Ex Gesam, cittadini lasciano la riunione in Comune

Chiedono di parlare con il sindaco benché – spiegano dal Comune – la sua presenza al summit non fosse prevista e mandano a monte la riunione con il suo vice nonché assessore competente. E’ quanto accaduto questa mattina (13 novembre) a Palazzo Orsetti e l’accaduto, praticamente finora inedito, getta una luce su quanto la tensione sia alta a San Concordio tra i cittadini appartenenti al gruppo Amici del Porto della Formica. La delegazione infatti ha abbandonato la riunione, lasciando l’amministrazione nello “sconcerto”. Alla riunione, convocata su richiesta della stessa associazione, hanno preso parte il vice sindaco Giovanni Lemucchi, l’assessore Serena Mammini e il consigliere Pilade Ciardetti. Ma secondo il gruppo di cittadini era invece previsto l’intervento del sindaco.

Nondimeno, il Comune passa all’attaccoo. “Questo atteggiamento – si legge in una nota di Palazzo Orsetti – è decisamente opposto al rispetto, alla disponibilità e alla correttezza sempre dimostrata dal Comune di Lucca nei confronti di tutti i cittadini e soggetti organizzati e non che dialogano con l’ente”.
“Questa mattina, un vice sindaco con delega ai quartieri social, un assessore, un consigliere presidente di commissione e un dirigente non sono bastati agli Amici del Porto della Formica per sedersi al tavolo e iniziare la riunione concordata per discutere della questione ex-Gesam. Dopo il Consiglio dello scorso ottobre – spiega il Comune -, era stato infatti richiesto un incontro specifico sull’area del cosiddetto Porto della Formica; ma Gli Amici del Porto hanno abbandonato immediatamente il tavolo adducendo come motivazione l’assenza del primo cittadino: ‘Senza sindaco non si comincia nemmeno. La questione è politica’. L’amministrazione ricorda che il sindaco assegna agli assessori deleghe specifiche perché non può seguire personalmente tutto; i consiglieri comunali svolgono anch’essi a pieno titolo i compiti di mediazione politica con l’amministrazione; infine esistono dirigenti e tecnici capaci di realizzare – ove possibile – le richieste maturate nel dibattito politico. Il vicesindaco, l’assessore, e il consigliere comunale sono rappresentanti politici ampiamente titolati a discutere dei problemi in campo. È stata persa così un’ulteriore occasione di chiarimento, che segue una serie di riunioni tenute nel tempo riguardo alla contrarietà di alcuni cittadini per la realizzazione del centro civico L’Officina del Porto riqualificando un edificio ad uso commerciale e direzionale ereditato da questa amministrazione e non eliminabile. Riguardo all’area del cosiddetto Porto gli amministratori avrebbero sottoposto all’attenzione dei cittadini un’ipotesi rispettosa degli scavi a suo tempo eseguiti e in linea con le proposte emerse in Consiglio comunale”. Ma Lemucchi, Mammini e Ciardetti non sono stati ritenuti interlocutori rappresentativi per discutere la “questione politica” in ballo. Riguardo ai quartieri social l’assessore con delega e vice sindaco Giovanni Lemucchi sta effettuando specifici incontri e sopralluoghi sui cantieri laddove emergono richieste di chiarimento da parte dei cittadini. Questo ha portato all’affinamento e a migliorie progettuali per rispondere al meglio alle esigenze della comunità, “ma evidentemente – spiega una nota di Palazzo Orsetti – l’amministrazione comunale deve constatare che gli Amici del Porto non hanno questi obiettivi”.
Diversa la versione che danno dagli Amici del porto della Formica: “I cittadini – si sostiene infatti in una nota – non sono stati avvertiti che al suo posto avrebbero incontrato il vicesindaco Lemucchi e il dirigente Tani. Ma i rappresentanti della associazione Amici del Porto di S.Concordio volevano fare presente al sindaco in persona aspetti della vicenda di cui solo lui è politicamente responsabile, e di cui non è stato messo a corrente della gravità, e hanno chiesto un altro incontro, che sperano venga dato presto. Non è un mistero che l’amministrazione Tambellini veda come fumo negli occhi i cittadini che si oppongono alla costruzione della cosiddetta piazza coperta nell’area Gesam, un progetto edilizio su cui ha investito 6 milioni di euro dei Quartieri social e il cui appalto sta per essere aggiudicato. E’ dall’agosto 2016, che i cittadini vi si oppongono ed è da allora che sistematicamente non vengono ascoltati: il progetto è stato blindato fin dall’inizio e, secondo l’amministrazione, per le caratteristiche del bando, è immodificabile. Un po’ come era successo 10 anni fa allo Steccone, di cui questo progetto è a tutti gli effetti, oltre che la ragione di essere, il completamento”. “E’ incredibile – aggiungono dal comitato – come, a distanza di 10 anni, la storia si ripeta, e le analogie siano anche nei più piccoli particolari. Il sindaco Favilla non rispose mai alla petizione contro la costruzione dello Steccone, corredata da circa 1350 firme, e così il sindaco Tambellini non ha mai risposto alla petizione, presentata lo scorso luglio, che chiedeva, al posto del completamento del parcheggio interrato dello Steccone e della costruzione della piazza coperta, di finire la bonifica dell’area, di restaurare il Chiesone e di recuperare il sito del Porto. Il sindaco Favilla non volle mai costituire il tavolo di confronto sulle modifiche al progetto edilizio dello Steccone, che pure aveva promesso, e allo stesso modo il sindaco Tambellini non ha risposto, finora, alla richiesta di istituire un tavolo di confronto sulle modifiche alla piazza coperta. Infine, e speriamo che questa analogia sia contraddetta, per 2 anni, dal 2009 al 2011, il sindaco Favilla si rifiutò di incontrare i cittadini del comitato che si opponeva alla costruzione dello Steccone, e, sollecitato più volte anche dal difensore civico ad incontrarli, scrisse, nero su bianco, che, come era suo costume, lui incontrava tutti i cittadini e così avrebbe fatto anche con quelli del comitato, purchè non si parlasse dello Steccone. L’incontro non ci fu mai, il cantiere fu posto sotto sequestro e l’opera fu bloccata”.

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