indipendente in termini di spazio e accessi da quello dei pedoni e dei clienti.
La vicenda era stata sottoposta all’attenzione del tribunale con il ricorso 701 del 2018. Il complesso edilizio appartiene alla Sercom Srl che ha stipulato un contratto preliminare di compravendita immobiliare con Lidl, società quest’ultima che intende realizzare sul fondo un centro commerciale con annesso parcheggio. Tale iniziativa presuppone la demolizione di alcuni manufatti presenti nell’area nonché la realizzazione di un nuovo edificio commerciale. In ossequio agli obblighi assunti con il contratto preliminare la Sercom Srl ha presentato al Comune di Lucca domanda per la contestuale autorizzazione delle opere edilizie e dell’attività commerciale. Con provvedimento 61/2018 il Suap del Comune di Lucca ha espresso diniego sull’istanza formulata dalla società richiedente, sulla base di due ordini di ragioni: secondo il Comune, infatti, l’obbligo di previa instaurazione della conferenza di copianificazione persisterebbe anche dopo la sentenza della Corte costituzionale 165/2014, poiché contiene un autonomo riferimento alle strutture di vendita aggregate; sotto altro profilo, l’adeguamento progettuale presentato dalla società richiedente in sede di controdeduzioni sarebbe idoneo a modificare l’oggetto della domanda autorizzatoria, con conseguente obbligo per la società stessa di instaurare una nuova procedura.
Scrivono chiaramente i giudici in sentenza sul ricorso dell’azienda: “La prima censura (attinente al profilo procedimentale) è fondata, risultando un palese aggravamento del procedimento la pretesa dell’amministrazione comunale di veder presentata una autonoma domanda di autorizzazione (come poi parte ricorrente ha fatto) per esaminare la variante progettuale in seno alla progettazione della viabilità interna ai parcheggi; non si ravvisano ragioni giuridiche e neppure di buona amministrazione perché il Comune di Lucca non potesse prendere in considerazione la variante presentata dalla parte istante nel seno del già avviato procedimento autorizzatorio, in tal modo riducendo gli oneri amministrativi ed economici e semplificando le procedure. La seconda censura (sul merito) è invece infondata. Le medie strutture con superficie di vendita superiore a 500 metri quadrati devono realizzare il raccordo tra parcheggio e viabilità pubblica nel rispetto delle seguenti prescrizioni: il raccordo fra il parcheggio destinato alla clientela e la viabilità pubblica, o comunque di accesso, deve essere indipendente o separato da ogni altro accesso, in particolare da eventuali collegamenti fra viabilità pubblica, aree carico-scarico merci e accessi riservati ai pedoni”. Una formulazione, quella normativa, che, ritengono i giudici amministrativi, intende tenere separati non solo gli “accessi”, come pretenderebbe parte ricorrente, ma anche la “viabilità interna” tra clientela e mezzi di carico/scarico; quindi il contenuto disciplinare è l’intero raccordo viario e non il solo accesso al parcheggio.
Resta ancora pendente, invece, la valutazione sull’eventuale obbligo di instaurare comunque la conferenza di copianificazione. Ma per il nuovo Lidl all’Arancio da oggi c’è un ostacolo in meno.

Vincenzo Brunelli

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