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Niente celebrazioni del 25 aprile a causa del virus

Anpi Lucca: "Ma i valori della nostra Costituzione tornino in primo piano"

“Rimettere al centro i primi 13 articoli della nostra Costituzione“. A dirlo è il presidente di Anpi provinciale di Lucca Filippo Antonini, a pochi giorni dal 25 aprile, festa che non potrà essere festeggiata come al solito a causa del coronavirus.

“Oggi, settantacinque anni fa – ricorda Antonini -, i partigiani e le partigiane scendevano giù dai monti e dalle valli, unendosi al popolo italiano, per liberare il nostro Paese dall’invasore nazista e dal fascista collaborazionista. Purtroppo, causa l’emergenza sanitaria che sta investendo tutto il Mondo, non ci è data la possibilità di festeggiare e ricordare questo importante anniversario come avremmo dovuto e desiderato”.

“L’Anpi – aggiunge -, con il grande senso di responsabilità che l’ha sempre contraddistinta nei momenti più difficili e bui della mostra Repubblica, da subito, ha cancellato le numerose iniziative organizzate sul territorio. Questo tuttavia non ci esime dal ricordare, anzi diviene più doveroso e di maggior significato, ricordare e riappropriarci del 25 aprile, quale giornata non solo di festa nazionale ma anche di lotta, ed in questi giorni, con più forza e convinzione, di vera e propria resistenza”.

“Oggi – aggiunge -, di fronte a questa terribile emergenza sanitaria, ha un valore ben più grande riscoprire gli ideali della Resistenza, i valori della Costituzione e l’esempio di quei partigiani e partigiane che scelsero la via dei monti, non solo per coraggio ma anche per dignità e riscatto, civile e morale, dopo vent’anni di dittatura fascista”.

“A maggior ragione, in questi giorni – prosegue -, i valori della Costituzione dovranno essere di insegnamento ed auspicio, oltre che sempre presenti nella Nostra testa e nei nostri cuori. Affinché da questa terribile emergenza sanitaria, oltre che ospedaliera, ci si esca tutti insieme, non lasciando indietro nessuno, con la massima solidarietà nazionale ed internazionale, rimettendo al centro del nostro agire quotidiano, sia individuale che collettivo, i grandi ideali della carta fondamentale. In particolare quell’articolo 32 della Costituzione, troppo spesso disatteso ed inapplicato da privatizzazioni e tagli alla sanità; schiacciato dalla riforma del titolo quinto, in cui una materia così delicata e strategica come la sanità è stata delegata alle regioni o stretto dall’articolo 81 della Costituzione, in cui si impone agli Stati europei il pareggio di bilancio, rafforzando di fatto una politica di austerità, a discapito dell’istruzione, della sicurezza, del sociale e della stessa sanità pubblica”.

“Rimettere, pertanto – prosegue Antonini – al centro del nostro agire politico, i primi tredici articoli della Costituzione ed i grandi ideali di libertà, uguaglianza e giustizia, riappropriandoci, appena finita l’emergenza, come la storia ci ha sempre insegnato, delle strade e delle piazze, ponendo con forza il grande tema della partecipazione e della rappresentanza nel Paese”.

“La Costituzione, i nostri partigiani e partigiane, ci parlano, dialogano con noi – spiega – ed è nostro compito saperli ascoltare e trarne l’insegnamento massimo, ora come allora, in cui affermavano che ‘più il nemico è forte e meno bisogna aver paura’, perché come come ripeteva il grande giurista Calamandrei: ‘Vivi e presenti con noi/finché in loro/ ci ritroveremo uniti/ morti per sempre/ per nostra viltà/ quando fosse vero/ che sono morti invano’”.

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