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Manifattura sud: dopo variante, bando per lavori foto

Da città nella città a città per la città. Queste le linee di indirizzo politiche dell’amministrazione Tambellini per il complesso della Manifattura tabacchi, votate dal consiglio comunale nel luglio del 2016 e confermate dalla variante urbanistica discussa oggi (20 novembre) durante e dopo il sopralluogo della commissione presieduta da Francesca Pierotti. Un passaggio necessario per modificare le funzioni previste attualmente dal regolamento urbanistico per la porzione sud, quella non interessata dai progetti Piuss, dell’ex fabbrica. Dal produttivo, quindi, si passerà a un insieme di destinazioni d’uso coerente con l’identità urbana del centro storico e con l’obiettivo di rendere permeabile un’area che tutti conosciamo come inaccessibile: prima convento, poi luogo di lavoro con entrate e uscite ben vigilate – con tanto di ‘fruga’ perché nessuna sigaraia si portasse via nulla. In alcune stanze è ancora forte l’odore pungente delle foglie di tabacco. In altre lo stato di abbandono lascia solo intuire l’incessante attività che ha offerto lavoro ed emancipazione a più di una generazione di lucchesi. Spazi che i consiglieri comunali hanno avuto l’occasione di visitare guidati dall’assessore all’urbanistica Serena Mammini e dall’ingegnere Antonella Giannini, dirigente del settore che ha lavorato alla variante.

“L’urbanistica ragiona in termini di destinazioni – ha precisato a inizio sopralluogo la presidente di commissione Pierotti – ed è in quest’ottica che vogliamo avere una visione completa dell’area. Sappiamo che nella porzione nord avremo uffici comunali, Expo del fumetto, l’università, la ‘manifattura della cultura’. Adesso dobbiamo rendere compatibili con questo disegno le funzioni della porzione sud che, senza variante, sarebbero produttive: d’altronde, questo luogo è stato la fabbrica più importante del centro storico per molti anni”. Andando a modificare destinazioni d’uso interne al perimetro del territorio urbanizzato definito dal piano strutturale, l’atto potrà seguire un iter semplificato e sarà presentato per l’adozione al consiglio comunale martedì prossimo (26 novembre). La porzione sud della Manifattura andrà quindi ad accogliere funzioni residenziali, commerciali al dettaglio, direzionali, di servizio, turistico ricettivo, artigianale e parcheggio, in linea con il master plan già approvato nel 2016 al quale l’amministrazione aveva lavorato insieme alla Soprintendenza.
“Le nuove funzioni definiranno un sistema in grado di aprirsi alla città – ha detto l’assessore Mammini – ma per avere un progetto di dettaglio sui singoli immobili il Comune dovrà indire una gara. Con la variante renderemo attrattiva, per investimenti concreti, questa parte del complesso. Inoltre attribuiremo funzioni direzionali, di servizio e commerciali all’edificio con copertura a shed nel quale sarà allestita una parte di Expo del fumetto grazie a un finanziamento di 2 milioni del Mibact, già ottenuto”. L’unica manifestazione d’interesse arrivata, a oggi, per partecipare a un bando di recupero della porzione extra Piuss dell’ex opificio è quella di Coima, società di gestione del risparmio alla quale si è affidata la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
“L’amministrazione ha il compito di valutare anche la serietà degli investitori che si presentano: le vicende della Lucchese – ha ricordato l’assessore all’urbanistica – ci insegnano molto in questo senso. Col bando cercheremo di favorire soggetti che vogliano recuperare tutta la porzione della Manifattura non oggetto di lavori ex Piuss, anche per favorire una maggiore omogeneità di funzioni”. Tra i requisiti che costituiranno premialità nel bando potrebbero essere inseriti progetti in grado di recuperare il maggior numero possibile di parcheggi, questione che la consigliera di centrodestra Simona Testaferrata ha voluto sollevare: “La domanda di posti auto è un’esigenza sentita dai cittadini che si avvicinano al centro storico o vorrebbero farlo. La difficoltà di trovare parcheggio è reale”. Non è tuttavia la variante urbanistica lo strumento adatto per determinare il numero di nuovi stalli che potranno realizzarsi in futuro, condizionato sia dagli obiettivi dell’investitore che vincerà il bando, sia dalla reale possibilità – dopo le opportune indagini idrogeologiche, archeologiche, ingegneristiche – di scavare. La variante pone le condizioni, semmai, per nuove aperture a piano terra e nuovi vani scala. “Ci siamo chiesti anzitutto quale fosse l’interesse pubblico per quest’area: rimetterla a posto, garantirle una manutenzione. Con la variante – ha spiegato l’ingegnere Giannini – si potrà procedere quindi a ristrutturazione urbanistica con interventi edilizi diretti. Un modo per semplificare le procedure, prima legate allo strumento del programma complesso, che tiene comunque conto dei tre vincoli che la Soprintendenza ha posto sull’area, due paesaggistici e uno diretto sull’immobile del 2013”. Un tema, quello della Manifattura, che per la consigliera Testaferrata, tuttavia, avrebbe avuto bisogno di più tempo per essere approfondito dai commissari: “Questo contenitore è il più importante, tra quelli dismessi in centro storico. Mi lascia l’amaro in bocca che si arrivi alla variante con soli 2-3 passaggi in commissione”. Intanto il Comune di Lucca, dopo il fallimento di Aspera, sta lavorando per riappropriarsi del cantiere per i lavori della porzione nord. In corso lo stato di consistenza, fase di descrizione analitica dei luoghi, che dovrebbe concludersi tra dieci giorni. Dopodiché potrà aprirsi un nuovo capitolo della storia del cantiere – con l’augurio che sia meno travagliato dei precedenti.

Elisa Tambellini

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