“Scuola riparta in sicurezza a settembre”, nuovo presidio in piazza San Michele

Iniziativa in contemporanea con altre 40 città italiane. Gli organizzatori puntano il dito contro il taglio delle cattedre

Anche a Lucca, come in altre 40 città italiane, si è tenuto un nuovo presidio per la riapertura in sicurezza delle scuole a settembre, all’interno della nuova giornata di mobilitazione nazionale. In piazza San Michele c’erano il comitato Priorità alla Scuola di Lucca, i Cobas Scuola Lucca, Potere al Popolo Lucca, il Comitato nazionale docenti precari (Cndp) e il Coordinamento nazionale precari scuola (Cnps),

“La comunità scolastica ha bisogno di ripartire in presenza a settembre – spiegano i promotori – bambine, bambini, giovani, insegnanti, Ata, lavoratori, lavoratrici e famiglie hanno resistito per tre mesi – materialmente e psicologicamente – per far fronte a un’emergenza.  Dopo questo enorme sforzo collettivo e quando ormai tutte le attività produttive del paese sono già riavviate, è ora di dire basta: la comunità scolastica ha bisogno di ripartire in presenza e senza Dad o forme miste in tutti gli ordini di scuola a settembre, perché senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, non c’è uguaglianza, non c’è crescita – né umana, né economica”.

“Per questo ribadiamo alcune richieste fondamentali – prosegue la nota – che qui a Lucca sono già state enunciate nei presidi del 23 maggio e del 9 giugno e nella lettera aperta che due settimane fa ha raccolto oltre 350 adesioni: risorse straordinarie per il rilancio della scuola; riduzione del numero degli alunni per classe ( massimo 15); assunzione straordinaria di tutti i docenti con 36 mesi di servizio e degli Ata con 24 mesi dalle Gae, dalle Gm e con concorsi per soli titoli; impegno di Comuni e Provincia a trovare spazi nuovi o dismessi per tutte le scuole di ogni ordine e grado; investimenti strutturali per l’edilizia scolastica; prevenzione sanitaria nelle scuole. Di contro, non sono accettabili la riduzione del tempo scuola, le esternalizzazioni (tutto lavoro precario) per completare il tempo scuola, le lezioni di 40 minuti e la conferma della Dad come parte strutturale dell’orario di scuola. Purtroppo, il ministero dell’ostruzione e gli Usr si stanno muovendo “in direzione ostinata e contraria”: hanno applicato i vecchi criteri per la formazione delle classi, ma con la riduzione degli alunni, dovuto alla mancanza di “ripetenti”, ciò ha significato tagliare le classi già concesse prima del Covid 19, provocando di fatto un incremento di alunni per classe e numerose classi con oltre 30 alunni, tra cui spicca l’ipotesi di una classe di 35 alunni in una scuola superiore di Borgo a Mozzano. Con questi numeri come si fa a garantire il distanziamento? Inoltre, è notizia ormai confermato, e già denunciatao, il taglio di 43 cattedre nelle scuole della provincia di Lucca, che corrispondono a circa 50 classi in meno: un clamoroso dietrofront da parte dell’Ufficio scolastico regionale, che aveva annunciato il congelamento di tale taglio”:

“Chiediamo, quindi – concludono – le dimissioni della ministra Azzolina per dare un segno di discontinuità nella linea politica portata avanti dal governo: non sono più accettabili la confusione e i continui cambi di posizione delle ultime settimane e, soprattutto, lo stanziamento di soli 1,5 miliardi di euro per il rilancio della scuola, peraltro destinati in buona parte alle attrezzature digitali e alla didattica a distanza. Tali fondi vanno moltiplicati almeno per 10 volte per un intervento straordinario per l’edilizia scolastica e il potenziamento degli organici. E questa volta i fondi ci sono, visto che con il recovery fund arriveranno dall’Unione Europea circa 170 miliardi, che vanno destinati prevalentemente a scuola, sanità, trasporti e ai servizi pubblici in generale”.

Foto di Paolo Pinori

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