Ludopatia, cento casi anche a Lucca

“Il tema del disturbo del gioco d’azzardo (Dga) rappresenta sempre più un problema di salute pubblica che coinvolge un numero crescente di persone, di tutte le età e delle diverse fasce sociali, pertanto vuole essere al centro delle azioni politiche di questa amministrazione”. Così i consiglieri comunali Leonardo Dinelli (Partito Democratico) e Jacopo Massagli (Lucca Civica) in merito al tema della ludopatia, oggetto dell’ultima seduta della Commissione consiliare sul sociale riunitasi ieri (31 maggio). Secondo quanto emerso, gli affetti da questa patologia nel territorio del Comune di Lucca sarebbero circa un centinaio.

Alla seduta, oltre ai componenti della Commissione, erano presenti l’assessora Lucia Del Chiaro e la psicologa Patrizia Mannari, responsabile e coordinatrice per il Serd delle dipendenze dal gioco d’azzardo. “Vogliamo che a questa particolare dipendenza sia riservata l’attenzione dovuta considerando i danni provocati, per tutte quelle famiglie che si trovano ad affrontare il problema. Danni devastanti sia dal punto di vista economico sia da quello della sana tenuta dei rapporti sociali – proseguono Dinelli e Massagli -. Vogliamo quindi ringraziare la dottoressa Mannari che, nel suo puntuale intervento, ha ricostruito il percorso storico che questo nuovo tipo di disturbo ha seguito per essere riconosciuto come vera e propria malattia. Infatti, mentre prima era classificato nei disturbi del controllo degli impulsi, nel 2013 viene inserito nella categoria delle dipendenze. Fino ad arrivare, il 17 marzo 2018, ad essere inserito nei livelli essenziali di assistenza (Lea)”.
“Inoltre – concludono i due consiglieri di maggioranza – ha illustrato alla Commissione le linee di indirizzo della Regione Toscana rivolte ai medici di medicina generale, e l’inquadramento legislativo sull’esercizio del gioco d’azzardo portato avanti dall’Anci Toscana. Mentre sul livello locale ha spiegato quali sono le iniziative e le modalità operative del Serd di Lucca. Infine ha fornito i numeri che colpiscono, sul nostro territorio, oltre 100 persone (solo quelle che si sono rivolte al servizio dipendenze nel 2018)”.

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