Entra in carica garante detenuti: “Orgogliosa del ruolo”

Entra in carica dopo il voto del consiglio comunale di ieri Alessandra Severi, nuovo garante dei detenuti del Comune di Lucca.
La figura del garante dei detenuti è stata istituita dall’amministrazione comunale nel 2015, con lo scopo di garantire la dignità di tutte le persone private della propria libertà personale. Questo organo di garanzia, nato per la prima volta in Svezia nel 1809, adesso è operante in 25 Paesi dell’Unione Europea. In Italia è stato istituito nel 2013 dove, oltre al garante nazionale, esistono analoghe figure a livello di amministrazioni locali.

Alessandra Severi è avvocato. Conosce già la realtà della casa circondariale di Lucca, con cui è entrata in contatto nel 2013 durante il servizio civile e poi, dal 2014, come consulente criminologa del Gruppo volontari carcere. Dopo la laurea specialistica in giurisprudenza, ha conseguito il titolo master executive in criminologia e investigazione medico-forense a Pisa e ha continuato ad approfondire la materia attraverso corsi di formazione come quello Sulla scena del crimine dei Ris di Parma.
“Garantire i diritti e la dignità delle persone detenute – afferma l’assessore alle politiche sociali Del Chiaro – è un compito importante quanto delicato. Ritengo che l’esperienza maturata da Alessandra Severi, sia sul piano della propria formazione professionale che a livello di collaborazione diretta con il carcere di San Giorgio, siano delle ottime premesse per impostare un lavoro che, insieme al Gruppo dei volontari, possa sviluppare nuove iniziative per dare una prospettiva di reinserimento sociale alle persone che per un periodo della loro vita vivono l’esperienza del carcere”.
“Sono orgogliosa di andare a ricoprire questo ruolo – dichiara la nuova garante dei detenuti – e il mio impegno sarà orientato a introdurre cambiamenti che possano migliorare la vita di chi è detenuto nella casa circondariale di Lucca. Poiché credo che solo mettendo insieme le forze e le competenze si possa lavorare al meglio per ottenere risultati importanti – aggiunge –, la prima cosa che farò è prendere contatti con la casa circondariale e il Comune, in modo da implementare un rapporto di collaborazione istituzionale. Intendo inoltre relazionarmi fin da subito con tutte le associazioni che sul territorio si occupano di detenzione e arresti domiciliari, per poter condividere le varie esperienze e sviluppare insieme progetti di qualità”.

 

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