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I comitati: “Distrutto il parco di via della Formica” foto

I residenti: "I lavori dei quartieri social hanno danneggiato l'area verde"

“Sono partiti male i lavori alle aree verdi di S.Concordio finanziati con 4 milioni di euro dei fondi ministeriali cosiddetti quartieri social”. Lo sostengono il comitato Per San Concordio e l’associazione culturale San Concordio, i quali sostengono che “il parchino di via della Formica è stato rovinato”.

I lavori in corso dietro la traversa prima di via Formica, con la costruzione di una strada con una fondazione di cemento armato profonda 45 centimetri e larga circa 2 metri e mezzo, destano, infatti non poche preoccupazioni nei residenti per “l’aumento delle superfici impermeabilizzate”.

“Questa strada, di forma ellittica, che avrebbe dovuto essere una pistina per i tricicli dei bambini – scrivono dai comitati – occupa in lungo e largo tutta l’estensione dell’area verde, per un totale di diverse centinaia di metriquadri di cementificazione del suolo. L’area del parchino fino ad oggi aveva svolto la funzione di raccogliere le acque di scolo dell’area circostante, sia smaltendole nel reticolo superficiale, sia attraverso l’assorbimento e la penetrazione nel terreno, che spesso ha presentato fenomeni di ristagno e allagamento. Poiché è evidente che questa nuova costruzione ne diminuisce la capacità permeabile, e i residenti sono preoccupati per l’aumento del rischio di allagamento delle abitazioni circostanti, dovuto, oltre che alla minore permeabilità del terreno, alla immissione, tramite tubi, nel fossetto esistente, delle acque di scolo della nuova impermeabilizzazione”.

“Per i residenti e i fruitori del parco le opere in corso rappresentano la definitiva distruzione di una piccola ma significativa area verde al centro di una zona densamente abitata – si legge nella nota -, che fino a pochi anni fa era coperta da alberi secolari e percorsa da fossi che prevenivano il rischio allegamenti. Nel giro di pochissimi anni questa area è stata completamente stravolta, prima con la chiusura dei fossi e il progressivo abbattimento di quasi tutti gli alberi secolari, ora con una insensata cementificazione per strutture sportive che sono collocate nel posto sbagliato e che sono realizzate con opere irreversibili e portatrici di gravi conseguenze sul delicato equilibrio idraulico della zona”.

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