Pista ciclabile a San Vito, j’accuse di SiAmo Lucca: “Sventra giardini e parcheggi”

Sopralluogo di Santini e Borselli dopo la segnalazione di alcuni cittadini

“A San Vito, per realizzare una pista ciclabile, il Comune ha sventrato il giardino di un condominio popolare senza avvisare i residenti del palazzo: quando ce lo hanno segnalato pensavamo ad uno scherzo, e invece è purtroppo tutto vero”. A denunciare la situazione in via Petri sono i consiglieri comunali Serena Borselli e Remo Santini della lista civica SìAmoLucca. Che stamani hanno fatto un sopralluogo dopo essere stati avvisati dalla gente del posto.

“Alcuni abitanti in questo complesso hanno appartamenti di proprietà mentre altri sono in affitto – spiegano i due esponenti dell’opposizione – Ma nessuno ha avuto comunicazioni, né tramite convocazioni per l’illustrazione del progetto né tramite lettera. Così in questi giorni si sono visti arrivare gli operai, che hanno tagliato cordoli e siepi che delimitavano il giardino. Arroganza dell’amministrazione, pressappochismo o cos’altro? Un fatto è certo: quello che è accaduto ha veramente dell’incredibile, e testimonia ancora una volta lo scollamento che c’è tra il Comune e i cittadini”.

Ma non è tutto. Borselli e Santini puntano l’indice anche sulla progettazione generale della pista ciclabile. “Attraversa anche tutto il parcheggio di fronte alla scuola materna, la cui capienza verrà dunque drasticamente diminuita – sottolineano ancora – mentre altri tratti rimarranno troncati per mancanza di spazi. Noi siamo per la mobilità sostenibile, ma i percorsi per le biciclette non possono essere realizzati dove non ci sono le condizioni per farlo, e a danno di spazi verdi o aree di sosta. Se ci sono dei soldi da investire, almeno si spendano bene”.

Sulla vicenda i due esponenti della lista civica presenteranno un’interrogazione urgente al sindaco. “Infine vogliamo esprimere solidarietà ai residenti che da un giorno all’altro si sono visti attraversare il giardino dalla pista ciclabile – concludono Borselli e Santini -. Tra l’altro, aspetto non secondario, gli interventi non si stanno facendo in sicurezza e con le dovute protezioni”.

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