Inquinamento della falda all’ex caserma Lorenzini, opposizione chiede Consiglio straordinario

Raccolte le firme per l'assise che si dovrà tenere entro 20 giorni: "Il Comune smetta di nascondersi"

“Un consiglio comunale straordinario sulla vicenda dell’inquinamento all’ex Caserma Lorenzini e sulla destinazione futura dell’area”. È quello che si dovrà tenere entro 20 giorni, come prevede il regolamento, dopo che i consiglieri di opposizione Marco Martinelli e Simona Testaferrata (centrodestra), Serena Borselli, Cristina Consani, Alessandro Di Vito,  Remo Santini e Enrico Torrini (lista civica SiAmoLucca),  Fabio Barsanti (Casa Pound) e  Massimiliano Bindocci (Movimento 5 Stelle) hanno raccolto le firme necessarie al suo svolgimento.

È stato infatti accertato come le acque superficiali siano inquinate – spiegano i sottoscrittori della richiesta – ma il Comune in tutti questi anni ha nascosto la vicenda ai lucchesi. È dal 2015, infatti, che la giunta Tambellini è a conoscenza del grave problema che riguarda la falda, e riteniamo sia giunto il momento di fare chiarezza una volta per tutte. L’amministrazione aveva affidato addirittura l’incarico per effettuare i lavori di bonifica, ritirandolo in un secondo momento. Perché inizialmente si voleva procedere a risolvere la questione ambientale e adesso sembra si faccia finta che non sia mai esistita?”. Sulla vicenda, nelle settimane scorse, era stata presentata un’interrogazione (che non ha ricevuto risposta) a cui adesso segue la volontà di aprire un dibattito nella sede istituzionale per eccellenza, con la possibilità di interventi di cittadini, associazioni e professionisti.

“L’amministrazione Tambellini essendo venuta a conoscenza da anni che nel sottosuolo della ex-caserma Lorenzini ci sono due cisterne che hanno sversato nel terreno carburanti, aveva l’obbligo di informare subito il consiglio comunale e di conseguenza la città. Questo non è mai avvenuto e purtroppo le criticità sono sempre presenti e  potrebbero ulteriormente peggiorare – prosegue la nota – Questa situazione si porta dietro anche le scelte strategiche per il futuro dell’intera area del complesso dismesso. Infatti i vari progetti annunciati per il recupero dell’area mettendola a servizio della città con la realizzazione di un parcheggio e altre funzioni, sono rimasti lettera morta. Noi vogliamo chiarezza sia sui rischi per la salute dei cittadini sia sul futuro di questa area strategica, che pare bloccata proprio a causa dell’emergenza ambientale. Al Comune diciamo: basta nascondersi”.

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