Fondazione Banca del Monte di Lucca, oltre 1,6 milioni di avanzo ma l’incognita è il post-Covid. A settembre ripartono le mostre foto

Il presidente Landucci guarda al futuro: "Confronto fra enti per evitare manifestazioni doppione o eventi inutili e promuovere lo sviluppo del territorio

Fondazione Banca del Monte di Lucca, buoni dati dal bilancio ma l’incognita è il post-Covid.

È un continuo rimbalzo fra passato, in salvaguardia, e futuro tutto da costruire l’analisi del documento da parte del presidente Oriano Landucci, accompagnato dai due vice, Fosco Bertoli e Andrea Palestini e dal segretario generale Giuseppe Bartelloni.

I dati, se si guarda al 2019, sono buoni, in linea con quelli degli anni passati. Il conto economico, infatti, si è chiuso con un avanzo di oltre 1,6 milioni di euro al netto delle imposte.

“Nonostante la possibilità di prorogare il termine di approvazione – spiega Landucci – per l’emergenza Covid, che ha dato come termine il 30 di giugno, abbiamo voluto anticipare di qualche giorno l’approvazione. L’avanzo è leggermente inferiore rispetto a quello del 2018 ma va tenuto conto che fra il 2018 e il 2019 c’è stato un piccolo calo del patrimonio per investimenti sulle banche conferitarie. Di certo, a parità di patrimonio, qualche anno fa si poteva assistere a dei rendimenti più alti, ma in passato era più alta anche l’inflazione. Se oggi, quindi, siamo salvaguardati dall’inflazione anche la rendita è decisamente più bassa, invisibile se non negativa, per la presenza di mercati con grossa volatilità. Nonostante tutto questo le nostre performance sono buone, visto il rapporto fra avanzo di esercizio e patrimonio (49,1 milioni di euro nel 2019) che è pari al 3,33 per cento, con gli investimenti che hanno reso abbondantemente oltre il 6 per cento”.

Un avanzo di bilancio che, come mission della Fondazione, non è fine a se stesso ma è destinato al territorio e al finanziamento dei progetti. “Nel 2019 – spiega ancora Landucci – le erogazioni sono leggermente cresciute (circa del 20 per cento, ndr) rispetto all’anno precedente nei settori indicati dallo statuto. La gran parte degli oltre 1,2 milioni di euro è andata verso progetti di terzi mentre circa 294mila euro sono stati destinati a progetti propri della Fondazione come l’utilizzo per eventi e per mostre del Palazzo delle Esposizioni”. La capacità di erogazione rispetto al patrimonio, nell’ultimo triennio, è stata in continua crescita.

Nel dettaglio per un totale di 220 progetti 724mila euro circa sono stati destinati per arte, attività e beni culturali, 224mila per volontariato, filantropia e beneficenza e circa 6mila per progetti per l’ambiente, tutti dati in crescita rispetto all’anno precedente. Finanziamenti in leggero calo, invece, nei settori dell’educazione, istruzione e formazione (153mila euro) e dello sviluppo locale (146mila euro). “I fondi – spiega Landucci – per volontariato e beneficenza sono inevitabilmente destinati ad aumentare quest’anno, ma non perderà posizioni la cultura”.

Fra i progetti realizzati nel 2019 dalla Fondazione da ricordare le otto mostre d’arte ospitate al Palazzo delle Esposizioni, gli Incontri con le Eccellenze e l’attività di Memorie di Lucca, particolarmente impegnata nel completare il progetto su riscoperta e valorizzazione della figura di Don Domenico Martinelli e alla riscoperta di Maria Luisa di Borbone.

Messo il punto al 2019, però, la criticità si presenta per il futuro, recente e prossimo: “Con marzo – dice Landucci – è iniziata tutta un’altra epoca. Al di là del dramma che abbiamo vissuto davanti a noi ci sono le macerie dal punto di vista sociale, dell’occupazione e dell’economia. È il 2021 l’anno in cui ci si gioca la ripartenza globale e in questo senso le fondazioni, gli enti pubblici e il volontariato devono fare gruppo e realizzare tanti progetti coordinati che tendano a stimolare lo sviluppo di cui c’è bisogno”.

“Una situazione come quella del 2020 – prosegue il presidente – non l’avevo mai neanche immaginata. E dire che l’inizio dell’anno era stato molto positivo, poi tutto si è bloccato. Abbiamo dovuto rinunciare e rimandare alcune iniziative a cui tenevamo molto: una mostra su Matteo Civitali legata al ritrovamento e al restauro di un busto di cristo sofferente davvero eccezionale e un altro progetto sui pittori lucchesi di ispirazione caravaggesca meno noti a Lucca come Sigismondi e Paolo Guidotti. Cosa faremo dopo l’emergenza? Intanto recupereremo tutto quello che avremmo dovuto fare in questi sei mesi come eventi, progetti e mostre”.

A settembre, in particolare, ripartono le mostre al Palazzo delle Esposizioni. “Faremo – dice Landucci – una mostra sulle manifatture Chini, quindi sul liberty. Un evento che sarà arricchito anche da una vasta parte documentale, con atti molto vecchi e mai valorizzati dell’Istituto Storico Lucchese”.

L’incognita sono i progetti di terzi: “Su questi – ammette Landucci – dobbiamo interrogarci. Molti ci hanno avvicinato e hanno autonomamente proposto di spostare tutto al 2021. Credo che sia necessario confrontarsi con gli altri enti e associazioni per non creare doppioni o eventi inutili. I finanziamenti dovremo finalizzarli bene per stimolare e sviluppare il turismo e il sistema locale nel suo complesso”.

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