Innocenti: “Ex Manifattura, non si pensi solo al business”

Una riflessione sul progetto della Fondazione: "Si tenga conto dell'importanza di dare un valore culturale e sociale a queste operazioni"

L’urbanistica di mercato come soluzione per la riqualificazione dell’ex Manifattura? Il progetto presentato dalla Fondazione Crl non convince il giornalista Marco Innocenti, che invita a riflettere sulla necessità di garantire funzioni anche pubbliche a questo genere di riqualificazioni.

“Nel momento in cui si definiscono in concreto i nuovi strumenti operativi torna sulla scena – afferma Innocenti – l’urbanistica di mercato, l’unica – sembra – a disporre di risorse per progettare e realizzare grandi recuperi destinati al business edilizio. Non resta che prendere atto che dopo decenni di proposte, idee, annunci per un piano complessivo di restauro e riuso dei tanti contenitori della città in chiave e nell’interesse pubblico, nulla di fatto è partito senza l’intervento del capitale privato. Anche per l’ex Manifattura dunque la ricetta è il recupero attraverso la realizzazione di appartamenti, negozi, attività e uffici che sorgeranno accanto alla parte destinata alla cultura. Un nuovo quartiere, questo almeno dentro la città, dopo i tanti satelliti costruiti al posto di decine di aree industriali dismesse a due passi dalle Mura, tra gli strepiti all’epoca dei commercianti del centro storico e delle loro associazione che temevano l’arrivo di nuovi poli di vendita concorrenziali. Come è successo”.

“La scelta che sembra ora definitiva per l’ex Manifattura non stupisce e nemmeno scandalizza più di tanto, anche se indica un mutamento di indirizzo da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (da sempre il soggetto che più di ogni altro determina le scelte su città e provincia, forte del suo ben nutrito portafoglio) che in passato, non dimentichiamolo – aggiunge Innocenti – non solo ha reso possibili a Lucca e in tanti altri centri prestigiosi recuperi in campo culturale e sociale, ma soprattutto ha compiuto una mirabile opera di restauro e valorizzazione a fini pubblici dell’intera parte nord-est del centro, dal complesso di San Micheletto (con la Fondazione Ragghianti) a quelli di San Ponziano e San Francesco per gli Alti Studi Imt. Non solo: proprio l’intervento della Fondazione rese possibile scongiurare l’acquisto del San Francesco da parte di privati, con l’intervento favorito dal vincolo di prelazione sull’immobile messo da Comune e Provincia, allora guidati da Pietro Fazzi e Andrea Tagliasacchi. Altri tempi, pare, come quelli in cui si realizzavano l’Agorà, l’auditorium di San Romano, il nuovo teatro di San Girolamo. Opere che avevano riportato al centro del dibattito anche la questione della sviluppo culturale della città”.

“Alla luce delle nuove dinamiche di mercato e dei tempi che cambiano, pure per l’urbanistica, si pone però un quesito che può apparire retorico ed invece è di fondamentale sostanza. Dato per scontato il destino della ex Manifattura, nella redazione definitiva del piano urbanistico operativo rimarrà spazio per un recupero e una rivitalizzazione a fini pubblici di altri grandi contenitori che, altrimenti – prosegue Innocenti – saranno prima o poi anch’essi destinati ad un uso commerciale-abitativo-professionale, scelta che crea anche evidenti e non propriamente positive ricadute per il tessuto edilizio esistente, già in costante flessione di valori? Tornando ai decenni di annunci, idee, promesse e progetti, ci sarà concreto spazio nel nuovo strumento operativo in via di definizione per dare alla città e ai lucchesi gli agognati campus di studi e ricerca (se ne era parlato per l’ex psichiatrico di Maggiano), l’assolutamente indispensabile cittadella della salute nell’ex Campo di Marte (soprattutto per la riabilitazione e l’assistenza ai malati psichici, di Alzheimer e oncologici, agli anziani, ma anche come filtro prima di arrivare all’intasatissimo pronto soccorso), la cittadella degli uffici pubblici oggi dispersi nei punti più disparati del territorio, il centro sportivo che finalmente dia anche a Lucca una piscina e campi da tennis, pallavolo, basket degni di questo nome?”.

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