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Centri estivi, orari flessibili per controllare ingressi e uscite in vista della ripartenza

In commissione politiche formative la road map per garantire le iniziative educative dopo il lockdown fra attività all'aperto e comunicazioni a distanza

Minori e emergenza sanitaria. Come garantire la continuità della formazione? Come garantirla a tutti, in ugual misura? Problemi concreti e difficili, su cui è chiamata a confrontarsi la commissione comunale alle politiche formative.

L’ultima seduta martedì scorso, in modalità virtuale, ha affrontato tre tematiche: l’analisi delle condizioni per progettare la graduale attivazione di iniziative educative estive; l’aggiornamento del progetto Lucca In; le novità introdotte dalla delibera regionale 533 del 21 aprile sulle attività a distanza dei nidi.

È forte l’appello del ministero della famiglia sulla necessità di riattivare iniziative educative estive. In previsione, c’è un finanziamento governativo di 150 milioni, ma la Regione Toscana, attraverso assessore Grieco ha già messo a disposizione 2 milioni: “Le famiglie ci chiedono di riattivare esperienze sociali e comunicative per bambini e adolescenti – spiega Ilaria Vietina, assessora del comune di Lucca alle politiche formative, di genere e alla continuità della memoria storica – È necessario provvedere a creare servizi estivi adeguati sia perché i minori hanno sofferto l’isolamento in misura maggiore del resto della popolazione, sia tenendo conto delle esigenze di lavoro dei tutor”.

“In questa settimana abbiamo ricevuto segnali anche a livello nazionale: si è espressa l’Anci, riprendendo la proposta della Toscana di incentivare le attività all’aperto, in linea con le scelte che il nostro comune ha fatto già da tempo – continua l’assessora – In una lettera a tutti i dirigenti scolastici, il nostro ufficio evidenzia che data la particolare situazione e anche le direttive del ministero, chiederemo di utilizzare tutti gli spazi delle scuole con preferenza per esterni. La mappatura sarà completa alla fine prossima settimana, e avremo il quadro completo di tutte le località dove poter realizzare attività estive. Un’ulteriore mappatura riguarda gli impianti sportivi e altre tipologie di luoghi: per questa avremo bisogno di altri 10 o 15 giorni, ma per fortuna il nostro territorio è molto ricco di questi ambienti, e sappiamo che ce ne saranno a sufficienza per poter realizzare molte attività in contemporanea”.

Una ‘outdoor education’, quindi, che sarà possibile solo nel rispetto di determinate misure di cautela igienico-sanitarie: “Le attività si organizzeranno in piccoli gruppi – spiega la Vietina – indicativamente di tre per i piccolissimi, in numero crescente con il crescere dell’età. Ogni gruppo sarà seguito dagli stessi educatori, che avranno contatti solo con quel singolo gruppo”.

Cambieranno inoltre le modalità orarie, più flessibili in previsione di un momento di ingresso e uscita prolungato: “I bambini potranno essere accolti a orari diversi anche con più turni, per avere un ingresso graduale senza assembramenti. All’entrata saranno attivate forme di triage per individuare sintomi, come la misurazione della temperatura. Per questo – spiega l’assessora – sarà necessario programmare una formazione adeguata agli educatori, estesa anche all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale”.

Inoltre, proprio per rispettare le norme di sicurezza sanitaria, cresce la richiesta di operatori nel settore formativo. Non solo educatori professionisti, l’invito a partecipare si estende anche a soggetti che già gli anni passati hanno gestito attività estive, ad associazioni del terzo settore e che si occupano di ragazzi oltre i 16 anni, che a loro volta possono diventare volontari nell’accostarsi e accompagnare educatori e animatori nelle attività: “La scelta privilegerà giochi individuali, di coppia o in piccoli gruppi, in modo che i ragazzi possano controllare il distanziamento in modalità il più possibile rasserenanti per loro. Ovviamente, massima attenzione sarà riservata ai principi di igiene e pulizia, con la sanificazione di spazi e materiali. In questa direzione iniziamo a lavorare nelle prossime settimane – continua la Vietina – Le risorse da individuare attengono a quelle disposte dal ministero della famiglia e dalla Regione Toscana, e aspettiamo disposizioni dal ministero dell’istruzione. Sarà necessario attingere anche a risorse comunali, in una misura che dovrà essere quantificata, man mano che l’ufficio procede nel rideterminare una modulazione del bilancio del settore appropriata alla gestione di questa emergenza”.

Risorse che il Comune ha già messo in campo, finanziando il progetto Lucca In insieme ad altri 27 partner della Piana. Compreso nel fondo per il contrasto alla povertà educativa, il progetto ad oggi sta proseguendo, per quanto possibile, secondo diverse modalità: “Alcune attività, come il supporto alla genitorialità per mamme in gravidanza con incontri per coppie, stanno procedendo in maniera digitale: quindi le associazioni che gestiscono questi progetti stanno incrementando notevolmente il loro monte orario, che era quasi terminato, supportando i tutori con generosità in questo momento in cui la maternità si fa più complessa e tesa- spiega la dottoressa Giulia Cordella, coordinatrice del progetto – Allo stesso modo, anche le altre attività in presenza sono continuate in digitale. Quindi abbiamo animato la pagina su Facebook molto più di quanto facevamo prima, e lavoreremo anche sul blog di progetto in accordo con Roma: infatti, è stata creata una pagina speciale Resto a casa ma imparo ugualmente dove confluiscono le attività di tutti i progetti nazionali che come a Lucca sono stati finanziati all’interno del contesto per il contrasto alla povertà educativa, nel bando ‘prima infanzia’. Cosa che verrà fatta anche per gli altri bandi delle elementari e superiori, attivati dopo il nostro”, racconta la coordinatrice.

