Accessibili e accoglienti, il progetto per i parchi giochi di San Donato e Saharawi

Gabriele Bove: "I due spazi sono stati ripensati totalmente per essere sicuri e semplici da frequentare"

Più accessibile  e più accogliente. Parte da qui il progetto di riqualificazione che sta dietro ai lavori a due parchi giochi molto frequentati del territorio, piazzale San Donato in centro storico e Saharawi a San Concordio, dietro la biblioteca popolare.

“Dopo decenni di incuria o di interventi non coordinati – spiega l’assessore Gabriele Bove -, l’amministrazione Tambellini, grazie al progetto quartieri social e a un programma strutturato di interventi, ha messo assieme un piano di valenza urbanistica e di visione complessiva che connette come una rete le zone più esterne della città al centro storico. In questa ottica la volontà è di ridisegnare interi quartieri dotandoli di spazi comuni dove i cittadini possano riallacciare quei rapporti sociali che si sono spesso interrotti nell’architettura residenziale dei decenni passati trasformando quelli che una volta erano soprannominati ‘quartieri dormitorio’ in quartieri di nuovo vivi, dove le relazioni fra cittadini e i collegamenti di mobilità alternativa, gli spazi gioco danno il senso di una riacquisita sicurezza e cittadinanza condivisa”.

“In questo contesto anche due interventi fisicamente lontani, la riqualificazione dei parchi giochi Saharawi a San Concordio e di quello di Piazzale San Donato, assumono un valore di rinnovamento urbano e di riappropriazione per i cittadini di spazi comuni nuovi, funzionali e valorizzati esteticamente – conclude -. I due parchi sono stati ripensati totalmente accessibili anche per disabili. Questo significa che non solo saranno semplici da frequentare per tutti, bambini, anziani, disabili, ma grazie all’eliminazione delle barriere architettoniche, con pedane e superfici in materiali per il calpestio e assorbenti e con la cura del verde, saranno più sicuri e più accoglienti per tutti. Un’occasione importante che ha visto anche la collaborazione nella progettazione condivisa con alcune associazioni”.

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