Casermette, verso un ripensamento sulle assegnazioni

Una “riflessione complessiva” – che non è escluso possa comportare anche un nuovo bando per l’assegnazione – sull’utilizzo delle casermette delle Mura di Lucca. È quanto è stato annunciato dall’assessore alle partecipate del Comune di Lucca, Giovanni Lemucchi, durante la seduta della Commissione bilancio dove è stato illustrato il bilancio consolidato relativo al 2018 dell’istituzione Opera delle Mura che, come è noto, è in fase di liquidazione. La questione è stata affrontata a seguito della richiesta di chiarimenti da parte del consigliere di Forza Italia, Marco Martinelli.

Il motivo della “riflessione” è dovuta al fatto che quasi tutti gli operatori che hanno ottenuto l’assegnazione non hanno rispettato gli impegni previsti dalle concessioni, soprattutto la questione dell’apertura dei bagni al pubblico. Altro nodo da sciogliere anche quello del canone giudicato troppo gravoso da quasi tutte le associazioni coinvolte.
“Con la chiusura dell’Opera delle mura, che dal luglio scorso non è più operativa, la gestione della riscossione dei canoni di affitto delle casermette è andata sotto l’ufficio patrimonio del Comune – ha spiegato l’assessore Lemucchi -. Attualmente è in corso una riflessione sull’utilizzo da fare delle casermette. Le concessioni avevano durata di quattro anni più ulteriori quattro e adesso, tra ottobre e novembre, si concluderà il primo periodo. È quindi il momento opportuno per fare questo tipo di valutazioni e decidere cosa fare per i prossimi 4 anni. Non appena queste riflessioni saranno concluse le porteremo certamente all’attenzione del Consiglio comunale”.
“Indubbiamente dovranno essere fatti dei controlli – aggiunge Lemucchi – perché molte delle associazioni si sono rivelate inadempienti sotto diversi aspetti. C’era il divieto di fare attività prevalentemente commerciali ma c’era anche l’obbligo di aprire i bagni alla fruizione del pubblico per determinati periodi di tempo. Questo però rappresenta costi aggiuntivi per le associazioni. Inoltre anche i canoni d’affitto, banché ad un tasso molto agevolato, si sono rivelati insostenibili. È chiaro quindi che un ripensamento complessivo sulla gestione delle casermette sia necessario”.

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