Caffè delle Mura ai cinesi, il Comune non può revocare la concessione

Palazzo Orsetti: "Siamo contrari allo snaturamento della struttura". Mercanti: "La rabbia è tanta"

Antico Caffè delle Mura venduto a imprenditori cinesi con un probabile futuro da ristoranete sushi, mentre c’è chi grida “inaccettabile” e chi invece vuole accedere agli atti di vendita, ecco che arriva la nota del Comune di Lucca che “esprime profonda insoddisfazione per la gestione di questi ultimi anni dell’Antico Caffè delle Mura, immobile storico di proprietà dell’ente situato sul Baluardo Santa Maria: un luogo di grande notorietà e di ritrovo tradizionale per i lucchesi dalla sua edificazione avventa nel lontano 1832″.

“L’attività attuale – si legge nella nota del Comune – si basa su una concessione di dieci anni fa che incluse i lavori di restauro dell’immobile a carico del concessionario. Il Comune di Lucca è contrario allo snaturamento del carattere e dello stile di un caffè – ristorante di alto valore identitario, non solo perché collocato sul più importante monumento cittadino, ma anche perché luogo simbolo della ristorazione tradizionale e della cultura enogastronomica della nostra città”.

“Purtroppo – continua la nota – la concessione, voluta e sottoscritta dall’amministrazione Favilla per una durata di trenta anni (scadrà nel 2039), non ha previsto clausole efficaci perché l’attuale amministrazione possa provvedere unilateralmente alla revoca della stessa né possa intervenire nella gestione particolare e quindi nella conduzione del locale”.

“Il Comune di Lucca – conclude l’amministrazione – non può avvallare comunque quanto appreso questa mattina dalla stampa e resta in attesa di una comunicazione ufficiale circa l’eventuale cambio di gestione della struttura in ottemperanza a quanto stabilito dell’atto di concessione”.

Sul punto interviene anche l’assessore alle attività produttive, Valentina Mercanti: “L’atto di concessione firmato nel 2009 dall’amministrazione Favilla non contiene clausole stringenti che obblighino gli attuali gestori ad attenersi allo stile tradizionale che dovrebbe avere uno dei luoghi più suggestivi delle nostre Mura Urbane. La rabbia è tanta perchè se da una parte si invoca continuamente la tradizione, i nostri prodotti e i nostri valori culturali e si cerca di lavorare per la loro promozione, dall’altra gli imprenditori locali degni di questo nome sono purtroppo sempre più rari. Un sindaco e un’amministrazione comunale possono quello che possono: senza un tessuto economico e senza la lungimiranza dell’imprenditoria che creda davvero nel rilancio dei nostri gioielli, come è appunto il Caffè delle Mura, prezioso edificio dato in gestione nessuna legge o regolamento potrà salvarci dall’omologazione globale. Per fortuna non sono tutti così ed è grazie a loro che non dobbiamo perdere l’entusiasmo di lavorare a guardare al futuro con speranza e ottimismo”.

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