Variante semplificate per la manifattura sud, associazioni dicono no

Presentate le osservazioni al Comune: "Su un bene vincolato serve l'autorizzazione dello stato"

Variante semplificata per la porzione sud della ex Manifattura Tabacchi, arrivano le osservazioni delle associazioni. Per la zona, che dovrebbe essere destinata alla riqualificazione da parte del privato, proseguono quindi le polemiche sulla procedura che già erano emerse alla vigilia del voto in consiglio comunale.

Italia Nostra Lucca, Legambiente Lucca e Rete dei Comitati per la difesa del territorio hanno presentato infatti agli enti competenti (Direzione generale archeologia, Belle arti e paesaggio Mibact; Segretariato regionale del Mibact, Soprintendenza archeologica, belle arti, paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara; Assessore alle infrastrutture, mobilità, urbanistica e politiche abitative della Regione Toscana e difensore civico della Regione Toscana Comune di Lucca) una osservazione alla variante semplificata al piano strutturale, per segnalare il contrasto tra la delibera di adozione che ha disposto una variante semplificata rispetto alle disposizioni normative che richiedono espressamente una variante ordinaria, là dove questa interessi beni paesaggistici.

Manifattura sud, ok variante fra le polemiche

“Nel caso della Manifattura Tabacchi – dicono le associazioni – ci troviamo di fronte ad un bene tutelato con vincolo diretto, le cui destinazioni d’uso devono essere approvate dallo stato, ossia dal ministero dei beni culturali“.

“La procedura che è stata adottata – prosegue la nota – di fatto mette in difficoltà la soprintendenza – unico ente deputato ad autorizzarne qualunque uso –  in quanto fino ad oggi non è stata presentata alcuna richiesta di autorizzazione e pertanto è irrituale dare notizie di variazioni di destinazioni d’uso quando queste non solo, non sono state autorizzate, ma non sono state nemmeno richieste a chi ne ha la competenza“.

“Questo comportamento del Comune di Lucca – concludono i proponenti – di anticipare i tempi coinvolgendo nelle proprie decisioni anche privati o altri enti, prima di avere alcuna autorizzazione, mette in grande imbarazzo la soprintendenza che è l’unica istituzione preposta ad autorizzare di fronte ad un bene tutelato“.

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