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Lavori a San Concordio, Mei: “Taglio degli alberi d’accordo con i comitati? Una bugia”

La rappresentante dei comitati: "I verbali degli incontri con l'amministrazione dimostrano la nostra posizione"

“Il progetto per il parcheggio di piazzale Aldo Moro prevedeva, fino alla variante del maggio 2020, il mantenimento dei tre grandi cedri del Libano, piante sane e vigorose di cui il Comune evidentemente riconosceva la preziosità”. A rispondere così alle affermazioni dell’amministrazione è Clara Mei, anima dei comitati di San Concordio.

“Nella nota stampa di ieri – dice – il Comune ha affermato che la variante di maggio, che invece ha previsto per la prima volta l’abbattimento di due dei grandi cedri e di un acero, era stata “concordata con  i comitati”. Siccome non è vero neanche lontanamente, e siamo in possesso dei verbali, controfirmati dal vicesindaco Lemucchi e dal consigliere Olivati che hanno partecipato all’ultimo incontro fatto con i rappresentanti del comitato per San Concordio, che lo dimostrano, sarebbe opportuno che il Comune dicesse quali altri comitati ha incontrato, chi vi ha partecipato ed in che data, e producesse il relativo verbale, sennò sono chiacchere, anzi, nel caso specifico, sono grossolane bugie, dette da chi ha talmente poco il coraggio delle proprie sciagurate azioni, da cercare di farne cadere sugli altri la responsabilità”.

“Nello specifico – dice Mei – ci sono stati due incontri sul progetto di piazzale Moro tra i rappresentanti del Comune di Lucca e quelli del comitato Per San Concordio, uno il 27 novembre 2019 e uno il 3 marzo 2020. Nell’incontro del 27 novembre la richiesta del comitato per la aiuola nord di piazzale Moro era di “conservarla con tutte le piante in essa presenti”, come verbalizzato e controfirmato dal vicesindaco dal consigliere “per presa visione e senza impegni specifici in merito alle richieste”. Dell’incontro del 3 marzo, nell’imminenza della variante di maggio, non è stato redatto alcun verbale perché i rappresentanti del comitato Per S.Concordio hanno abbandonato il tavolo per protesta, visto che il Comune si stava rimangiando tutte le promesse ed accordi fatti in precedenza, cosa peraltro denunciata sulla stampa nel giorno seguente”.

“Quindi, come fa il Comune a ritenere che la richiesta di “conservare l’aiuola nord con tutte le sue piante”, di cui i tre cedri del Libano erano le più importanti e rappresentative, fosse un accordo a tagliarle? – conclude Mei – O non sa fare a leggere e non capisce quello che sottoscrive, o fa una mistificazione totale della partecipazione e dice bugie grosse come case”.

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