Niente suolo pubblico fino alla fine dell’anno, via libera agli aiuti

Approvata la misura in Consiglio comunale ma è polemica sul sostegno alle attività in crisi per il coronavirus

Suolo pubblico gratis fino alla fine dell’anno per le attività commerciali. La misura decisa dalla giunta Tambellini per dare ossigeno, soprattutto ad esercenti e commercianti, piegati dal crollo di affari per l’emergenza coronavirus, è stata approvata a maggioranza dal consiglio comunale di questo pomeriggio (17 luglio). Il tema della discussione è stato quello relativo alle concessioni in materia di suolo pubblico e all’applicazione del relativo canone (Cosap) e viene illustrato dall’assessore Valentina Mercanti. La questione innesca fin da subito un acceso dibattito tra maggioranza e opposizione, che, con il consigliere del centrodestra, Marco Martinelli, ha chiesto maggiori sgravi per le attività.

Martinelli: “Cosap? Coperture dal governo. Il Comune incrementi gli aiuti”

E’ stato del resto il consigliere stesso a passare tra i primi all’attacco sostenendo che “chi opera il taglio della tassa sul suolo pubblico è il governo italiano. A livello mediatico è passata l’idea che il provvedimento era dell’amministrazione ed andava ad incidere sulle casse comunali, ma non è vero, lo dimostra il decreto legge indicando anche la cifra di 307mila euro come mancato introito dalla tassazione. Da parte nostra – rileva – chiediamo che venga ampliata la platea di chi deve ricevere il contributo per l’affitto e che vengano estesi gli aiuti e gli sgravi alle attività economiche“. Martinelli chiede inoltre che venga chiarito perché, nel testo della delibera, si alluda a una tassazione pari allo 0,01% invece che allo zero: sul punto Mercanti replica che si tratta di una mera questione interpretativa.

Secondo il consigliere Fabio Barsanti “queste misure vanno a restituire alle attività quanto le è stato tolto a livello di tassazione negli ultimi anni”, mentre Torrini chiede di osare di più: “facciamo il più possibile per dare aiuto ai commercianti, senza dimenticarci delle nostre periferie”.

Non ci sta invece il consigliere M5S Massimiliano Bindocci: “Mi sembra una cosa ipocrita questo inno alle imprese e se va fatto bisogna che sia fatto per tutte, non solo a quelle del centro storico. Abbiamo affrontato una waterloo e questa è una risposta totalmente parziale e contraddittoria, solo una soluzione di facciata”.

Mercanti tuttavia replica che il centro storico è quello che sta pagando di più gli effetti del Covid: “La situazione è oggettivamente peggiore rispetto a quello che succede fuori, ma fortunatamente Lucca non rientra tra quelle città che vivono solo di turismo. Da noi la situazione è grave, ma non drammatica come altrove. Il tema delle imprese – rileva – è ancora più centrale oggi. In questi mesi abbiamo cercato di promuovere la città, non siamo stati fermi e gli aumenti passati – rivendica – sono serviti: in quel momento i locali del centro storico erano i veri beneficiari dell’indotto globale ed era giusto che pagasse di più. Non mi risultano – la staffilata – proposte da parte dell’opposizione: i teatrini in questo momento non servono, la gente ha bisogno di risposte”. Poi, sulle tredici versioni diverse della delibera – punto evidenziato da Bindocci – Mercanti ricorda come “ci sono alcune regole folli a livello nazionale che, in un momento di pandemia globale, mi fanno pensare che questo sia un Paese di pazzi”.

Il consigliere Fdi Nicola Buchignani, dal canto suo, punta il dito sulla eccessiva burocrazia che permea il paese: “domandiamoci cosa succederà a settembre se il mercato non riprende. Il turismo non c’è – osserva – e i lucchesi che escono la sera sono ragazzi che non fanno testo. Di mattina e di pomeriggio la città è deserta, dunque ben vengano gli aiuti. Molti bar sono chiusi al mattino perché non hanno lavoro e quando arriverà l’autunno, senza i Comics a pieno regime, andrà anche peggio. Credo che la vera svolta si potrà registrare soltanto verso Natale, a patto che Lucca venga proposta come una città davvero attrattiva”.

Al termine della discussione luce verde per la delibera con 20 voti favorevoli (8 astenuti e 1 contrario, ok anche per l’immediata eseguibilità).

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