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Negozi in ginocchio per i cantieri del nuovo sottopasso foto

“In viale Catalani aspettiamo ancora la segnaletica stradale che indichi il percorso per raggiungere le attività commerciali”: è quanto afferma oggi (14 febbraio) Davide Ianniello, titolare dello storico negozio di computer e videogames Space One, certamente l’attività più sacrificata dai lavori per il sotto passo – ieri il “via” agli scavi – destinato a congiungere la rotatoria di piazzale Boccherini con questa prima porzione di sant’Anna. Ianniello, peraltro, aveva intentato una causa civile proprio nello scorso dicembre, quando aveva assistito impotente “all’ingabbiamento” all’interno del cantiere della sua attività.

“Si tratta – rammenta – di una richiesta danni che ci riserviamo di presentare. L’atto di citazione è già stato depositato dai miei avvocati, ma nessuno dall’amministrazione ha ancora risposto”. Un fronte che tace, come quello – altrettanto rovente – che inerisce alla necessità di un’adeguata segnaletica stradale: “Nell’ultima riunione di dicembre – aggiunge – gli assessori Celestino Marchini e Giovanni Lemucchi ci dissero (a lui, ai referenti del dirimpettaio Aci Club ed ai rappresentanti delle altre attività della zona, ndr) che si sarebbero prodigati con i dirigenti degli uffici preposti, per far apporre lungo la strada la segnaletica temporanea di colore giallo. Oggi, infatti, esiste un’unica via di accesso per le auto ed una per i pedoni. Adesso chiediamo davvero che si faccia in fretta”.
Non è tuttavia, quello di Ianniello, un affresco interamente negativo. “Devo dire – continua – che il personale del cantiere sta dimostrando una sensibilità fuori dal comune. Hanno avuto il buon senso di effettuare lo scavo davanti alle attività nel giorno di chiusura, ci hanno repentinamente dotati dei ponticelli di legno (in particolare, lo Space One e la banca adiacente, ndr) e cercano in ogni modo di ridurre l’impatto dei lavori sulle attività. Anche il parcheggio provvisorio a due passi dal negozio sta aiutando”. La situazione è dunque meno drammatica, rispetto a dicembre, ma permangono nuvole cineree sul futuro: “Qua servirà un anno e mezzo per finire tutto e quando l’opera sarà compiuta il sotto passo inizierà proprio davanti al mio negozio. In questo modo perderemo il traffico di attraversamento ed abbiamo timore anche per il discorso parcheggi. Sotto questo punto di vista, però, l’assessore Marchini ci ha assicurato che faranno tutte le misurazioni opportune per cercare di inserire accanto alla pista ciclabile che sorgerà sul lato opposto (quello dell’Aci, ndr) anche una fila di stalli per le macchine. Sarebbe davvero importante, perché altrimenti i primi posti disponibili saranno collocati alla chiesa di sant’Anna”. Poi, circa il fatto che il progetto era stato ampiamente condiviso ed i disagi noti da tempo: “A dire la verità – conclude – siamo stati noi commercianti a chiedere un incontro con l’amministrazione, lo scorso dicembre, perché nessuno ci aveva coinvolto”.
C’è anche, in questa istantanea, la posizione di chi ha deciso di togliere le tende appena ha concepito l’entità dei lavori: Emiliano Mori, titolare del negozio 3 proprio sull’angolo di viale Catalani – oggi trasferito in viale Europa – ha avuto la forza e la possibilità di fare quello che non è stato possibile allo Space One. “Li capisco – commenta raggiunto al telefono – perché avevano da poco fatto un investimento importante. Noi ce lo siamo potuti permettere perché a Lucca abbiamo sette punti vendita, ma guardate il cantiere ora, proprio a due metri dal negozio: come avremmo fatto a lavorare ancora?”. Proprio oggi, peraltro, l’attività avrebbe festeggiato i 16 anni di vita in viale Catalani: “Un peccato – soggiunge Mori – anche perché siamo stati uno dei primi punti vendita ad aprire in Toscana. Il progetto è troppo impattante per le prime attività del viale, perché la gente non sa come arrivare, oppure ci riesce con grande difficoltà”. Secondo Mori, inoltre, si pone una concreta questione di svalutazione dei fondi commerciali per il futuro: “Quella zona, anche a lavori finiti, commercialmente varrà zero. Il sotto passo proprio davanti alle attività penalizzerà eccessivamente gli affari. Sapevamo tutto in anticipo? Sì, ma diciamoci la verità: non avevamo alcun peso per chiedere delle modifiche sostanziali all’opera”.

Paolo Lazzari

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