Commercio, Pasquini riapre la partita affitti: “Il governo intervenga per tutelare proprietari e locatari”

Il direttore di Confcommercio in pole per la corsa alla presidenza: "Dobbiamo puntare su turismo di prossimità e sul mantenimento della vita sociale"

“Intervenire al più presto per regolamentare l’enorme zona grigia rappresentata dagli affitti dei fondi commerciali”: è l’appello lanciato di nuovo da Confcommercio Imprese per l’Italia di Lucca e Massa Carrara tramite il direttore Rodolfo Pasquini.

Il calo dei consumi dettato dal dilagare del Covid19 restituisce, anche nella città murata, uno scenario che resta preoccupante: la liquidità disponibile è scesa in picchiata, la ripresa continua ancora ad essere graduale e molte forme di supporto finanziario non sono ancora state percepite. In tutto questo si inserisce il braccio di ferro silenzioso tra locatari e conduttori, senza – per il momento – alcuna forma di tutela per entrambe le categorie. 

“Siamo stati fin da subito critici nei confronti del decreto Cura Italia – commenta Pasquini – perché, nella sostanza, si costringono le attività ad indebitarsi per poter uscire dalla crisi. Tutte le forme di contributo erogate, inoltre, stanno andando incontro a ritardi e difficoltà: ora dovrebbero essersi sbloccati i finanziamenti per le imprese fino alla soglia dei 25mila euro, anche se molte restano ancora in attesa. Stesso discorso per la cassa integrazione: chi ha potuto anticiparla ai propri dipendenti lo ha fatto, seppur con notevoli sforzi, ma in molti casi non si è ancora vista. Adesso si parla di una proroga per quattro settimane, ma intanto dovrebbero arrivare le prime richieste. Per quanto concerne l’indennità dei 600 euro – conclude la fotografia del momento – seppur con qualche ritardo le cose sono andate meglio, ma non sono stati tutelati coloro che avevano situazioni debitorie pregresse con gli istituti di credito e che, quindi, quei soldi non li hanno mai visti. Di tutto questo abbiamo informato gli organi competenti, tra cui anche la Camera di Commercio e la Prefettura”.

A livello locale, ricorda Pasquini, si è cercato di arginare i devastanti effetti economici prodotti dalla pandemia: “Anche se a macchia di leopardo – rileva – un po’ ovunque si è provveduto a cancellare o posticipare le tasse. Il suolo pubblico? Bene averlo abolito per un periodo, ma ai ristoratori continuano a mancare i clienti”.

Uno scenario all’interno del quale si colloca la questione affitti: “Un tema importantissimo – l’appello del direttore – perché si tratta di una contrattazione tra privati. In alcuni casi si riesce ad arrivare ad un accordo, ma esiste ancora uno zoccolo duro di proprietari che non intende rivedere le proprie pretese. Serve quindi una normativa del governo per tutelare sia chi è in affitto e non ha le stesse disponibilità ante-Covid, sia i locatari. A chi possiede un fondo però diciamo: attenzione, l’unica via è quella della negoziazione. Non sarà per nulla facile, infatti, trovare eventuali nuovi conduttori disposti a pagare gli affitti di un tempo: dobbiamo tutti quanti rivedere le nostre aspettative, capire la fase che stiamo vivendo e ripartire uniti. In questo il governo ci deve agevolare”.

Per Pasquini “Lucca soffre per il fatto che il suo commercio è prevalentemente legato al turismo, che si trova in sofferenza a trecentosessanta gradi”. L’occasione è propizia, tuttavia, per ripensare le regole d’ingaggio: “Ora dobbiamo concentrarci sul turismo di prossimità e sul mantenimento della vita sociale che, in questo momento, sta riprendendo grazie ai giovani che tornano a popolare con prudenza le attività. Bar e pasticcerie stanno riprendendo gradualmente, grazie agli uffici che tornano ad essere frequentati. Tuttavia – specifica – i ristoratori continuano ad essere in sofferenza, così come i negozi. Che dire poi degli albergatori e delle guide turistiche che hanno sostanzialmente visto cancellata la loro attività?”.

Una cosa è certa: anche questa ripresa, come altre che si sono succedute storicamente, sarà accompagnata da Confcommercio che, con le prossime elezioni del 9 luglio, rinnoverà i suoi vertici dopo il doppio mandato presidenziale di Ademaro Cordoni. In questo senso, in attesa della chiusura delle candidature fissata per il 9 giugno si parla di una possibile presidenza dello stesso Pasquini, con il ruolo direttivo che, invece, passerebbe alla sua attuale vice, Sara Giovannini. 

“Fino ad oggi – conclude Pasquini, che non fa cenno all’ipotesi candidatura – abbiamo dimostrato di saper superare i momenti di crisi, come quella che si è verificata nel 2008. Abbiamo mantenuto saldi i rapporti con le aziende, i posti di lavoro dei dipendenti e i nostri obiettivi. Abbiamo anche allargato i nostri confini e continueremo a farlo anche con il nuovo mandato: l’attività proseguirà a pieno ritmo”.

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