Tarantella e valzer, concerto nella chiesa di S. Michele

Tarantelle e valzer risuonano nella Chiesa di San Michele in Foro a Lucca. Il prossimo appuntamento con il 21esimo festival delle orchestre giovanili sarà lunedì (8 luglio) alle 21,15. Protagonista della serata, dall’Austria, la Jugendsinfonieorchester Dornbirn, costituita da ben 69 giovani musicisti che suoneranno sotto la bacchetta di Ivo Warenitsch.

Il programma scelto è una perfetta sinergia sinfonica italo-austriaca. Apre la serata la suite rossiniana-britteniana Soirées musicales, articolata nei movimenti marcia, canzonetta, tirolese e tarantella. Britten rielabora alcuni dei brani rossiniani nel 1930, costruendo questa Suite che punta a parodizzare il proprio ispiratore. Una Marcia grottesca lascia il testimone ad una graziosa Canzonetta, una tipica Tirolese ed una trascinante Tarantella. Dalla parodia ingannevole del gourmet pesarese al cremonese Amilcare Ponchielli con l’esecuzione di una pagina insolita, scritta nel 1853, Il Convegno op. 76 per due clarinetti e banda, adattato per orchestra. Alla Jugendsinfonieorchester Dornbirn si uniranno i due solisti Paul Moosbrugger e Alexander Svatnitsky al clarinetto.
Dall’Italia all’Austria con l’ouverture Una notte a Venezia dall’operetta di Johann Strauss del 1883.
Del compositore austriaco Johann Wilhelm Ganglberger l’orchestra eseguirà un piccolo idillio per ottavino e orchestra titolato Tirili, solista Laura Moosbrugger, giovane flautista sorella del clarinettista Paul.
Rimaniamo in Austria con l’esecuzione del valzer Rose dal Sud di Johann Strauss figlio, valzer n. 388, tratto dall’omonima operetta, una sorta di riassunto delle più belle arie e dei più bei temi della stessa operetta con una dedica speciale del compositore al sovrano italiano Re Umberto I di Savoia.
Rimaniamo all’operetta con un’altra grandissima penna ottocentesca, Franz von Suppé. Potremo ascoltare dall’operetta Boccaccio, scritta nel 1879 e liberamente tratta dal Decameron del nostro poeta toscano, la Marcia elaborata da Franz sui motivi principali dell’operetta.
La formazione austriaca chiuderà il programma del concerto con un omaggio alla canzone popolare italiana, in dettaglio napoletana, con l’esecuzione di Funiculì Funiculà di Luigi Denza, scritta nel 1880 in seguito all’inaugurazione della prima funicolare del Vesuvio, costruita nel 1879 per raggiungere la vetta del vulcano.

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