Studenti lucchesi documentano viaggio su Treno Memoria foto

Studenti dal Carrara, dal Nottolini e dal Busdraghi di ritorno dall’esperienza del Treno della Memoria. Un’esperienza che ha lasciato il segno dal punto di vista emotivo e formativo.
Prima di essere selezionati quali alunni meritevoli del viaggio-studio ad Auschwitz, hanno affrontato cinque incontri pomeridiani di due ore ciascuno, partecipato attivamente all’intero percorso formativo, approfondito le tematiche proposte, riflettuto in modo critico su quanto appreso e sottoposto, infine, il proprio elaborato alla valutazione dei docenti. Sono Daiana Bartolini (5AA), Lorenzo Cusato (5RA), Gaia Mazzatenta (4RA), Tashim Mezi (4AB) e Nicholas Roffo (4AB) dell’Ite Carrara, Marco Bertilotti (5A) e Matteo Stefanelli (5A) dell’Ita Brancoli Busdraghi e Pietro Chiavacci (4T) dell’Itg Nottolini.

Forti della partecipazione al corso Razzismi di ieri e di oggi: il buon uso della memoria al quale si erano iscritti circa ottanta studenti sono partiti da Firenze il 20 gennaio, accompagnati dall’insegnante Paola Raffaelli, per vivere quattro giorni intensi e indimenticabili che, al ritorno, hanno condiviso, grazie al proprio racconto, con chi era rimasto a scuola.
Molteplici le attività che, previste dal programma di viaggio, li hanno coinvolti: portare con sé e “custodire”, durante la visita guidata del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il nome di una persona deportata e deceduta, raramente sopravvissuta, per poterlo pronunciare a voce alta, prima della cerimonia conclusiva, al monumento internazionale alle vittime del nazifascismo; incontrare, al cinema Kijow di Cracovia, dopo un’introduzione storica del professor Giovanni Gozzini dell’università di Siena, testimoni quali Andra e Tatiana Bucci, internate ad Auschwitz-Birkenau ancora bambine, Silva Rusich, figlia di Sergio Rusich, deportato politico al lager di Flossenbürg ed esule istriano, Vera Vigevani Jarach, prima costretta all’esilio in Argentina a causa delle leggi razziali fasciste, poi madre di una desaparecida durante la dittatura di Videla; assistere alle testimonianze in video di Shlomo Venezia, membro del Sonderkommando ad Auschwitz-Birkenau, Marcello Martini, deportato a Mauthausen a soli quattordici anni, Antonio Ceseri, internato militare italiano nel campo di Treuenbrietzen, Hugo Höllennreiner, sinto tedesco deportato ad Auschwitz e Heinz F., internato a Dachau e Buchenwald con l’accusa di omosessualità; partecipare allo spettacolo di Enrico Fink Le tre notti del ‘43 che, prendendo le mosse dal racconto Una notte del ‘43 di Giorgio Bassani e dal film che ne trasse Florestano Vancini, offre un percorso in musica e parole attorno ad uno degli episodi più inquietanti ed emblematici delle responsabilità italiane durante il fascismo; affrontare, insieme agli studenti polacchi, nella sede dell’università Jagellonica di Cracovia, una discussione sui temi della memoria alla presenza di Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, ed Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana; partecipare, infine, alla stazione di Cracovia-Plaszów, nella carrozza-conferenze, ad un dibattito sulla deportazione politica.
I ragazzi, ormai rientrati a Lucca, visibilmente provati da un vissuto destinato a lasciare una traccia interiore indelebile, prepareranno un video e un servizio fotografico affinché ne possano disporre tutti quei coetanei che non hanno mai varcato i cancelli di Auschwitz, per conoscere le vestigia di un passato che non deve più tornare.

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