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“No alla piazza coperta nell’area ex Gesam”, comitati consegnano 950 schede del ‘referendum’ fra i cittadini foto

Protesta sotto le finestre di Palazzo Orsetti: "Basta cemento, il Comune non ci ascolta"

Salvaguardiamo il Porto della Formica e il Chiesone dell’ex gasometro dall’impatto della nuova costruzione della piazza coperta”. Questo ciò chiedono ancora ad alta voce i rappresentanti, una decina questa mattina, dell’associazione Amici del Porto della Formica, Comitato Per San Concordio e l’associazione culturale Quartiere San Concordio che questa mattina (29 luglio), sotto le finestre di Palazzo Orsetti, hanno indetto una protesta pacifica seguita dalla protocollazione di una petizione – la seconda – in merito al nuovo appalto della costruzione di un’area coperta negli spazi ex Gesam.

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“La prima petizione, presentata esattamente un anno fa al sindaco Tambellini – ha spiegato Clara Mei, referente dei comitati – è rimasta fino ad oggi senza risposta. Stamattina siamo qui per riprovarci”.

Il progetto della piazza coperta

Come hanno ricordatoo questa mattina anche i rappresentanti dei comitati di San Concordio, il Comune di Lucca sta per appaltare la costruzione di una piazza coperta all’incrocio tra via Consani e via della Formica,utilizzando oltre 6 milioni di euro di finanziamenti pubblici denominati Quartieri social”. La costruzione prevede una grande tettoia di circa 2mila metri quadrati che si sviluppa su tre piani fuori terra e uno interrato. “Nella periferia di Lucca – come spiegano i comitati – non esistono altri edifici con una pianta di così grandi dimensioni”.

Lo stesso ‘Steccone’, sulle quali si erge questa nuova struttura, occupava solo una parte della platea, mentre questa futura piazza coperta la occuperebbe interamente. La nuova costruzione quindi, ribattezzata ‘pensilone’ per la sua forma, disterebbe solo pochi centimetri dalle strutture interrate del porto del Canale Formica.

“Da anni – dicono i comitati – i cittadini di San Concordio chiedono di non cementificare l’area e, anzi, di valorizzare il sito dell’antico porto fluviale della città, di origine presumibilmente romana e rimasto attivo fino al 1865: per chi non lo sapesse a questo piccolo porto approdavano i ‘navicelli’ che solcavano i canali che ancora oggi collegano Lucca al Mar Tirreno. La costruzione della piazza coperta (alta circa 10 metri) sarà vicinissima al ‘chiesone’ delle ex officine del gas, edificio vincolato come bene culturale di archeologia industriale, di cui nasconderà la visuale”.

Il Comune invece di valorizzare questo luogo – proseguono i comitati – ignora la sua esistenza e destina tutti e sei i milioni di euro alla costruzione della piazza e del suo parcheggio interrato. Un parcheggio – spiegano – che avrà 65 posti auto e che secondo noi andrà ad aggravare ulteriormente il traffico di San Concordio”.

“La pretesa del Comune di poter incorrere in rilievi da parte della Corte dei Conti se non porta a compimento, con la piazza coperta, la costruzione dello Steccone (iniziato più di dieci anni fa e fermo da allora), appare del tutto infondata – attaccano i comitati – È censurabile invece che si utilizzino finanziamenti pubblici per una nuova costruzione quando nella stessa area sono già presenti immobili che necessitano solo manutenzione”.

Sono ben 950 le schede nominative e ringraziamo di cuore i concittadini che ci hanno dimostrato senso civico e attaccamento al loro quartiere – spiega Clara Mei – Le cose che chiediamo per l’area Gesam sono sempre le stesse: nessuna nuova costruzione, perché non se ne ha bisogno, recupero del Chiesone e la salvaguardia delle strutture archeologiche interrate. Questa in realtà sarebbe la terza petizione, perché già nel 2008 ne presentammo una all’amministrazione Favilla: chiedevamo sostanzialmente le stesse cose, ma oggi sappiamo anche che si andrebbe a  costruire un piano interrato sopra una potente falda in pressione”.

“Altro che disponibilità all’ascolto: il Comune non ci ha mai risposto – incalzano i comitati – Il tavolo di confronto che chiedemmo lo scorso anno non è mai stato convocato. Abbiamo anche fatto un appello in consiglio comunale, facendo presentare una mozione e un’interrogazione consiliare: nessuna risposta. Il Comune ha sempre rifiutato un confronto e, siccome non poteva modificare i progetti per non perdere i finanziamenti, ha solo provato a convincerci che quei progetti erano buoni”.

“Il bando dei quartieri social – spiegano i comitati – è uscito nel giugno del 2016 e i progetti sono stati frettolosamente trasmessi nell’agosto 2016, durante il primo mandato Tambellini. Il finanziamento di sei milioni di euro per San Concordio era vincolato da qual progetto, non poteva essere modificato. Il progetto poteva accogliere al massimo piccole modifiche non sostanziali e questa ‘partecipazione’ in realtà serviva all’amministrazione per ottenere consenso su progetti praticamente immodificabili. E’ una bugia che il comitato Per San Concordio fosse d’accordo col taglio dei cedri, una delle piccole modifiche che l’amministrazione ha compiuto. Il progetto definitivo della piazza coperte poi non è nemmeno mai stato presentato pubblicamente, nemmeno quando ne abbiamo chiesto una revisione”.

“Noi comitati – concludono – abbiamo calcolato che con i quartieri social nelle aree verdi pubbliche di San Concordio si sono consumati circa 4mila metri quadrati di suolo. Avremmo bisogno di ingegneri del verde, invece abbiamo solo quelli del cemento. In tutto il mondo si fa il ‘depaving’ delle aree asfaltate, a Lucca si pavimentano i fiori”.

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