Le attività del progetto Lucca In si sono quindi adattate all’emergenza, riarticolandosi in tre forme. Con proposte dirette: attività laboratoriali all’aperto, in particolare corsi di educazione motoria online per genitori e bimbi insieme, in linea con la caratteristica originaria del progetto: sposare l’approccio dell’educazione all’aperto, con un particolare focus sull’educazione motoria.

Proposte di orientamento delle famiglie nel mare magnum del web, pieno di iniziative per bambini non sempre di qualità: “Noi abbiamo provato a selezionarle, concentrandoci sulle tematiche delle emozioni e della paura. Sono state svelate ai genitori le conoscenze degli educatori sul perché si propongono alcune attività invece che altre, cosa che ha reso mamme e papà più consapevoli e preparati ad affrontare la relazione col bambino in questo difficile momento – spiega la dottoressa Cordella – Infine, la terza attività su cui ci siamo mossi è la realizzazione di piccoli kit da destinare alle famiglie in carico ai servizi sociali perché il nostro progetto si muove fondamentalmente in contrasto alla povertà educativa. Sappiamo infatti che le famiglie in difficoltà non sempre riescono ad accedere a forme di didattica online, ai contenuti del web e a connettersi, oppure a comprendere la lingua. Quindi abbiamo costruito kit pratici che verranno consegnati non appena avremo l’ok del servizio sociale, che propongono una serie di attività con materiale sia naturale che destrutturato. Vogliamo lanciare il messaggio alle famiglie che si può costruire un’attività pedagogicamente significativa anche con poco”, conclude.

Nella stessa direzione, grazie al supporto della Regione Toscana, il Comune si è mosso anche per i più piccoli. Infatti, con la delibera regionale 533 del 21 aprile la Toscana ha permesso di modificare il progetto originario previsto dai fondi europei Por Fse, che riguarda la presenza dei bambini negli asili nido fino a febbraio 2020: “È una delibera che si inserisce in un percorso annuale cominciato nell’aprile maggio 2019, con un bando europeo cui ha aderito il comune di Lucca ottenendo un finanziamento importante, utilizzato, in particolare, per acquistare nell’ambito dei nidi privati accreditati, 38 posti – spiega la dottoressa Marina Ciccone, responsabile comunale per servizi educativi della prima infanzia – Quest’anno siamo riusciti ad acquistare tutti i posti richiesti, quindi 38 bambini divisi su 2 nidi: Lo scirocco e Il sole e la luna. La restante parte dei finanziamenti è finalizzata a sostenere il sistema: ovvero garantire servizi di accoglienza ed educazione di qualità, per rompere il circuito di svantaggio sociale che si innesta fin dai primi anni di vita”.

Un progetto che grazie alla delibera regionale, ripartirà questa settimana interessando i mesi di sospensione forzata dei servizi: maggio e giugno, salvo che non si possano riprendere le attività in presenza con le nuove modalità. Si utilizzerà la comunicazione a distanza, chiedendo ai gestori dei nidi di garantire una relazione online fra le educatrici e le famiglie. Queste verranno avvertite con una lettera già predisposta e già in distribuzione, e le educatrici entreranno in contatto con loro per definire il numero e gli orari di questi appuntamenti: “La rimodulazione del progetto è stata fatta con un’offerta educativa on line da parte delle educatrici, che in piccoli gruppi porteranno a termine le attività svolte nei primi mesi di sospensione. La nostra idea – spiega la responsabile Ciccone – era appunto modulare il progetto in modo che le famiglie e i bambini non fossero abbandonati in questa fase conclusiva dell’anno. Le addette offriranno una serie di attività come filastrocche, canzoncine e attività laboratoriali. È una sperimentazione che tiene conto della tenera età dei bambini”.

Osservazione cui si associa la Vietina: “Si tratta di una esperienza molto particolare, trattandosi di una relazione con famiglie con bambini molto piccoli. Noi ci auguriamo che questo possa contribuire a mantenere il legame fra bambini e le loro educatrici, e pensiamo che nel mese di giugno sarà possibile realizzare alcune attività in presenza, anche in forma individualizzata, in modo da poter dare ai minori una conclusione dignitosa di questo anno educativo, in un contesto che per loro più che per l’altra parte della popolazione è stato sicuramente sconvolgente – spiega l’assessora alle pari opportunità – Il nostro coordinamento pedagogico comunale, insieme al coordinamento pedagogico di tutti i soggetti che gestiscono i nidi interessati, stanno lavorando con forte impegno in questa direzione”.

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